Albero di Natale a forma di cono o fatto di luci. Il più bello è realizzato all’uncinetto dalle donne di Biccari

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A forma di cono, fatto di luci, realizzato all’uncinetto. L’albero di Natale è il uno dei simboli delle festività di dicembre e sono sempre più diversificate le installazioni nelle piazze di Capitanata. In netta minoranza gli abeti ‘veri’, uno dei pochi esemplari è presente proprio nel capoluogo dauno. E non è passato certo inosservato. A una settimana dalla ‘posa’ davanti al pronao della villa comunale sono ancora accese le polemiche, non solo le lucine che addobbano l’albero. Un abete donato alla città da un imprenditore – è giusto sottolinearlo – e che man mano viene sempre di più arricchito grazie alla buona volontà di cittadini, associazioni e istituzioni.

“Le associazioni e il mondo ambientalista sono sicuramente contrari ad alberi presi in natura – ha evidenziato a l’Attacco Maurizio Marrese, presidente del Wwf Foggia –. C’è molta polemica, se vogliamo parlare in generale, su quello posizionato in Piazza San Pietro. E’ un caso estremo, che provoca malumori tutti gli anni, anche perché si tratta di esemplari altissimi, espiantati appositamente per essere messi in mostra solo nel periodo natalizio. Non è solo togliere un albero dal suo habitat naturale, ma potremmo parlare anche del trasporto, quindi del consumo e della sostenibilità”.

Marrese ha esternato il suo giudizio anche sull’abete presente a Foggia, paragonato allo ‘Spelacchio’ di Roma di qualche anno fa. “Non mi attira più di tanto come polemica. Secondo me, dobbiamo pure imparare ad accontentarci, non guardare l’albero più bello ma al suo significato. Siamo un Comune sciolto per mafia, quindi i cittadini devono pure apprezzare l’iniziativa. Gli alberi, infatti, sono stati donati alla comunità e poi sicuramente ci si prenderà cura – una volta terminate le feste – e verrà piantato da un’altra parta, in zone montuose. E’ dunque da apprezzare come iniziativa e poi la bellezza è relativa. Dobbiamo salvaguardare la simbologia. E’ uno dei pochi alberi veri in provincia? Non è il massimo, certo, però spero che dopo vengano utilizzati tutti gli strumenti per evitare la sua morte. Sarebbe auspicabile, alle soglie del 2023, installare alberi veri”.

E’ infatti uno stress per la pianta essere spostata a chilometri di distanza dal suo habitat naturale. “Stiamo parlando di alberi grandi, e quindi ci vorranno tanti anni – una volta ripiantato – per tornare come prima perché non ha più l’apparato radicale originario e sarà un esemplare a rischio per tanti motivi. In più, non aumenterà il patrimonio del verde cittadino perché gli abeti sono alberi montani, li troviamo dagli 800 metri sul mare in su. Non credo possa reggere un’estate a Foggia”.

Forse per questo motivo – anche per una maggiore sensibilità ambientalista – nei maggiori centri della provincia, dal Gargano ai Monti Dauni passando per il Tavoliere, le amministrazioni hanno pensato a installazioni particolari.

“Al contempo se si utilizzano alberi totalmente artificiali, di plastica, non è proprio il massimo – ha evidenziato Marrese –. Si potrebbero adoperare installazioni realizzate con materiale riciclato, alternativo, che comunque potrà poi essere riutilizzato per altri scopi. Dunque, dal punto di vista ambientalista, è meglio salvaguardare gli esemplari magari addobbando alberi già presenti nelle strade cittadine piuttosto che trasportarli e sistemarli nei punti più desiderati. Meglio utilizzare quelli piantati in aiuola e non aumentare spostamenti o abbattimenti di alberi, quest’ultima pratica ormai desueta”. Proprio davanti al pronao della Villa ci sono dei cedri del Libano, molto simili agli abeti.

“Dobbiamo anche tenere conto che si tratta di un dono – ha sottolineato Mattese – e, mettendosi nei panni di chi amministra, sarebbe stato scortese rifiutare un regalo. Forse ci si poteva organizzare prima”.

L’installazione più apprezzata è a Biccari. Non è originale, ma l’albero di uncinetto confezionato da alcune donne del borgo incarna quel senso di condivisione alla base delle festività natalizie. A Cerignola, Manfredonia e San Severo, invece, si optato per addobbi a forma di cona che richiamano la forma dell’abete, mentre a Lucera e Torremaggiore le linee dell’albero sono disegnate dalle luci. Un altro abete vero si trova a San Giovanni Rotondo. Forse le città in cui è maggiormente sentita la festa cristiana si tende a mantenere intatta la tradizione del ‘classico’ albero di Natale.

“Anche il mondo cattolico dovrebbe dare il buono esempio – ha commentato Marrese –: sarebbe giusto che da San Pietro o altri luoghi sacri si desse un segnale positivo verso la sostenibilità, evitando l’utilizzo di alberi come oggetti o per il solo addobbo. Oggi siamo tutti consapevoli che dobbiamo cambiare il nostro modo di vedere le cose”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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