Nel dibattito creato dal parcheggio, interrato o semi interrato che sia, entra anche l’avvocato Francesco Miglio, ex Sindaco di San Severo, nella cui ultima parte del mandato era nato il progetto di rigenerazione urbana che ha interessato, rinnovandole, diverse aree della città. Come riportato da queste colonne, tanto i Verdi San Severo e la Fondazione “Luigi Allegato”, quanto alcuni cittadini, tra cui il noto architetto Giovanni di Capua, hanno mostrato perplessità nella locazione e nel progetto. Anche la Sindaca Lidya Colangelo su queste colonne, il 3 agosto, aveva detto responsabilmente che “i parcheggi servono perché commercianti e cittadini, incontrati durante la campagna elettorale, hanno fatto emergere la necessità. Nello specifico di piazza Cavallotti, non sono molto propensa ma vorrei ci fosse più un discorso oggettivo. Ma si è in una fase in cui si deve gestire tutto senza trascurare nulla, compresa la revisione del progetto e se dovessero esserci già vincoli, per evitare di perdere i finanziamenti”.
La giunta dell’epoca, aveva aderito all’avviso di cui al Dpcm 21 gennaio 2021. Un progetto legato ai fondi del Pnrr: “Fu proposta la rigenerazione urbana di piazza Cavallotti in continuità con la rigenerazione urbana della Villa comunale, finanziata in precedenza con un’altra misura da parte della Regione Puglia – ha esordito a l’Attacco, Miglio -. La proposta, a suo tempo, era finalizzata a rigenerare l’intera area antistante l’edificio scolastico ‘De Amicis’ con un parcheggio sotterraneo. Trattasi quindi, di un progetto di riqualificazione di piazza Cavallotti ed il parcheggio è uno degli elementi progettuali. In seguito alla concessione del finanziamento, nel 2022 il Comune di San Severo fece istanza al Ministero dell’Interno per essere autorizzato a destinare quei fondi alla rigenerazione urbana di altro sito, in sostituzione di quello inizialmente proposto. In concomitanza con l’attività che avrebbe interessato il Rione San Bernardino (interramento traliccio, rifacimento piazza Giovanni XXIII, demolizione manufatti abusivi) si chiese l’autorizzazione per utilizzare quei fondi, alla rigenerazione dell’importante quartiere periferico. Dopo molti mesi d’istruttoria ministeriale, l’istanza non fu assentita e si dovette proseguire l’iter sul sito inizialmente individuato per non perdere i fondi”.
Miglio continua nell’excursus: “Fu bandita la gara di appalto, con il cosiddetto ‘Appalto integrato’, dove chi si aggiudica la gara deve elaborare il progetto definitivo dell’opera e provvedere all’esecuzione dei lavori. La gara si è conclusa da tempo con l’aggiudicazione ed è stato sottoscritto il contratto con l’appaltatore. Qualche settimana prima della scadenza del mio mandato – ha evidenziato l’ex Sindaco - l’appaltatore ha consegnato il progetto definitivo per la sua validazione da parte dell’amministrazione. Solo dopo la validazione del definitivo potrà essere redatto l’esecutivo e potranno avere avvio i lavori”.
Due domande, sorgono spontanee: Allo stato della procedura cosa può fare il Comune? Cosa si rischia? “Certamente non può, a contratto firmato con l’appaltatore proporre un altro sito – ha risposto l’avvocato -. Questo tentativo fu fatto già nel 2022, quando l’iter di gara neppure era stato avviato, proponendo la rigenerazione di San Bernardino: la proposta non fu accolta. Una seconda istanza, non sarebbe accolta e produrrebbe solo ritardi, tali da poter comportare il rischio del definanziamento dell’opera. Se si dovessero perdere i finanziamenti, s’incorrerebbe in un danno erariale, anche perché sono fondi del Pnrr”.
C’è da guardare e studiare bene il progetto, comprese le indagini dello studio idrogeologico. “Rebus sic stantibus, stando così le cose, l’Amministrazione, invece di andare dietro alle solite sirene allarmiste e tardive, deve analizzare con attenzione il progetto definitivo presentato dall’appaltatore e con gli accorgimenti che riterrà più opportuni arrivare alla sua validazione entro l’autunno - ha evidenziato Miglio -. La cosa che va evitata, ora, è la perdita di tempo in polemiche e discussioni inutili che, se foriere di perdita del finanziamento, produrrebbero solo il risultato di esporre gli attuali amministratori a responsabilità suscettibile del vaglio della Corte dei Conti. Contesto, inoltre, l’assunto dell’ottimo architetto Di Capua che reputa inutile l’intervento. Come detto, trattasi di una rigenerazione urbana significativa, stante l’importante entità economica del finanziamento che prevede anche la creazione di un parcheggio sotterraneo. Ora si guardino le carte, segnatamente il progetto definitivo dell’opera da poco consegnata, e si dia il proprio contributo in sede di validazione del progetto. Parlare d’individuazione di altro sito è irreale e mi spiace che a cadere nella retorica populistica di questi giorni sul tema siano il Sindaco Colangelo e l’assessore Marino, che esprimono posizioni, forse, non avendo esaustiva conoscenza della tematica”.
Conclusioni: “L’opera in questione è inclusa nel piano delle opere pubbliche del comune di San Severo da diversi anni. Il Consiglio comunale ha approvato il piano delle opere pubbliche che prevedeva intervento e mai nessun consigliere comunale di opposizione (tra cui vi erano attuale Sindaco e assessore al ramo) ha mai promosso delibere finalizzate a modificare il Piano con l’eliminazione dell’intervento”.
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