Caos a Manfredonia per variazione del percorso autobus di Sita Sud, la rabbia dei viaggiatori

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Una situazione surreale, proprio in questi giorni, sta interessando i tanti viaggiatori che, quotidianamente, prendono l’autobus Sita Sud che da Manfredonia porta direttamente a Foggia e a Bari. Secondo alcuni di loro, infatti, l’azienda avrebbe modificato il percorso tradizionale senza alcun genere di preavviso, lasciando a terra numerosi utenti, e generando il panico e la rabbia in quei pochi che, invece, per una serie di circostanze fortuite, sono riusciti ugualmente a salire a bordo dei mezzi e, in qualche modo, a giungere a destinazione. “Secondo uno degli autisti, l’inconveniente è solamente temporaneo e il disguido si dovrebbe risolvere nel giro di appena tre giorni”, ha raccontato a l’Attacco Gianluca, uno dei tanti viaggiatori costretti per quasi un’ora ad aspettare in piedi alla fermata e che non è riuscito a prendere il mezzo.

“A Manfredonia, in genere, gli autobus di Sita Sud partono dal capolinea di Bar Pace e percorrono Via delle Antiche Mura”, ha spiegato.

“In questi tre giorni, invece, stando a quanto appreso dall’autista, percorrono il lungomare. Il problema - ha specificato Gianluca - non è tanto la modifica del percorso, che naturalmente ci può stare. Quanto il fatto che a nessuna parte è possibile trovare uno straccio di avviso pubblico. Alle fermate, ovviamente, non c’è scritto niente. Sul sito della Cotrap, dove si acquistano i biglietti, neppure. E tantomeno sulle pagine social dell’azienda. Soltanto in calce al sito web dell’agenzia Sita Sud, in piccolo, è possibile leggere della variazione”.

Gianluca però è giovane, e ha fatto i biglietti online. Eppure, nonostante ciò, è stato tratto in inganno dalla scarsissima comunicazione da parte dell’azienda. Molti anziani, invece, non essendo in grado di smanettare su internet, non hanno neppure avuto modo di apprendere della variazione del percorso. “Sono stato il primo ad arrivare alla fermata”, afferma Gianluca.

“Ero largamente in anticipo rispetto all’orario di partenza dell’autobus. Molto di più, vi assicuro, dei dieci minuti che richiede l’azienda nel momento in cui rilascia i biglietti online. A distanza di poco, però, è cominciata ad arrivare gente. Increduli, attendevamo in gruppo l’arrivo dell’autobus”.

“Dopo circa un’ora di attesa, una signora è venuta a sapere della variazione del percorso, e ci siamo recati a piedi presso la nuova fermata in Piazza Marconi. Una volta arrivati, chiaramente, si è venuta a creare un po’ di tensione tra i viaggiatori, e a farne le spese è stato un’autista, che si è visto costretto a dare spiegazioni che non era tenuto ad offrire e a gestire da solo una situazione del genere, a causa di una mancanza di comunicazione da parte dell’azienda”.

“Ci ha spiegato, infatti, che non era compito suo informare i viaggiatori della variazione del percorso, e che avremmo dovuto contattare il servizio clienti. Peccato, però, che io lo avessi fatto esattamente alle 7:30 di mattina, e nessuno mi avesse risposto”.

Gianluca, poi, non si è limitato soltanto a contattare il servizio clienti, ma è andato ben oltre, provando a mettersi in contatto con l’azienda a mezzo social dove, ovviamente, non ha ricevuto risposta, e poi via mail, con lo stesso epilogo.

Quella descritta da Gianluca è una situazione di disagio collettivo in cui troppo spesso, purtroppo, finiscono le persone che intendono spostarsi all’interno dei comuni della provincia o verso altri centri. Come anticipato, sia Gianluca che gli altri viaggiatori presenti alla fermata, dunque, non sono riusciti a prendere l’autobus e sono rimasti bloccati a Manfredonia. Per di più, l’azienda in questione ha di fatto esposto un suo dipendente, ovvero l’autista, alla rabbia di un gruppo di persone piuttosto cospicuo e inferocito per via di un’attesa interminabile e di una situazione di caos, che il dipendente ha chiaramente avuto difficoltà a gestire. In questo caso, per il bene di tutti, la civiltà e il buon senso dei tanti avventori presi per il naso hanno avuto la meglio, e la situazione non è sfociata in alcun tipo di aggressione fisica.

D’altro canto, sarebbe piuttosto plausibile immaginare una diversa evoluzione della vicenda, che vedrebbe esposto ad un serio pericolo per la propria incolumità il lavoratore.

La cosa più grave, infine, di tutta questa storia, è l’indolenza più totale, oltre alla disorganizzazione lampante, di chi dovrebbe garantire il trasporto pubblico in maniera serena e trasparente, e invece contribuisce con questo atteggiamento ad indispettire e confondere la propria utenza, nonché a creare situazioni di estremo pericolo per i propri dipendenti. “Adesso, come se non bastasse, la Sita sostiene di non avere autorizzato alcuna variazione di percorso”, chiosa Gianluca.

“E, pertanto, non intende neppure rimborsare il biglietto. È una situazione davvero inaccettabile”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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