Raggiro per raccoglitore olive, da 250 a 850 euro: denunciate due donne foggiane per truffa online

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Due donne, di 47 e 27 anni, originarie della provincia di Foggia, sono state denunciate dagli agenti del Commissariato di Jesi con l'accusa di truffa aggravata in concorso. Le indagini hanno avuto inizio dopo la segnalazione di una vittima, una donna di 35 anni proveniente dalla provincia di Ancona, che ha subito un raggiro online.

L'episodio si è verificato alla fine del mese scorso, quando la vittima ha notato un annuncio sui social media riguardante la vendita di un raccoglitore di olive al prezzo di 250 euro. 

Dopo aver contattato il numero fornito nell’annuncio, le è stato richiesto di effettuare il pagamento tramite bonifico bancario. Una volta eseguito il trasferimento, la donna ha informato il venditore tramite un messaggio su WhatsApp. Tuttavia, a quel punto, ha ricevuto una nuova richiesta: altri 250 euro per la certificazione di conformità e l'atto di vendita, sempre da inviare tramite bonifico.

Nonostante i dubbi, la vittima ha accettato e ha comunicato l'avvenuto pagamento. Ma le richieste non si sono fermate: oltre ai 500 euro già versati, le è stato chiesto un ulteriore importo di 250 euro per completare la transazione e 100 euro tramite ricarica Postepay, giustificandosi con un pretesto. Il venditore ha rassicurato la donna promettendo che l'avrebbe contattata presto per richiederle l'indirizzo dove spedire il raccoglitore.

Tuttavia, dopo questo ultimo messaggio, il contatto si è interrotto e il venditore è scomparso nel nulla. Preoccupata e insoddisfatta della situazione, la vittima si è rivolta alla polizia. 

Le indagini hanno rivelato che l'IBAN utilizzato per i pagamenti era intestato a una giovane donna residente nel Foggiano. Ulteriori accertamenti condotti dall'ufficio antiriciclaggio hanno portato all'identificazione anche dell'intestataria della Postepay sulla quale era stata effettuata la ricarica.

Grazie alla collaborazione con le forze dell'ordine locali, entrambe le donne sono state rintracciate e denunciate per truffa in concorso. L'accusa è aggravata dal fatto che il reato è stato commesso a distanza utilizzando strumenti telematici che hanno reso difficile la loro identificazione. 

Un episodio che mette in luce, per concludere, i rischi legati agli acquisti online e l'importanza di prestare attenzione alle transazioni effettuate attraverso canali digitali.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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