Un fiume di droga scorreva da Lucera fino a Campobasso, in un sistema di compravendita di droga che coinvolgeva tre regioni e quattro Comuni, all’interno dei quali si sono mossi i carabinieri che hanno eseguito 12 ordinanze cautelari, emesse dal gip del tribunale del capoluogo molisano dopo un’indagine di quasi due anni, oltre a una ventina di perquisizioni locali e personali.
La locale procura ipotizza i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico, detenzione e spaccio di stupefacenti, nell’ambito di un’operazione denominata “Drug Market II” che ha coinvolto circa un centinaio di militari dei comandi provinciali anche di Foggia, Brindisi e Benevento, due unità cinofile e un elicottero.
In Molise non è la prima volta che si concentrano su questioni riguardanti droga di importazione, e in questa circostanza sarebbero stati ricostruiti i movimenti di una organizzazione impegnata a smerciare cocaina, eroina e hashish proprio a Campobasso, dopo che le sostanze arrivavano da Lucera dove in effetti è finito in manette un 26enne del posto ritenuto il garante affidabile e consolidato della fornitura delle merce, ricorrendo anche a corrieri insospettabili.
Secondo gli inquirenti, il centro principale della vendita era nel pieno centro abitato di Campobasso, in Via San Giovanni, nell’abitazione del principale indagato e di un circolo ricreativo che lui stesso gestiva, come una sorta di supermarket della droga per il quale sono stati documentati oltre 4 mila episodi di spaccio per un quantitativo di almeno 11 chilogrammi, dopo un’intensa attività di intercettazioni, osservazioni, pedinamenti e perquisizioni, oltre alle testimonianze ricavate dai carabinieri.
Il bilancio parla di una quarantina di persone segnalate alla Prefettura come assuntori di stupefacenti, una ventina di indagati a piede libero, cinque detenzioni in carcere, altrettanti divieti di dimora e due arresti domiciliari, distribuiti anche a San Bartolomeo in Galdo, oltre che Foggia, Campobasso e appunto Lucera.
Sono stati rinvenuti e sequestrati 235 grammi di cocaina (900 dosi, con valore sul mercato di circa 23 mila euro), 52 grammi di eroina (350 dosi, valore di 2 mila euro) e oltre 10 chili di hashish (60.000 dosi, valore sul mercato di circa 100 mila euro), oltre a 31 mila euro in contanti.
E a Lucera i carabinieri si sono mossi in autonomia nello scorso fine settimana, mettendo in atto un nuovo servizio straordinario di controllo del territorio, con l’impiego di una quindicina di equipaggi arrivati in città anche dalle stazioni dei Monti dauni, oltre a quelli del Nucleo operativo radiomobile.
Gli uomini al comando del capitano Federico Di Giovanleonardo hanno suddiviso l’abitato in quattro aree tra centro storico (con pattugliamenti a piedi) e periferie, con posti di blocco e iniziative mirate, identificando diverse centinaia di persone. Il bilancio delle attività non è ancora definito del tutto, ma al momento risultano sanzioni per infrazioni al Codice della strada per migliaia di euro, assieme a un paio di denunce di conducenti trovati sotto l’influenza di alcol o droga, oltre al rinvenimento di stupefacenti con relativa segnalazione dei possessori alla Prefettura come assuntori.
Gli arresti sono stati quattro, a carico di soggetti che dovevano scontare rispettivi residui di pena in carcere o ai domiciliari, mentre altri tre pluripregiudicati foggiani sono stati scoperti a rubare automobili perché trovati in possesso di attrezzi da scasso e grimaldelli nei pressi di Via Scarano.
C’è stato pure il sequestro di alcune abitazioni che sono risultate edificate senza titolo autorizzatorio e quindi occupate abusivamente. Il provvedimento è stato eseguito per violazione del Testo unico sull’edilizia, dopo essere già destinatarie di ordinanza di demolizione emessa dal Comune di Lucera.
A Manfredonia, invece, i militari hanno arrestato in flagranza un 21enne originario di Napoli, accusato di aver truffato una 79enne residente a Mattinata. L’anziana era stata contattata telefonicamente da un uomo che, fingendosi proprio un maresciallo dell’arma, le aveva riferito che suo figlio era stato trattenuto in caserma perché non aveva il denaro sufficiente per pagare alcuni verbali e che sarebbe stato possibile rimetterlo in libertà solo dietro il saldo della cifra corrispondente alle sanzioni comminate.
La donna, sempre su richiesta del falso sottufficiale, si è attivata subito per racimolare soldi e gioielli da dare, in base alle indicazioni ricevute telefonicamente, a un emissario che si sarebbe recato a casa sua. E poco dopo in effetti si è presentato il giovane che la donna ha fatto prima accomodare e poi gli ha consegnato 3 mila euro in contanti e vari monili in oro. La vittima lo stava accompagnando anche in un secondo appartamento dove avrebbe trovato altro soldi da dargli, ma il truffatore è subito scappato appena ha visto arrivare il figlio della donna che ha subito segnalato l’accaduto ai militari della Stazione di Mattinata.
Alcuni dettagli forniti, tra cui il modello di auto utilizzata dal 21enne per allontanarsi, hanno consentito di allestire un dispositivo di ricerche serrate sul territorio e in effetti è stato intercettato poco dopo a Manfredonia.
Nel corso di una perquisizione personale e veicolare, i carabinieri hanno rinvenuto tutto il denaro e l’oro di proprietà dell’anziana donna indosso all’indagato, il quale è stato portato in carcere a Foggia con l’accusa di truffa aggravata, e dopo il giudizio direttissimo è stato posto agli arresti domiciliari.
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