Interdittiva antimafia in arrivo per spa foggiana. Negato l’accesso a tutti gli atti del procedimento

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E’ altamente probabile che stia per essere adottata una nuova interdittiva antimafia da parte del prefetto di Foggia Maurizio Valiante. Lo scorso 30 settembre è stata pubblicata la sentenza del TAR Puglia sul ricorso presentato nei mesi scorsi da una società per azioni foggiana contro Ufficio Territoriale del Governo di Foggia e Ministero dell'Interno, per l'annullamento della nota del 5 aprile scorso con cui la Prefettura ha negato l'accesso agli atti istruttori confluiti nel procedimento finalizzato all'adozione dell'interdittiva antimafia avviato il 28 marzo 2023, come pure di ogni atto collegato. 

L’impresa, dopo aver saputo dell’iter avviato nei propri confronti, aveva chiesto l’accesso agli atti e documenti istruttori, confluiti nel procedimento finalizzato all'adozione di una interdittiva, compreso il verbale della riunione del Gruppo ispettivo antimafia tenutasi il 27 marzo. Poi, il 26 aprile, la Prefettura aveva convocato la spa per dare seguito all'accesso ad alcuni atti “dai quali si deduce la contiguità dell'imprenditore ad alcuni esponenti della criminalità mafiosa operante a Foggia”. 

L’UTG ha consentito l’accesso agli atti parziale il 2 maggio, relativamente alle ordinanze di custodia cautelare delle operazioni antimafia DecimAzione (2018) e Decimabis (2020) e alla sentenza del processo DecimAzione di maggio 2021. Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso introduttivo per sopravvenuto difetto di interesse, respingendo i motivi aggiunti e compensando le spese di giudizio. 

Per l’impresa “il diniego di accesso si fonderebbe su generiche ragioni di segretezza degli atti inerenti l’attività di prevenzione e repressione della criminalità” e gli atti mostrati “non consentirebbero in alcun modo di comprendere le ragioni per le quali l’impresa dovrebbe essere attinta da interdittiva antimafia”. Ha precisato di essere “una spa autonoma che non fa parte di alcun gruppo imprenditoriale”, sostenendo che “non sussisterebbero ragioni di segretezza investigativa che giustifichino la limitazione all’accesso, dato che sulle vicende cui fa riferimento la Prefettura sono già intervenute le pronunce del giudice penale”. 

Per il TAR “la Prefettura ha dato riscontro, seppure parzialmente, alla originaria richiesta di accesso” e la vicenda è “tesa in sostanza a conoscere gli esiti degli approfondimenti info-investigativi relativi alla riscontrata contiguità tra un socio della medesima impresa ad elementi di vertice della criminalità mafiosa operante a Foggia nonché elementi circa il rapporto di parentela tra il suddetto socio e il presidente del consiglio di amministrazione della impresa omissis nonché le cointeressenze economiche con altra impresa interdetta”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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