“Ieri il Sappe, Sindacato autonomo polizia penitenziaria, aveva informato della grave situazione presente all’interno del carcere di Foggia a causa della temperatura soffocante che aveva trasformato le sezioni detentive in un forno rovente, essendo assenti sistemi di refrigerazione”. Così in una nota Federico Pilagatti, segretario generale del Sappe.
“In questo contesto lavorativo che viola la sicurezza e la salubrità sui luoghi di lavoro, la situazione di Foggia - già drammatica per il sovraffollamento dei detenuti (oltre 700 a fronte di 360 posti) e la carenza di poliziotti, non più di 230 poliziotti in tutto tra uffici, nucleo traduzioni mentre l’organico previsto sarebbe di 296 unità per i 360 detenuti – è diventata esplosiva. E purtroppo ancora una volta a pagarne le spese è stato un poliziotto penitenziario che nella giornata di ieri sarebbe stato colpito al volto, senza alcun motivo, da un detenuto di origini brindisine con problemi psichiatrici. Ha riportato danni alla mandibola che lo terranno fuori per diverse giornate”.
“Allo stato sono sette i poliziotti che sarebbero in malattia a seguito di danni importanti riportati dalle aggressioni subite da parte dei detenuti, senza contare gli altri che con grande sacrificio, anche emotivo, hanno ripreso a lavorare. Ormai la tensione e lo stress che si respira tra i poliziotti è alle stelle poiché le continue provocazioni e aggressioni che rimangono pressoché impunite, demoralizzano e fanno salire i nervi a fior di pelle”.
“E’ demoralizzante notare che oggi 11 poliziotti penitenziari prima arrestati e tuttora sospesi rischiano dai 4 ai 10 anni di carcere, poiché accusati di aver dato dei schiaffi e dei pugni a due detenuti che da settimane provocavano, minacciavano poliziotti e anche detenuti, tanto è vero che la Direzione ne aveva richiesto più volte l’allontanamento urgente, mentre decine di detenuti che violano le leggi e i regolamenti penitenziari, mandano all’ospedale i poliziotti, alla fine riescono anche a prendere i benefici”.
“Sia chiaro il Sappe non accetta nessuna violenza contro i detenuti, ma non può nemmeno accettare che i poliziotti vengano accusati di un gravissimo reato come quello della tortura, senza tenere conto della situazione di grave emergenza, violenza, tensione, stress a cui sono sottoposti da anni i poliziotti penitenziari di Foggia che, vogliamo ricordare, sono essere umani con le loro debolezza e non robot”. “Basterebbe che chi fa queste accuse trascorresse qualche ora a stretto contatto con un poliziotto penitenziario, che da solo deve gestire 150 detenuti, correndo da una sezione all’altra con temperature di 50 gradi, per capire come il reato di tortura sia tutt’altra cosa. Che le carceri in questo momento siano in mano ai detenuti è un dato di fatto, poiché i detenuti stanno dimostrando ogni giorno di poter fare quello che vogliono senza alcun contrasto effettivo”.
“Nel 2020, con 590 detenuti e 250 agenti, ci fu un’evasione di 72 detenuti, ora che la situazione si è ulteriormente degradata perché nessuno i preoccupa di quello che potrebbe accadere? Anche sul problema dei detenuti psichiatrici ci sarebbe molto da dire, ma lo scriveremo nell’esposto che abbiamo quasi terminato e che nei prossimi giorni presenteremo alla magistratura indicando i responsabili della carenza/mancata cura e assistenza nei vertici regionali della sanità e dell’asl di Foggia. Il Sappe nei giorni scorsi ha rappresentato al sottosegretario alla Giustizia Del Mastro e ai vertici del Dap che si potrebbero ridurre dell’80 per cento circa gli episodi di violenza senza nessuna spesa aggiuntiva, ma applicando solamente le leggi che ci sono”.
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