Padalino, a 52 anni suonati il capitano del Cus Foggia continua a divertirsi come un ragazzino

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Chi ne è amico lo ama, chi ne è rivale lo stima: è unanime il giudizio su Nicola Padalino, che senza dubbio è un’icona e un vero orgoglio nella storia cestistica di Capitanata. Per la sua longeva carriera ma soprattutto per il suo carisma. Compagni di squadra e avversari lo ricordano tutti con ammirazione, perché ha sempre onorato i colori della maglia che ha indossato, anche fuori regione. In campo è un leone, un mattatore, un protagonista sempre generoso e infaticabile, sanguigno ma corretto, un emblema, una bandiera, un vero leader. Oltre che un grandissimo capitano. Fuori dal campo è un amico, un maestro di simpatia e grande educazione, un modello per i tanti giovani che lo hanno sempre applaudito e che continuano a farlo ancora oggi.

L’altro Padalino, il suo omonimo Pasquale nel calcio partendo da Foggia è arrivato fino alla nazionale di Arrigo Sacchi, ha saputo negli anni gestirsi, superando problemi fisici che però non lo hanno mai fermato. Si è sempre sacrificato, mettendosi al servizio della squadra da vero campione, aspettando il suo momento senza sgomitare per dare il suo contributo, anche negli ultimi spiccioli di gara, quei tiri liberi, quel rimbalzo e quel canestro sono stati vincenti e hanno esaltato tutti, perché un capitano non molla mai fino all’ultimo secondo.                                                                                                                                    

Il suo addio al basket giocato è ancora rinviato, perché le motivazioni per continuare a 52 anni suonati ci sono ancora, come confermano le statistiche da ventenne conseguite nella scorsa stagione: “Anche quest'anno cercherò di fare la mia parte sul parquet indossando la casacca del Cus Foggia nel campionato di serie D - dice -. Trovo ancora dentro di me le motivazioni che mi spingono ad affrontare sempre una nuova avventura, perché al primo posto metto la profonda passione che nutro per questo sport che continua tuttora ad affascinarmi e divertirmi. E poi voglio raggiungere la promozione in serie C sfiorata negli ultimi due anni con il mio Cus, perché Foggia cestistica merita di tornare nel basket che conta”.

Il segreto di un campione è sicuramente la capacità di sostenere ogni sfida con la consapevolezza degli anni accumulati nel tempo, ma allo stesso tempo riuscire a mettere al servizio dei compagni il proprio bagaglio di esperienza accumulato senza riserve: “La mia passione viene comunque ripagata dalla fiducia della società - aggiunge Padalino -, perché sarebbe difficile continuare a giocare se non ci fosse ancora qualcuno che continua a chiedermelo. Sono però anche molto fortunato ad avere dalla mia parte il sostegno costante della mia famiglia, mia moglie Maria e i miei figli Alessia e Andrea, che hanno condiviso, e continuano a farlo, le rinunce che per il basket ho sempre affrontato”.

Nella famiglia sono inclusi anche i due fratelli: “Ne fanno parte a pieno titolo - conferma - anche Saverio (attuale direttore sportivo del Cus, ndr) e Matteo, assieme ovviamente ai miei genitori che restano i miei supporter più appassionati, il mio cuore pulsante”.

E alla soglia dei 50 anni la carriera di Nicola Padalino si è arricchita anche della ciliegina sulla torta che ancora mancava all’appello: la convocazione da parte della FIMBA Italia (Federazione MaxiBasket) nella rappresentativa della Nazionale over 50, dove figura anche Luigi Delli Carri, un altro foggiano.

Due le esperienze con la maglia azzurra del cestista foggiano, la prima a giugno ‘22 nel Campionato Europeo a Malaga, con Padalino tra i maggiori protagonisti della medaglia d’oro conseguita; la seconda, la scorsa estate nel Torneo Euro-Mondiale in Portogallo, ad Albufeira, in cui è stato tra gli artefici della conquista della medaglia di bronzo.

Due titoli prestigiosi che vanno ad arricchire ulteriormente la sua bacheca personale già di per sè ricca di trofei. “Ammetto che un’altra spinta importante per restare in attività, arriva da queste inaspettate convocazioni - racconta Padalino -. Il coinvolgimento in queste manifestazioni rappresenta per me un fantastico coronamento della mia carriera. Lottare gomito a gomito con giocatori e uomini di grande prestigio del basket italiano ed internazionale, con i quali si è creato un fortissimo legame di amicizia, mi onora e al contempo mi appaga. Penso di aver dato e dedicato tanto al basket, ma allo stesso tempo sento di essere stato felicemente ricambiato. Suderò e lotterò ancora per cercare di raggiungere nuovi obiettivi”, conclude l’highlander del basket di Capitanata che è già con la testa concentrato sul prossimo obiettivo da mettere nel mirino: la promozione in C del Cus Foggia.

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