Altro che solo una canzonetta...E’ polemica sul duetto al Verdi fra figlio dell’assessore e De Sica

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

“Start spreading the news, I'm leaving today… New York, New York…”. Cinguettava sul palco del Verdi, sognando la città che non dorme mai e invece si è svegliato molto presto e si è ritrovato a San Severo, nella sua di città, dove realizzare quel piccolo di sogno di duettare sulle note di Frank Sinatra gli è costato più che mettere la foto sul suo bel profilo social. Quello scatto di Raffale D’Alfonso Del Sordo che duetta durante le prove con Christian De Sica nel Teatro comunale è diventato l’ennesimo esempio, scrive qualcuno, dell’arroganza che regna nei Palazzi di Città di casa nostra, che gli amministratori locali gestiscono come fosse il salotto di casa loro.

Fa sorridere il commento di qualcuno: “L’hanno presa un po’ troppo bassa, ma bella”, che si sofferma sull’esito dell’esibizione, ignorando il vespaio di polemiche che ha scatenato. Perché il diciottenne che tiene il microfono, danzetta e accompagna De Sica, è A: il figlio dell’assessora alla Cultura di San Severo Celeste Iacovino, B: presidente dei giovani democratici del Pd. Dopo che lui posta orgoglioso la foto, con tanto di sottolineatura: “Ho realizzato il mio sogno”, l’indignazione sale. “Un privilegiato, che si fa beffe dei diritti degli altri”.

Da un altro profilo, quello dell’ex candidato sindaco Nazario Tricarico, arriva la tirata d’orecchie. Dopo averlo definito sveglio ed educatissimo, zac, la mazzata: “Una specie di Ned Flanders con quel suo esasperato politically correct, ma molto più intelligente, Tanto intelligente da far finta di non capire la mancanza di opportunità nell’esercitare il privilegio di assistere alle prove di De Sica e addirittura cantarci insieme nel teatro comunale gestito dalla madre. L’Assessore”. Il botta e risposta è continuato in privato. “E che c’è di male. Siamo amici e De Sica mi ha chiamato”, avrebbe detto il ragazzo, prima di chiudersi, a detta del padre, in un muro di pianto e silenzio.

Contattato da l’Attacco, il giovane, che tutti descrivono come allegro e solare, ha preferito esercitare il diritto di non rispondere, chiudendosi dietro un secco no comment. Almeno questo lo ha detto. La madre, l’assessora, al telefono non ha nemmeno risposto. Il messaggero è stato il padre, l’imprenditore Gianfelice D’Alfonso Del Sordo, che ci ha contattati: “Sono in arrivo querele e denunce perché il ragazzo è stato vittima di cyberbullismo e di gogna mediatica e quindi, rimasto traumatizzato dagli eventi si è affidato a un legale. Il legale non rilascia dichiarazioni e consiglia a tutti uno stretto silenzio”.

Nazario Tricarico è con lei che se la prende, con Celeste, la mamma assessore. “Si è risentita – ci dice al telefono – di questa critica, perché la mia osservazione ha amplificato un dibattito cittadino. Io continuo a sottolineare che il ragazzo, oltre ad essere figlio dell’assessora è anche un rappresentante politico. E per questo mi sembra inopportuno il suo comportamento. E poi, cara amica, quando si fa politica è risaputo che tutta la propria vita e la propria quotidianità finisca sotto i riflettori”.

Sull’amicizia fra il giovane Del Sordo e De Sica, sottolineata anche dal padre del ragazzo, Tricarico affonda: “Secondo me era solo una giustificazione, tipo un’attenuante che voleva mettere in campo. Perché questa amicizia non giustifica questo tipo di atteggiamento da marketing politico per la madre, anzi è un esempio fondamentalmente negativo. Un po’ come Salvini quando fa fare al figlio il giro sulle moto d’acqua”. Quando a Tricarico facciamo notare che la querela potrebbe essere per cyberbullismo lui sbotta: “Ancora più inopportuna. Tutto questo è gravissimo. Mi vogliono querelare perché forse non hanno saputo cogliere che il mio modo di scrivere ironico è anche un modo per generare una reazione, per stimolare un dibattito. Anzi, io stesso sui social ho cercato di allontanarmi da quel piano offensivo su cui volevano portare la mia critica. Ma non serve a distogliere l’attenzione da un fatto semplice: non si può portare avanti una gestione domestica del teatro. Questo non va bene. Da un assessore alla Cultura, non mi aspetto intrattenimento, non mi aspetto che mi porti De Sica del cine pattone perché amico del figlio o Baglioni perché piace a loro. Su Baglioni posso non discutere il gusto, ma dico che non è stato giusto che il Teatro e il Comune non abbiano guadagnato nulla dalla presenza del cantautore. Biglietti staccati a settanta, ottanta, cento euro e nulla nelle casse comunali”.

Insomma, un polverone che sembra però preparare il terreno per Tricarico. Quando gli chiediamo se si candiderà, lui dice di no. “Non vorrei candidarmi. Ma vorrei cambiare il posto in cui vivo. Lo vorrei fare senza candidarmi perché il capitale umano e il panorama che ho davanti non è affatto in linea con le cose che ho in testa. Io sono uno fuori dagli schemi, che ama il corto circuito, ama scompigliare le narrazioni. Estremamente anarchico, punto alla distruzione creativa del potere. Per me i cittadini mediamente indignati sono come il politico corrotto, ugualmente colpevoli. Ecco perché temo che la rabbia venga fuori in modo incontrollato. Ma se mi verrà chiesto, lo farò, mi candiderò. Non mi tiro indietro, ma chi me lo chiede deve essere consapevole della mia follia”, dice.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet