Prove tecniche di 3-5-2. A Troia, e lontano da occhi indiscreti, Michele Pazienza è intento a modellare il suo primo Foggia, quello che manderà in onda domenica sera a Crotone nel giorno del suo debutto ufficiale in panchina. Di concerto con lo staff tecnico (e con quello sanitario), il tecnico sanseverese sta serrando i tempi per portare la squadra nelle condizioni migliori possibili per affrontare la delicatissima trasferta dello Scida, nella segreta speranza di tamponare l’emorragia di risultati negativi e di scongiurare la sesta sconfitta di fila. Che renderebbe ancora più ripida ed accidentata la corsa per la salvezza.
Per il suo esordio-bis in rossonero, Pazienza avrà qualche freccia in più a disposizione nel suo arco: D’Amico è guarito e già da qualche giorno lavora in gruppo, sarà sicuramente della partita, se dal 1’ o a gara in corso lo deciderà solo dopo che nelle prossime ore arriverà o meno il via libera dai sanitari per Michael Liguori. L’attaccante sta decisamente meglio, anche se la sublussazione non è ancora del tutto assorbita e qualche fastidio ancora glielo procura: per ora l’ex Salernitana sta svolgendo lavoro differenziato, e quindi è prematuro avventurarsi in previsioni di qualunque tipo. Ma non è escluso che domani figuri fra i convocati e nel primo pomeriggio, dopo la rifinitura, salga sul pullman che partirà alla volta di Crotone.
In Calabria chi sarà ancora assente è sicuramente Buttaro (ancora a Forte dei Marmi a curarsi, ma prossimo a rientrare in sede e a riaggregarsi al gruppo, ndr), tutti gli altri stanno bene (compresi Petermann e Brosco), il virus che aveva tartassato il gruppo la scorsa settimana è stato debellato, anche per questo in forma precauzionale è stato deciso di sospendere il ritiro di Vigna Nocelli proprio nell’ottica di evitare ulteriori contagi e di recuperare quanti sabato scorso con l’Atalanta U23 sono scesi in campo in condizioni approssimative.
A momenti dovrebbe unirsi ai suoi nuovi compagni anche Eric Biasiol, ultimo rinforzo che sta per mettersi agli ordini di Pazienza: il 28enne difensore centrale croato si è appena svincolato dall’Heraclea e va a puntellare il reparto che più di tutti necessita di correttivi in corsa in una fase della stagione in cui bisogna necessariamente serrare le fila e subire meno gol possibili per tentare la risalita. E proprio dalla difesa, e dai suoi limiti congeniti, il neo-allenatore rossonero sta lavorando approfonditamente in queste ore, in primis per conoscere le caratteristiche dei singoli, e poi per individuare i profili più idonei al suo sistema di gioco ed alla cerniera a 3 che si appresta a schierare fin da domenica prossima.
Resettato mentalmente l’ultimo inconcludente scorcio di stagione che ha fatto precipitare il Foggia all’ultimo posto, Pazienza adesso è chiamato a toccare le corde giuste di una squadra che è in caduta libera, e che pare essere entrata in confusione totale soprattutto dopo i recenti avvicendamenti in panchina ed i rinforzi giunti dal mercato di gennaio che hanno finito col confondere ancora di più sul piano squisitamente tattico.
C’è da riordinare in tutta fretta le idee e ai suoi l’allenatore rossonero ha ripetuto i concetti-chiave espressi ai canali ufficiali del club subito dopo il suo insediamento: “Arrivo a Foggia con grande senso di responsabilità e determinazione. So bene che la situazione di classifica non è delle migliori, ma conosco il valore di questa piazza e della sua tifoseria. Dobbiamo restare uniti e lavorare con sacrificio e compattezza per raggiungere a tutti i costi l’obiettivo della salvezza. È una sfida importante e sono pronto ad affrontarla con tutto me stesso”.
Parole che riflettono tutta la personalità di un allenatore che sa di giocarsi molto di quì a giugno prossimo: anche per questo si è gettato a capofitto in questa sua nuova avventura, e al capezzale del Foggia sin da martedì scorso sta studiando quale possa essere la terapia d’urto più congeniale per uscire dall’impasse del momento.
Prima regola fondamentale: d’ora in avanti allenamenti tutti ad alta intensità, c’è da recuperare il terreno perduto, e quindi bisogna innestare da subito le marce alte, sotto osservazione le condizioni generali di un gruppo che nelle ultime uscite sembra aver perso anche quella brillantezza che la gestione-Barilari pareva aver restituito. Un gap quest’ultimo sul quale è chiamato ad incidere in particolare il neo-preparatore atletico Zoila che già in questa settimana ha cominciato a spingere sull’acceleratore.
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