Il pm Paola De Martino ha chiesto il rinvio a giudizio di cinque componenti della famiglia cerignolana Pugliese (Luigi di 54 anni, i figli Vittorio, Mario e Tatiana di 35, 31 e 26 anni, il fratello Giuseppe di 50 anni) ritenendoli tra i responsabili dell’aggressione a cinque medici del Policlinico di Foggia avvenuta lo scorso 4 settembre, dopo la notizia che la loro parente Natasha Pugliese era morta durante un intervento chirurgico.
Natasha era stata ricoverata dopo essere stata investita nel centro ofantino da un monopattino elettrico a giugno. Durante l’intervento chirurgico, avrebbe subito complicazioni che hanno portato al suo decesso. Dopo la notizia della sua morte, ci sarebbero stati episodi di violenza da parte di familiari e amici. In seguito alla morte di Natasha, i familiari avrebbero aggredito i medici, costringendoli a barricarsi in una stanza per proteggersi.
L’udienza preliminare è stata fissata per il 16 dicembre. Ai cinque la Procura contesta “in concorso con altri soggetti non identificati” le accuse di lesioni a personale sanitario, minacce, violenza privata, danneggiamento della porta di accesso alla sala medici antistante la sala operatoria e interruzione di pubblico servizio “per aver impedito ai sanitari presenti all’interno della zona operatoria in uso al reparto di chirurgia toracica dove era stata operata Natasha Pugliese di attendere alle proprie mansioni interrotte per effetto della violenza irruzione di più soggetti non autorizzati”. Ancora, la resistenza a un poliziotto che si frappose tra aggressori e uno dei medici picchiati.
Oltre all’indagine della Procura, la direzione del Policlinico Riuniti ha avviato un’inchiesta interna per esaminare le circostanze del decesso e le azioni del personale coinvolto. Sono una 20ina gli indagati in questo secondo filone d’indagine.
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