Sono tante le segnalazioni e i disappunti di un bel numero di cittadini sanseveresi che si sono recati, e si recano, agli uffici delle Poste centrali di Via Filippo d’Alfonso. Se solo da ieri le temperature sono diventate più accettabili e in linea con la media del periodo, nei giorni scorsi sono state insopportabili, con conseguenze sulle persone fragili. Ciò vuol dire che stare tanto tempo in attesa di usufruire dei servizi dati dall’ente, ha generato non solo malumori ma malori a persone anziane e diversamente abili, come a coloro che hanno delle fragilità o non possono deambulare in modo agevole. “All’interno degli uffici era consentita la permanenza di otto persone e non di più, perché c’erano solo due sportelli operativi – ha dichiarato Raffaele Bentivoglio a l’Attacco, coordinatore nazionale delle Politiche sociali del Movimento Italiano Disabili (MID) -.
Chiaramente, siamo in periodo di ferie e c’è turnazione. Ma il problema non è questo. Le persone in attesa sotto il sole, hanno dovuto interpellare le forze dell'ordine perché, purtroppo, in una situazione incresciosa di quel tipo, si creano incomprensioni e attriti tra utenti e impiegati che possono sfociare anche in parole o frasi che rasentano le offese. Serve buon senso. Inoltre – ha continuato Bentivoglio nella sua analisi – sarebbe stato opportuno anche un intervento del Sindaco, Francesco Miglio, verso la dirigenza delle Poste locali. E gli amministratori comunali che abitano nei pressi della sede, possibile che non hanno notato la situazione? Personalmente, ho visto che già alle sei del mattino di ieri (martedì, ndr) c'erano anziani in fila per il ritiro della Carta risparmio spesa di 380 Euro e si creano code lunghisime”.
Proprio nel lungo periodo in cui le regioni meridionali sono state nella morsa dell’afa asfissiante prodotta dall’Anticiclone africano, le autorità sanitarie hanno dato chiare raccomandazioni da adottare e far adottare.
“Le persone fragili non possono stare a 42 gradi sotto il sole - con malori che si sono registrati, tra l’altro -. Sarebbe opportuno, chiedo alla dirigenza delle Poste di via d’Alfonso, farle accomodare all’interno degli uffici, visto che sono ambienti climatizzati- ha suggerito Bentivoglio -. Ma aggiungo che, come abbiamo scritto al ministro Locatelli, persone anziane e fragili in coda per ore negli uffici postali italiani, con i problemi che hanno, non possono usufruire di servizi igienici messi a disposizione per le loro esigenze. Mi chiedo e chiedo: se in un locale aperto al pubblico (bar, ristorante, ecc.) c’è l’obbligo normativo di avere i servizi igienici in cui possono entrare autonomamente le persone diversamente abili, perché non devono averli i locali degli enti pubblici? Ma in via d’Alfonso, inoltre, c’è un’altra questione: l’accesso per le persone diversamente abili in carrozzina è posto nell’uscita d’emergenza dell’ingresso principale, dal quale si può accedere (è pur sempre un’uscita d’emergenza per tutti) ‘a chiamata’, con l’apertura della porta da parte di un impiegato. Una persona anziana e fragile, che deambula a fatica, non può accedere da quell’ingresso disabili ma da quello di via d’Alfonso, che ha gradini e c’è da fare la fila su quelle scale. Perché non viene abbattua anche quella barriera architettonica? Perché non si fanno accedere anche gli anziani dall’ingresso disabili? Oppure – ha evidenziato il coordinatore del MID- perché non creare uno sportello dedicato a persone anziane e fragili? Non si tratta, da parte nostra, di fare polemiche sterili ma di trovare soluzioni socialmente utili”.
Nelle conclusioni di Raffaele Bentivoglio, anche un’altra questione: “Se le restrizioni dell’emergenza sanitaria generata dalla pandemia, non ci sono più, come mai in certi enti pubblici si può accedere solo su prenotazione? Perché alcuni enti pubblici continuano a richiedere la prenotazione anziché favorire il libero accesso agli uffici? Una persona anziana o diversamente abile deve telefonare e prenotare un servizio pubblico che dev’essere garantito a prescindere? Ci rivolgeremo, per tutte le questioni, anche all’assessora regionale ai Servizi sociali, Rosa Barone, sempre sensibile a queste tematiche, per creare un incontro con i vertici pugliesi di Poste Italiane”.
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