Il rapporto tra il Sindaco Giuseppe Pitta e il vescovo Giuseppe Giuliano sta prendendo una piega decisamente negativa a Lucera, con due clamorosi incidenti diplomatici nel giro di pochi mesi che lasciano intendere come la situazione personale e istituzionale tra i due sia semplicemente esplosiva. Il contesto emerge al termine di una storia clamorosa che rischia di lasciare strascichi e generare ulteriori polemiche, magari anche decisive per la tenuta della amministrazione Pitta nella sua attuale configurazione.
L’ultima bufera si è abbattuta tra giovedì e venerdì scorso, giorno in cui era in programma all’anfiteatro la Via Crucis diocesana, animata dall’Azione Cattolica e con la partecipazione di tutti i Sindaci dei Comuni del territorio della chiesa locale. Insomma, un evento di grande portata, annunciato con grande impegno comunicativo e mediatico da parte della Curia, peraltro ripristinato nel sito romano dopo diversi anni di assenza, prolungata pure dalle restrizioni Covid.
La manifestazione è saltata poche ore prima, con precipitoso ripiegamento nella Cattedrale dell’Assunta dove poi il rito religioso si è tenuto regolarmente.
Ma le ore di avvicinamento sono state a dir poco turbolente, e vanno ordinatamente raccontate, nonostante più di qualcuno avesse pensato a un singolare pesce di aprile e altri hanno maldestramente attribuito alle condizioni atmosferiche la decisione di allestire tutto nel tempio angioino.
Tutto è iniziato il 18 febbraio scorso quando i dirigenti di Azione Cattolica hanno presentato a Palazzo Mozzagrugno formale istanza di autorizzazione e patrocinio per la celebrazione religiosa, da sempre un appuntamento della Quaresima della diocesi di Lucera-Troia, a prescindere dalla location individuata.
Lo scorso 23 marzo la Giunta ha dato il via libera politico alla richiesta, ma evidentemente qualcuno si è dimenticato o ha omesso di informare la Soprintendenza, proprietaria del monumento, chiamata poi a rilasciare la vera e propria autorizzazione che quindi non c’era. La “scoperta” è stata fatta il giorno precedente, con primo grande risentimento degli ambienti della Curia che sono poi riusciti autonomamente a procurarsi il documento, grazie al rapporto consolidato tra l’ufficio tecnico di Piazza Duomo e l’ente ministeriale.
Ma le difficoltà sono successivamente aumentate, perché nessuno a Corso Garibaldi aveva incaricato il personale di aprire le porte per il pomeriggio dell’evento, e per di più solo il giorno prima era stata formalmente convocata per il giorno dopo, cioè lo stesso della Via Crucis, la “Commissione Spettacoli”, quella che si occupa di verificare tutte le agibilità tecniche per la realizzazione di pubbliche manifestazioni, incaricata poi di rilasciare il nulla osta prima dell’allestimento. Nei corridoi comunali sembra sia prassi consolidata quella di svolgere per tempo questo tipo di adempimenti, considerati i numerosi componenti che devono pronunciarsi chiedendo adeguato preavviso, e in effetti sono risultati assenti i rappresentanti dei vigili del fuoco, della Asl, oltre allo stesso dirigente tecnico comunale. Quindi seduta andata deserta e via libera impossibile da dare. Il risultato finale è stato che l’evento è diventato off limits per quella sede.
Insomma, una solenne figuraccia che ha fatto andare su tutte le furie monsignor Giuliano, descritto furibondo durante una telefonata con il Sindaco, a sua volta visibilmente imbarazzato, pochi minuti prima di presentare la stagione teatrale con Fabrizio Gifuni. Subito dopo il termine della conferenza stampa, verso ora di pranzo l’avvocato lucerino si è recato personalmente a palazzo vescovile per scusarsi, ma non è stato nemmeno ricevuto. Questa circostanza avrebbe visibilmente indignato Pitta, il quale per tutta risposta non si è presentato alla celebrazione serale, nonostante fosse stata riservata proprio per lui una “stazione” delle 14 in programma, con il coinvolgimento di altre autorità civili e militari del territorio regolarmente intervenute.
Tuttavia questo è solo l’ultimo capitolo di una storia che arriva da lontano, e si immerge profondamente nelle attività delle Feste patronali, questione che negli ultimi anni ha suscitato grande interesse e frequenti polemiche in città, aumentate proprio dall’insediamento dell’attuale pastore campano che ha spesso preso decisioni impopolari e incomprensibili. Memorabile quanto accaduto il 14 agosto dell’anno scorso, nel momento più importante e solenne del triduo in onore di Santa Maria Assunta, con la estromissione del Sindaco e del presidente del Comitato dall’antico rito di consegna delle Chiavi della città alla Vergine in trono.
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