I genitori vanno sempre ascoltati quando danno consigli. Se un papà suggerisce al figlio di non avventurarsi in una (nuova) impresa, per esempio, questo dovrebbe farsi forte dell’esperienza del genitore e, probabilmente, anche seguirlo. Non va così se di mezzo c’è Nazario Iadarola, titolare del lounge bar La Rotonda, che sognava non molti anni fa di avere un’impresa con almeno 30 dipendenti. Non c’è arrivato ancora, ma ha solo 33 anni e 15 dipendenti già all’attivo e un’altra decina a cui darà lavoro con la sua “follia”, così la chiama: il ristorante, wine e lounge bar Mandracchio.
Nazario è stato sempre nel settore, ma ha iniziato la sua professione da semplice dipendente. Così è stato per 17 anni, fino a quando ha fatto il salto e ha gestito la sua prima attività con altri: Perbacco. L’ha lasciata, perché si è lanciato nell’ex chioschetto della Rotonda di Manfredonia, trasformandolo in un locale entrato di diritto tra quelli più frequentati in città.
Con un’avviata e frequentata attività sul lungomare, chi glielo ha fatto fare di investire ancora e prendersi tanto rischio in un periodo storicamente infelice? “Il mio amore per la nostra città – risponde a l’Attacco -. Credo in Manfredonia e conto di poter dare il mio contributo per la sua crescita turistica e per la creazione di nuovi posti di lavoro”. Per quanto pienamente consapevole che non sarà una passeggiata, Nazario è sereno. “Voglio rimettermi in gioco”, ammette col sorriso.
Il progetto lo aveva in mente da tempo. “Già buoni 3 anni fa, però lo misi da parte quando arrivò il Covid”, aggiunge. Un grosso ritardo che non lo ha frenato e, anzi, lo ha reso a suo favore. “Ho iniziato l’attività a La Rotonda, con tutti gli impegni che comporta, ma continuavo a pensarci. Credo in quella piazza ed è un peccato vederla vuota. Con l’aiuto degli architetti Marianna Di Lauro e Manlio Muscatiello, unendo le nostre esperienze in ambiti professionali differenti, abbiamo creato un locale che è bello e che si presta a tutto quello che voglio fare: bar, cucina innovativa e a vista, cocktail”.
La piazza in questione è piazza Diomede, “sotto la piazzetta” come dicono a Manfredonia, cioè nell’ampio spazio dove ci sono le fontanelle che sgorgano dal pavimento, di fronte all’ormai quasi più noto piazzale Maestri d’ascia.
“Sulla spiaggia Mandracchio, veniva scaricato il pescato delle imbarcazioni e una parte di questo veniva alloggiato proprio in quel locale che fungeva da magazzino”. Nei 130 metri quadrati occupati dal locale, rivisitati in chiave moderna ma con antichi tufi lasciati volutamente a vista, saranno alloggiati una dozzina di tavoli. Altrettanti saranno quelli che troveranno spazio all’esterno, per un totale di 70-80 posti a sedere. Una piccola chicca sarà rappresentata dalla piccola piscina sotterranea con acqua di mare che si potrà vedere attraverso le trasparenze di un vetro separatore.
Lo sforzo economico è notevole. “Abbiamo dovuto far scavare nella roccia e ricreare un po' tutti gli impianti ex novo: idrico, fognario, elettrico. I tufi sono stati ripristinati uno per uno fino alla sommità delle volte, che raggiungono 7 metri di altezza”. L’investimento sarà in parte ammortizzato grazie all’utilizzo del cosiddetto Titolo II, misura della Regione Puglia a sostegno delle Piccole e Medie Imprese. Una volta concluso l’investimento iniziale, si riceve nel giro di due anni il 35% dello stesso e gli interessi relativi alle spese sostenute per le attrezzature acquistate.
Sarà un wine bar e lounge bar con cucina e il suo nome stesso è voluto. Come riferiamo a parte, c’è una vecchia storia collegata alla parola Mandracchio. “Proprio per questo dovrà essere un locale tradizionale ma, al tempo stesso, innovativo. Anche la cucina rispecchierà le nostre tradizioni, per quanto poi sarà rivisitata in chiave moderna”.
In quei locali, fino a pochi anni fa, c’erano magazzini per il pesce “e io voglio proprio creare questo filo temporale, privilegiando molto il pescato locale”. Per non rischiare di incorrere in un’inutile e controproduttivo doppione, Nazario sa già che anche a La Rotonda si mangia pesce, perciò “lo lavoreremo e prepareremo in maniera del tutto diversa al Mandracchio”.
Non ha fretta e, meticoloso come è, si sta prendendo tutto il tempo ancora possibile, prima di far iniziare la sua nuova esperienza professionale presumibilmente nella seconda metà di gennaio 2023. “Teoricamente avremmo potuto aprire anche alla fine di dicembre, però ho già tanti impegni e voglio fare le cose per bene, creando la giusta sinergia nel personale. Non sarebbe così se aprissi nel corso delle prossime festività, quando i ritmi di lavoro saranno frenetici”.
A riposarci, non ci pensa proprio. Nel corso della chiacchierata, dice che vorrebbe tirare un po' il fiato quando avrà avviato anche la prossima attività tuttavia non ci crede nemmeno lui alle sue parole. E quando glielo si fa notare, riprende a ridere e si lascia sfuggire che “ho già qualcos’altro in mente, per un futuro non troppo remoto”.
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