“Un lavoro dignitoso che mi permetta di vivere con le mie due piccine”. L’appello di Rossella

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Una storia forte quella di Rossella a cui un destino crudele ha strappato per sempre dalla sua vita e da quella delle sue piccine il suo amato compagno Jonathan, padre amorevole generoso e sempre con il sorriso sulle labbra.

Di quella maledetta domenica di maggio, Rossella ricorda tutti i particolari e anche la piccola Evelyn che ancora oggi chiede alla mamma come mai il suo papà da quel giorno non ha fatto più rientro a casa e non l’ha salutata amorevolmente prima di andare via, come era suo solito fare.

Jonathan era un ragazzo che godeva di ottima salute, sempre sotto controllo medico per la sua attività di pescatore; cosa sia successo quella domenica è ancora un mistero.

Il giovane torna a casa da una partita di calcetto e dopo un po' avverte dei dolori alle gambe e contemporaneamente alla schiena. Preoccupato dal malore improvviso, si fa accompagnare tempestivamente al pronto soccorso, ma purtroppo da lì non farà più ritorno a casa, infatti pare che un arresto cardiocircolatorio sia stata la causa della sua prematura scomparsa.

Rossella, straziata dal dolore, non si dà pace. “Non so cosa sia successo in quelle ore, sarei voluta essere lì con lui a tenergli la mano e a rassicurarlo, ma a causa del Covid nessun parente poteva accedere al pronto soccorso. Spero che non si sia perso tempo, altrimenti se ci fossero dei responsabili è giusto che paghino affinché non accadano più queste tragedie", spiega Rossella chiedendo giustizia.

Gli avvocati Marco Trivisonne e Marco Biscotti fanno sapere “che il procedimento penale contro ignoti, derivante dalla morte presso il Pronto Soccorso di Manfredonia del giovane Spano Jonathan, pende innanzi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia in fase di indagine” e che si riservano, “in caso di accertate responsabilità di natura civilistica, ogni azione legale nelle sedi più opportune a difesa dei diritti della propria assistita”.

Oggi Rossella e le sue due bimbe, Evelyn di 3 anni e Francesca di 4 mesi (la piccina non ha conosciuto nemmeno il suo papà, è nata quattro mesi dopo la sua scomparsa), chiedono aiuto alle istituzioni.
Dopo il sostegno avuto grazie alla raccolta fondi promossa dall’emittente Rete Smash, al grande cuore di due persone straordinarie Veronica e Adem, proprietari dell’attività Bebissimo e di tanta gente generosa, attualmente gli aiuti che percepiscono sono davvero esigui, se si calcolano tutte le spese che Rossella deve affrontare mensilmente tra affitto di casa, utenze, latte per la piccina, pannolini ecc.

La giovane ragazza, precisa che non ha mai chiesto e preteso nulla, ma esorta le istituzioni a non lasciarle da sole e di aiutarla nella ricerca di “un lavoro dignitoso che mi permetta di vivere una vita serena con le mie due piccine”.

Il neo sindaco Rotice, dopo essere stato messo al corrente di questa triste storia e dispiaciuto che in questi mesi, dunque prima della sua nomina, sia stato fatto poco o nulla dai suoi predecessori per dare un sostegno a questa famiglia, si è impegnato a trovare una soluzione concreta e veloce per Rossella, come per tutti quei casi di emergenze economiche ed abitative per troppo tempo dimenticate dalle istituzioni.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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