Come gruppo di cittadini ed associazioni”, spiega Zingrillo, “lo scorso anno pregammo invano la commissione straordinaria in carica presso il Comune di Foggia di aspettare il ritorno della politica anziché rinnovare il contratto, che oggi è difficile revocare. Ci sono le questioni giudiziarie e poi c'è una questione politica: la politica deve, con l'apporto di tutti ovvero maggioranza e minoranza - perché nella storia di tale vicenda sono stati commessi da ambedue le parti - tirare una linea e vedere cosa è necessario fare oggi. Ci sono tante possibili soluzioni tecniche. Le società pubbliche si possono scindere.
Si può creare una Amiu Foggia divisa da Amiu Bari, facendo magari comprendere ai baresi che siccome hanno avuto di più finora forse devono dare qualcosa. Si può redistribuire il capitale sociale, non più col rapporto 80-20. Ricordo quanto disse il presidente della Regione Michele Emiliano nel 2023 agli Stati generali sui rifiuti: rivendicò l’operazione Amiu come salvataggio di Foggia ma poi ammise che con due città a 120 km di distanza l'una dall'altra aveva poco senso una holding. Io aggiungo che aveva e avrebbe più senso, invece, l'aggregazione con altre municipalità più vicine a Bari”.
Per il professionista foggiano, dunque, “oggi ci possono soluzioni sia politiche che contrattuali”. A gennaio sono attese le richieste di rinvio a giudizio da parte della Procura daunia. “Siamo in una fase di indagine, non è detto che seguano processi e condanne”, commenta l’avvocato Zingrillo, che sottolinea come l’amministrazione comunale possa e debba attivarsi. “Però ci sono dei fatti oggettivi che sono venuti alla luce. Il Comune di Foggia innanzitutto può accedere al fascicolo delle indagini preliminari, visto che il contratto è nato su presupposti claudicanti, eufemisticamente parlando. Si può ragionare su questo, del resto Amiu è emanazione dei due Comuni. Se ci sono stati copia e incolla, dati inesatti, confronti sbagliati con altre comunità, etc., allora quelli sono fatti già sanzionabili di per sé. Al di là dell’azione della magistratura, la pubblica amministrazione può e deve valutare tali fatti, che vanno sanzionati facendo tesoro degli errori purtroppo già commessi”. Il consigliere comunale di minoranza Giuseppe Mainiero, ex candidato sindaco, ha proposto di uscire da Amiu e affidare il servizio di igiene urbana alla controllata AM Service srl.
“Non è fattibile ma la discussione aperta rappresenta comunque un punto di partenza sulle soluzioni possibili da intraprendere. Bisogna fare uno studio, analizzare esempi virtuosi esistenti altrove da cui prendere spunto”, afferma Zingrillo, mentre si attende ancora la fissazione della seduta monotematica del consiglio comunale chiesta nei mesi scorsi dall’intera opposizione. “Ci aspettiamo una risposta dalla magistratura e pensiamo che sia monco l’accertamento su una parte delle responsabilità, perché tutte queste questioni le avevamo rappresentate alla commissione straordinaria prima del contratto. Esistono sicuramente responsabilità politiche in capo alla commissione straordinaria”.
Nell’inchiesta della Procura, peraltro, rientra anche il silenzio dell’ente rispetto alla manifestazione di interesse arrivata da un’impresa lombarda, la Econord. “E’ evidente che uno dei punti su cui si è si fonda l'inchiesta sia anche quella, perché si ipotizza il reato dal momento che il procedimento doveva basarsi su una scelta fondata su valutazioni complete. Dunque andava valutata quella manifestazione di interesse, come pure andavano valutate le nostre osservazioni. Si imponeva, per la commissione straordinaria, una pausa di riflessione per capire se fosse vero quello che noi avevamo rappresentato. Serviva un’approfondita istruttoria. Se sei un organo gestorio, che sostituisce consiglio, sindaco e giunta, ferma restando la distinzione con la tecnostruttura, qualche problema io lo vedo”.
Prima della firma del contratto si sapeva già che i soldi dei foggiani sono serviti a garantire utili ad Amiu e a finanziare la raccolta a Bari? “Sottotraccia si diceva già. Oggi, dopo anni, sorge in noi il ragionevole dubbio che l'operazione Amiu non sia stata a favore di Foggia come si è tentato di far credere. C’è una situazione quantomeno da riequilibrare. L’intervento di Procura di Foggia e Guardia di Finanza è stato tempestivo ed importante, perché ha squarciato un velo. Speriamo che la Corte dei Conti faccia lo stesso, visto che è la magistratura che controlla anche i conti degli enti locali. Peraltro, l'organo che svolge le indagini a Foggia è la GdF che ha un rapporto molto stretto con la Corte dei Conti. La particolarità è che qui parliamo di una società in house. Al di là dei possibili danni erariali, il danno alla partecipazione sociale è un accertamento più complesso. La norma riguarda proprio le società in house. Ci sono, infine, anche altre questioni di carattere civilistico, che si possono aprire per gli amministratori societari. Non è semplicissimo far valere queste responsabilità, come pure provare il danno subìto dai cittadini”.
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