Trapani e Siracusa tremano, il loro futuro resta sempre appeso ad un filo. La scadenza del 16 febbraio scorso sembrerebbe essere stata scollinata da entrambi i club siciliani, anche se le perplessità restano: il Siracusa ha pagato gli stipendi di novembre e dicembre, ma non ancora i contributi e le ritenute. Sono stati gli stessi calciatori siciliani a confermarlo in diretta social sul canale “Siracusa Fans” attraverso messaggi scambiati con i giornalisti ospiti del programma.
Confermato il ricevimento dei bonifici relativi agli stipendi, tuttavia dalle notizie trapelate non risulta ancora pervenuto da parte del club azzurro il saldo dei contributi Inps e delle ritenute Irpef relative alle medesime mensilità. Il presidente Ricci è irreperibile, ma pare che il fatto che la società aretusea abbia dato mandato ad una banca nella giornata di ieri, possa consentirle di chiudere la procedura in giornata.
Lo scenario resta negativo: i punti di penalizzazione arriveranno comunque (6 entro febbraio, relativi ai mancati pagamenti di dicembre, al massimo altri 2/3 se non si dovesse ottemperare a ritenute e contributi), ma poi ci sarà sempre la scadenza del 16 aprile che incombe (per il pagamento degli stipendi di gennaio-febbraio ‘26), che tuttavia non implicherà più l’esclusione dal campionato (quella è prevista fino alla scadenza di febbraio, per aprile sono previsti solo punti di penalizzazione).
Bisognerà fare i conti però con la quasi certa penalizzazione in classifica che, nei fatti, compromette pesantemente la corsa salvezza, e proietta il Siracusa a 5 punti dall’ultima casella che consentirebbe di acciuffare i play-out.
A complicare il quadro ci pensano anche gli strascichi del post derby contro il Catania che è costato due giornate di squalifica per l’allenatore Marco Turati e il deferimento fino al 5 marzo per il direttore generale Alessandro Guglielmino.
Diverso il discorso in casa Trapani. Il club granata di Antonini ha già ricevuto una penalizzazione di 15 punti, e il 9 marzo verrà discusso il deferimento di cui è stato fatto oggetto per le inadempienze del 16 dicembre scorso. Si resta ovviamente col fiato sospeso, nel frattempo il club ha più volte ribadito di aver ottemperato per tempo alle scadenze del 16 febbraio scorso.
Quella in corso resta una settimana cruciale, la notizia della sospensione delle cartelle esattoriali è stata accolta con entusiasmo dal patron, certo di aver incassato un punto a proprio favore nella intricata vicenda che ha portato la sua squadra a scontare la pesante penalizzazione. Resta da capire quale sarà l’orientamento della giustizia sportiva, perché il rischio esclusione non sembra scongiurato. In tal senso, una prima data importante sarà quella di domani 20 febbraio, quando la Corte federale d’Appello si esprimerà sul ricorso depositato dal Trapani avverso la penalizzazione di 7 punti arrivata a gennaio.
Proprio per attendere la sentenza di secondo grado, il Tribunale federale nazionale ha accolto l’istanza di rinvio presentata dai legali del club siciliano del terzo procedimento aperto a suo carico, quello relativo alla scadenza, non rispettata, dello scorso 16 dicembre, spostando tutto al prossimo 9 marzo.
L’esito del ricorso fornirà un quadro più chiaro. Se venisse accolto e i punti restituiti alla formazione granata, per la società di Valerio Antonini tutto potrebbe risolversi nel migliore dei modi, con il campionato che non subirebbe scossoni. In caso contrario le inadempienze verrebbero certificate e, a quel punto, il rischio estromissione nell’udienza del 9 marzo si farebbe nuovamente concreto.
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