Vorrei segnalare lo stato di abbandono del ‘Parco Tratturi’ in zona Macchia Gialla. Questo parco sembra non appartenere alla nostra città, se consideriamo che molte persone vanno a fare jogging o semplicemente due passi nel verde della natura, non è bello trovarsi in una montagna di rifiuti. Nel suo percorso trovi di tutto: detriti di calcinacci, rifiuti di ogni genere, vetri e oggetti bruciati. L’asfalto è rovinato. È diventato pericoloso percorrerlo poiché è stato lasciato in abbandono dal comune. Nemmeno hanno pensato di mettere qualche telecamera, almeno sarebbe stato un deterrente per gli incivili! Spero facciano subito qualcosa e, soprattutto, installasse qualche punto per dissetarsi, in particolare l'estate, giacché è frequentato da persone che corrono”.
Questa una segnalazione che una cittadina foggiana ha lasciato sul gruppo social di Foggia Attiva, una denuncia che si va ad aggiungere alle tantissime altre inviate mesi addietro anche al quotidiano l’Attacco. Proprio così perché basta andarci una volta per capire qual è la reale situazione in cui riversa, purtroppo da anni, un luogo molto frequentato dagli amanti del jogging e dai residenti della Macchia Gialla Ordona Sud. Il parco tratturi, in direzione Incoronata, si presenta oggi come una vera discarica a cielo aperto. Ma facciamo ancora un passo indietro. Già tre anni fa il quotidiano l’Attacco fece un sopralluogo per verificare le tante segnalazioni giunte da parte di foggiani che proprio in quel posto vi avevano trovato di tutto. Bene, a distanza di tempo, nulla è cambiato e la situazione sembra addirittura essere peggiorata. “Le immagini sono a dir poco eloquenti – segnalano a l’Attacco alcuni residenti di zona – parliamo di un luogo totalmente abbandonato che sembra quasi non appartenere alla nostra città. Siamo in zona Macchia Gialla dove fare jogging significa solo scappare per via della discarica a cielo aperto. Purtroppo ci ritroviamo in una zona sprovvista di telecamere dove chiunque fa da padrone senza controlli da parte dell’amministrazione comunale.
L’auspicio – concludono – è che il parco possa ritornare ad una normale vivibilità”. Sito nella zona Sud di Foggia, il parco spacca a metà via Arnaldo Santoro (arteria che prosegue via Almirante, ndr) e segna l’inizio della campagna. Meta di tanti appassionati di sport, è frequentato principalmente nelle ore mattutine e nelle tarde ore pomeridiane, anche per via delle alte temperature a cui assistiamo. La sua lunghezza, infatti, permette buone passeggiate e corse immersi – almeno così dovrebbe essere – dalla natura e dall’aria buona. Ma spesso ciò non accade perché, come più volte denunciato, quel luogo diventa oggetto di discarica a cielo aperto. Basta infatti percorrere qualche metro in avanti per trovarvi di tutto. In un fascio d’erba, a circa 300 metri dall’incrocio con via Santoro, erano presenti decine di cassette di frutta e ortaggi scaricate lì non si capisce ancora per quale strana ragione, con tutti i cassonetti presenti su strada. E non finisce qui, proseguendo, al posto di immergersi nella natura incontaminata ci si imbatte in mobili casalinghi divelti, vetri e un mare di plastica. E non solo: mobili e arredi casalinghi, materassi e gomme. Ce n’è per tutti i gusti. “Sembra di stare al mercatino dell’usato – dice a l’Attacco il signor Antonio, che ogni mattina percorre il tratturo correndo – al posto di immergersi nella natura ci ritroviamo nell’immondizia, a dover scansare rifiuti di ogni genere spesso dati alle fiamme.
Probabilmente però – confida l’uomo – tutto questo scempio potrebbe derivare dallo scarico di persone che non abitano la nostra città ma che arrivano fin qui dalle campagne o da altri paesi”. Intanto soli pochi giorni fa è entrata in vigore l’ordinanza sindacale firmata dalla sindaca Episcopo che vieta, sul territorio comunale, il cosiddetto ‘turismo dei rifiuti’, il conferimento dei rifiuti nel territorio del comune di Foggia da parte di non residenti provenienti da comuni confinanti. “Un atto mirato – si legge nella nota diramata a mezzo stampa - ad affrontare e risolvere l’ormai cronico fenomeno di congestionamento e di abbandono irregolare e indiscriminato di rifiuti solidi urbani, con preoccupanti ricadute per l’igiene urbana, la salute pubblica”. Ora la domanda sorge spontanea: riuscirà la polizia locale a controllare anche quella porzione periferica di territorio?
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