Un video del Guardian in cui parla il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, con un commento di presentazione che dice: “Ma quest’uomo, precisamente, cosa vuole? Vuole portare a tutti i costi l’UE all’interno del conflitto e ficcare un elefante in un bicchiere? La marionetta dell’UE – così è definito Zelensky - si sta rivelando una scheggia impazzita, credo al di là delle ipotesi di lavoro dei capi di stato interni all’Unione. Questa crisi lavorata a tavolino (e che sta forse sfuggendo un po' di mano) servirà solo a dire a tutti, e con leva obbligatoria, che ci sarà bisogno di un coordinamento militare europeo. Porterà alla nascita dell’esercito dell’Unione, che potrà agire negli stati membri. Nei prossimi anni”.
Cosa c’è di interessante, anzi, in questo caso, di divisivo? Che quelle parole sono state scritte su Facebook da don Rocco Malatacca, giovane parroco a Orsara di Puglia e hanno toccato alcuni fedeli, che lo hanno segnalato. Ravvisano poco equilibrio nelle disamine social del ‘prete del paese’, che aveva assunto nel recente passato posizioni fortemente critiche anche nei confronti dell’obbligo del Green pass.
Nonostante il tentativo di ascoltare direttamente dalla sua voce e chiarire meglio il proprio punto di vista sulla guerra in Ucraina, l’Attacco non ha potuto ascoltare don Rocco.
Guardando il suo profilo Facebook, comunque, si nota una netta prevalenza di pensieri (mai concilianti) verso Zelensky che, a dire del prelato, guida “un governo fantoccio messo su dall’Unione”.
“A me sembra folle – ha scritto il parroco – che si additi uno solo come responsabile (Vladimir Putin, ndr), quando qui tutti dal 2012 stanno facendo di tutto per inasprire la situazione, ognuno da parte sua”.
Il Vaticano, invece, ha cambiato la sua posizione.
Inizialmente, il messaggio era uno solo: stop alla guerra. Negli ultimi giorni, è venuto meno l’equilibrio e il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, ha sdoganato il concetto che “difendere la propria vita, il proprio popolo e il proprio Paese comporta talvolta il triste ricorso alle armi”, con chiaro riferimento alla popolazione ucraina.
È chiaro che nessuno può risultare simpatico a tutti, questo vale anche per Zelensky e Putin ovviamente, se proprio si vuole perorare la causa dell’uno o dell’altro. Tuttavia don Rocco dubita molto del Presidente ucraino, così tanto da aver dubitato fortemente che fosse davvero lui quando lo ha visto in alcuni video nei quali compariva nella sua Kiev.
“La fonte di luce sul suo volto – ha ipotizza in un altro post, con dovizia di particolari, don Rocco - sembra di un’intensità diversa rispetto a quella del palazzo di sfondo (non in secondo piano). Non solo, le direttrici della luce sul volto (da dx) e sui palazzi sembrano diverse. Le ombre cadono sui volumi in modo diverso. Il movimento della camera è sempre bilanciato. Il video a me sembra costruito”.
Dice e non dice. “A volte chi fa la vittima crea il suo carnefice”, rivolto ancora a Zelensky. Quando sembra che si sia sbilanciato definitivamente contro il Presidente ucraino fa un lieve passo indietro e aggiunge che “la Russia ha invaso ed è ingiustificabile – c’è un però, che serve per proiettarsi oltre - però la NATO ha spinto l’Ucraina nel conflitto e la Russia è stata costretta a difendersi, costretta dall'aggressività della NATO e dell’Europa”.
Chi, invece, non usa giri di parole nonostante la consapevolezza che il suo pensiero non sia molto condiviso è padre Valter Arrigoni, biblista e studioso delle religioni, monaco e presbiterano bergamasco che ha trascorso molti anni a Foggia.
“Ci sono 60 guerre nel mondo: Corno d’Africa, Siria, Sud Sudan, Ruanda, America Latina – esordisce -, Invece non parliamo più di niente, se non dell’Ucraina. I bambini che muoiono in Siria valgono meno di quelli che muoiono in Ucraina? Sono drammatiche le immagini delle mamme ucraine che devono vedere morire i propri figli, lo sono altrettanto quelle delle madri dei deserti africani che vedono morire di fame i loro figli”.
Padre Valter premette di non voler essere complottista e lo argomenta spiegando che ha osservato tutte le regole previste per la pandemia, per esempio, compresa tripla dose di vaccino e Green pass.
Poi aggiunge che “il Signore mi ha dato l’intelletto, quindi mi pongo delle domande. Credo che ci sia un progetto molto ampio. Prima nessuno parlava dell’Ucraina, al contrario di quello che succede oggi. Voglio bene a Papa Francesco Bergoglio, però mi chiedo come mai non sia mai intervenuto contro i mafiosi, contro quelli che violentano bambini nei campi dei profughi in Libia”.
Le sue osservazioni si focalizzano sulle dinamiche delle informazioni veicolate dai mass-media, che ritiene siano concentrate in questo caso su un solo conflitto.
“È come per il Covid – commenta -, di cui tutti parlano. Già, però non si dice che in Italia abbiamo ancora la lebbra e ci sono tre lebbrosari che raccolgono malati. O che muoiono ancora a centinaia per l’AIDS. Invece si privilegia esclusivamente il Covid. Idem adesso per l’Ucraina”.
Ma c’è una nazione che ha invaso l’altra, o no?
Don Valter non risponde direttamente. Piuttosto cita ‘Z – L’orgia del potere’, pellicola del 1969 diretta da Costa-Gravas che racconta dell’assassinio di un politico di sinistra, per mano di estremisti di destra, con un finale nel quale è comunque il Potere ad averla vinta anche sulla Giustizia.
Continua, per chiarire ancora meglio, raccontando che nel periodo dei moti studenteschi “c’erano dei disordini nei pressi della mia abitazione di famiglia a Milano. Le camionette delle forze dell’ordine salivano sui marciapiedi per investire gli studenti, mentre le telecamere riprendevano dalla parte opposta i giovani con l’eskimo che protestavano minacciosi e sembravano loro i cattivi”.
È tutto qui, per padre Valter. Dipende tutto da cosa riprendi con l’obiettivo.
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