Contanti e Rolex per posto in Aeronautica e forze di polizia ma non solo. Rischiano il processo 38 persone

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E’ firmato dai pm del Tribunale di Foggia Miriam Lapalorcia ed Enrico Infante l’avviso di conclusione delle indagini notificato nei giorni scorsi a 38 persone coinvolte nella inchiesta Quota. Si tratta dell’operazione che tra il 2022 e il 2023 ha svelato un circuito corruttivo volto a condizionare le procedure di selezione relative al reclutamento ambito forze armate e di polizia: un presunto giro di tangenti – tra denaro contante e Rolex - per ottenere un posto in Aeronautica o il superamento di altri concorsi. Il 15 giugno scorso i militari del Ros eseguirono sei misure cautelari personali nei confronti di sottufficiali, di un ufficiale dell’Aeronautica Militare e di un dipendente del Ministero della Pubblica Istruzione, ritenuti responsabili dei reati di corruzione, traffico di influenze illecite, falso e sostituzione di persona ed hanno contestualmente dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, per 523.500 euro nei confronti di due sottufficiali, ritenuti i principali indagati. L’avviso di conclusione delle indagini è stato ora notificato a 38 persone, accusate - a vario titolo e con profili di responsabilità diversi - di corruzione, falso ideologico, traffico di influenze illecite e sostituzione di persona. 

L’inchiesta è incentrata su due figure in particolare: i sottoufficiali della base foggiana di Amendola Aldo Caurio, 49enne di Foggia, e Gennaro Sorgente, 56enne nato a Foggia ma residente a San Marco in Lamis. Ci sono poi altri militari: il 55enne napoletano Arturo Salza, altro sottoufficiale dell’Aeronautica che lavora presso la base di Licola (Napoli); il 55enne tenente colonnello Massimo Mastore, di stanza nella base dell’Aeronautica di Taranto (barese ma residente a Martina Franca); il sottoufficiale foggiano Luigi D’Antuono (che avrebbe fatto da intermediario). 

Gli altri indagati sono prevalentemente privati cittadini che avrebbero pagato somme di denaro per assicurarsi il superamento dei concorsi. 

Ecco gli altri nomi: i coniugi torremaggioresi Paolo Casciani e Maria Di Battista (genitori di due candidati), il foggiano Giuseppe Mavilia (padre di un candidato), il sanseverese Luigi Di Ianni (padre di un candidato), il sanseverese Francesco Sarcinelli (padre di un candidato), i coniugi mattinatesi Anna Giuseppina Quitadamo e Donato Trotta (genitori di un candidato), Aldo Di Mambro residente a Manfredonia (padre di un candidato), il foggiano Giuseppe La Riccia (padre di un candidato), Matteo Impagnatiello di Monte Sant’Angelo (padre di un candidato), Domenico Trotta di Monte Sant’Angelo (padre un candidato), il cerignolano Emanuele Pio Berardi (che si sarebbe sostituito ad Andrea Sorgente per fare un tampone Covid e consentirgli di partecipare al concorso VFP4 in Aeronautica), Claudio Cauti residente in provincia di Pescara (padre di un candidato), i ragusani Giuseppe Abbate e Rosalba Modica genitori del candidato Gianandrea Abbate (anch’egli tra gli indagati), il foggiano Nicola Narciso, il foggiano Domenico Ferrazzano (padre di un candidato), Raffaele D’Eramo di Tivoli, la foggiana Antonella Pozzullo (madre di un candidato), il foggiano Massimiliano Michele Ricciardi (padre di un candidato), il foggiano Antonio Patruno (padre di un candidato), la famiglia salernitana Fiumarella (con Alfonso, Giovanni e il candidato Paolo), Luca Domenico Fidanza di Monte Sant’Angelo (ufficiale in pensione dell’Aeronautica militare, il quale avrebbe fatto da intermediario), il napoletano Gennaro Piccirillo (ufficiale della GdF residente a Roma), il torremaggiorese Vito Difino (padre di una candidata), la foggiana Maria Lioce, i coniugi romani Fabio Pausilli e Fiorella Dionisi (genitori una candidata), Mario Giovanni Taddeo residente ad Airola (Benevento), il barese Massimiliano Marinaccio (residente a Foggia). 

Uno degli episodi contestati dalla Procura risale a marzo 2022: secondo l’accusa Caurio e Sorgente avrebbero stretto un accordo volto a far superare le prove a due fratelli di Torremaggiore, entrambi candidati al concorso per VFP4 (volontari in ferma prefissata di 4 anni). Ai genitori sarebbe stata chiesta la somma di 100mila euro: 50mila per ciascun figlio. Ad aprile 2022 Caurio e Sorgente si sarebbero fatti dare non meno di 10mila euro e due Rolex da 18.500 euro ciascuno dai genitori romani di una partecipante ad una procedura concorsuale relativa all’Aeronautica. In altri episodi la presunta tangente che sarebbe stata concordata per un posto in Aeronautica era di 30mila. 

Marinaccio è un pubblico ufficiale che opera presso il pronto soccorso di Foggia e che sarebbe stato istigato da Caurio e Lioce ad attestare falsamente di aver visitato la donna e di averle diagnosticato una lombosciatalgia per consentirle di avere sette giorni di riposo. Mentre per la raccomandazione che avrebbe potuto assicurare il superamento del concorso in Guardia di Finanza sarebbero stati pagati a novembre 2022 ben 60mila euro: in questo caso l’accusa parla di Taddeo quale intermediario tra Caurio-Sorgente e pubblici funzionari appartenenti alla GdF. 

Taddeo spunta anche in un episodio avvenuto ad aprile 2022, quando avrebbe compiuto l’intermediazione da 50mila euro per un concorso per vice ispettore di Polizia, accordandosi coi soliti Caurio e Sorgente. Taddeo avrebbe anche fatto da tramite con un ufficiale della GdF per influire su un concorso (1175 posti da maresciallo in Finanza); sarebbero stati dati 3mila euro a un ignoto pubblico ufficiale psicologo per la valutazione positiva alla prova psicologica di una candidata. 

Mastore avrebbe fatto accordi per agevolare nei concorsi la propria figlia e il figlio della compagna convivente. Mentre D’Eramo è coinvolto perché sarebbe stato aiutato nel conseguimento della patente di guida per la propria figlia, in cambio delle domande e risposte dei test del concorso VFP4 2022. 
Come parte offesa è stato individuato il Ministero della Difesa.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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