Si è trattato di una breve fuga dall’epilogo scontato (e triste) quella che ha visto protagonista la scorsa settimana a Foggia una malandata e sofferente
elefantessa che era riuscita a rompere la rete di recinzione eretta dagli operai del circo Maya Orfei, su Via Telesforo, e a conquistare qualche ora di libertà.
Proprio quell’esemplare fotografato e ripostato sui social da centinaia di persone viene impiegato nei numeri del domatore Massimo Martini che presenta al pubblico “il suo meraviglioso quadro esotico, dove l’addestratore entra in perfetto connubio con gli animali, li coccola e li fa coccolare dal pubblico: cammelli, zebre, la simpatica e cordiale giraffa, il goloso ippopotamo e l’imponente elefante ed ancora lama, watussi e struzzi”, come si legge nella scheda di promozione dello spettacolo portato a Foggia.
Come ormai è ampiamente provato e riconosciuto anche da provvedimenti di legge che vietano o riducono al massimo l’impiego di animali sulle piste circensi nei paesi più avvertiti su questo tema, si tratta di una pratica che condanna gli esemplari in cattività a trascorrere un’esistenza in anguste gabbie in cui conoscono solo la tristezza e il terrore, fatta di torture, violenze, luci, musiche e contesti innaturali, tutte fonti di stress che a lungo andare si traducono in una sicura fonte di malattie, in condizioni igieniche pessime per il poco spazio. Per non parlare delle importazioni illegali che si celano dietro alla compravendita di esemplari che finiscono la loro vita assoggettati alla volontà dell’uomo, in una eterna detenzione che mortifica le esigenze biologiche ed etologiche, ridotti ad automi e ridicolizzati per il divertimento.
Di queste brutali pratiche antietiche, che faticosamente si sta cercando di mettere al bando anche in Italia, ha avuto modo di occuparsi Francesca Sorcinelli nel libro “(Dis)Educazione alla violenza. La violenza a scopo ludico. Il circo con animali e le fiere ornitologico-venatorie”, in cui documenta e svela gli orrori che si celano dietro gli spettacoli circensi.
“Nel caso dei circhi si parla di una doppia crudeltà: quella sugli animali a scopo ludico e quella sui minori che partecipano agli spettacoli e che subiscono un’esposizione a quella violenza - spiega l’esperta di zooantropologia della devianza e presidente dell’associazione Link Italia -. Oltretutto si tratta di una violenza psicologica subdola perché la crudeltà sugli animali non solo è accettata ma anche normalizzata e ridicolizzata, quindi non è sbagliato parlare di bullismo contro gli animali. C’è una indagine che Animal Defender ha condotto più di 10 anni fa con 400 ore di videoregistrazione in vari circhi nel mondo, ripresi con telecamere nascoste che hanno documentato tutto quello che succede agli animali dietro e davanti le quinte, con un’analisi precisa dei maltrattamenti procurati. Affermare che etologicamente questi animali non sono maltrattati penso non sia davvero più sostenibile alla luce delle molte prove scientifiche. In Italia questi spettacoli resistono ancora, purtroppo”.
Link Italia nasce nel 2006 e nel tempo la Aps ha dedicato una crescente attenzione e impegno istituzionale per i diritti degli animali.
“Link nel linguaggio comune inglese significa legame mentre in discipline quali psicologia, psichiatria, criminologia, scienze investigative si connota come termine tecnico che sta ad indicare la stretta correlazione esistente fra maltrattamento e/o uccisione di animali, violenza interpersonale e ogni altra condotta deviante, antisociale e/o criminale – omicidio, stupro, stalking, violenza domestica, rapina, spaccio, furto, truffa, abuso di sostanze stupefacenti-alcool, manipolazione mentale, crimini rituali. Le applicazioni di questa disciplina relativamente recente in Italia tendono a dimostrare che il maltrattamento e/o l’uccisione di animali devono essere interpretati come sintomo di una potenziale situazione esistenziale patogena. Nel particolare, se agito da minori il riferimento è a una situazione esistenziale familiare o ambientale in genere di incuria, abusi psicologici, fisici, sessuali o tutte queste forme di violenza insieme. O può anche essere letto come fenomeno predittivo di successive condotte devianti, antisociali o criminali la cui escalation parte dal maltrattamento animale”.
Gli interventi dell’Aps presieduta dalla modenese Sorcinelli si stanno articolando in diverse realtà del territorio con protocolli d’intesa con Comuni, enti ed istituzioni per veicolare queste nuove forme di studio sulle implicazioni criminali o penalmente rilevanti in chi maltrattata e sevizia animali.
“A breve”, annuncia Sorcinelli, “partiremo con un progetto di formazione indirizzato a docenti di due scuole della provincia di Foggia, a Vico e Vieste, grazie alla collaborazione con l’animalista viestana Francesca Toto”.
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