“Se continuiamo così finiremo per chiudere Pronto Soccorso e ospedale perché rimarremo senza medici e operatori sanitari”, queste le parole del direttore generale del Policlinico Riuniti di Foggia Giuseppe Pasqualone nella conferenza stampa convocata questa mattina alla presenza di numerosi giornalisti locali e nazionali, dopo il clamore mediatico suscitato dai recenti casi di cronaca.
“Il mio appello – ha aggiunto il manager a l’Attacco - è quello di rispettare il lavoro dei nostri operatori, che sono bravi: il Policlinico di Foggia è posizionato tra i migliori ospedali d'Italia. Questo significa che facciamo un lavoro importante. In Pronto Soccorso poi si lavora in condizioni estremamente difficili, abbiamo un organico di medici alla metà, però continuiamo a lavorare, a fare turni massacranti”.
Presenti anche il rettore dell’Università di Foggia Lorenzo Lo Muzio e la nuova prorettrice Donatella Curtotti, essendo il Riuniti un’Azienda ospedaliera universitaria. Proprio dall’ateneo è arrivata una proposta per arginare il fenomeno delle aggressioni.
“L’idea è quella di istituire la figura del responsabile della sicurezza – ha confermato il dg -, quanto prima contiamo di avere un piano della sicurezza. Questo non significherà creare un ulteriore distacco con il cittadino. Però gli eventi e la situazione di criticità che continuiamo ad avere impongono adesso anche queste misure per garantire una situazione di serenità al nostro personale che è veramente mortificato”.
“L'università esprime il cordoglio per la scomparsa della ragazza – ha evidenziato il rettore - però ci troviamo in situazioni di disagio continuamente, i nostri specializzandi, il personale universitario subiscono ogni giorno delle problematiche legate alla sicurezza. Il nostro Policlinico insiste in un territorio difficile e nel corso degli anni si è perso quel rapporto fiduciario che esisteva tra il paziente e il medico. In passato per molte patologie si andava dal medico di famiglia, solo per i casi più gravi si andava in ospedale. Attualmente invece si va sempre di più in ospedale e questo va ad aggravare la situazione del Pronto Soccorso”.
Ulteriori informazioni e approfondimenti nell’edizione di domani del quotidiano l’Attacco.
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