Comuni sciolti e interdittive antimafia, La Salandra (FdI): “Male necessario per salvaguardare economia”

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In questo ultimo fine settimana e nella giornata di ieri, lunedì 6 gennaio, alla luce degli episodi che hanno visto le forze dell’ordine al centro dell’occhio del ciclone, eletti e dirigenti di Fratelli d’Italia hanno incontrato gli uomini e le donne in divisa per testimoniare la propria vicinanza e solidarietà. Nel caso della provincia di Foggia, hanno aderito all’iniziativa la senatrice Anna Maria Fallucchi e l’onorevole Giandonato La Salandra. Quest’ultimo spiega a l’Attacco che la cosiddetta ‘squadra Stato’ si avvale, in Capitanata, della “direzione data dalla Direzione Investigativa Antimafia, dal momento che c’è un quadro della criminalità organizzata piuttosto complesso. Nel momento in cui abbiamo sul territorio un presidio di sicurezza così importante, ritengo che sia doveroso omaggiarli, dargli testimonianza dell’importante lavoro che viene fatto e, al tempo stesso, svolgere attività di ascolto nei loro confronti”. Poco dopo essere stato nominato procuratore nazionale antimafia, Giovanni Melillo fu audito dallo stesso La Salandra ed ebbe a ribadire quello che aveva già osservato qualche mese prima, nel giugno 2022: “C’è una sottovalutazione complessiva della pericolosità di questo fenomeno (la mafia, ndr), figlia anche di un perdurante deficit di conoscenza”. Negli ultimi due anni e mezzo, il parlamentare foggiano osserva con favore i notevoli passi avanti con “Questura, Carabinieri e Procura di Foggia e Bari che hanno inferto colpi significativi alla criminalità organizzata, sia in termini processuali con le prime sentenze e sia rispetto alla ‘cassa’ tipica della criminalità organizzata: lo spaccio di sostanze stupefacenti”.

Altrettanto significativi, a suo avviso, sono gli interventi sulle strutture penitenziarie della provincia foggiana, perché “pensare che la criminalità organizzata si muova soltanto sulle strade significherebbe essere miopi, visto che invece opera proprio all’interno delle strutture penitenziarie”. 

L’onorevole meloniano ricorda che “il sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove è intervenuto e si è completato il quadro che riguarda il carcere di Foggia, che ricordo agli smemorati che è stato protagonista della più grande evasione di massa dell’ultimo decennio e oltre”. L’intervento al quale si riferisce sono i 445 mila euro che furono destinati, all’inizio dell’anno scorso, per ristrutturare la sezione Reclusione della casa circondariale di Foggia, “per contrastare tutte le terribili conseguenze dovute al sovraffollamento, dopo anni di immobilismo dei precedenti esecutivi di sinistra, interessati al tema solo a parole”.

Nella conferenza stampa di fine anno con il bilancio dei Comando Carabinieri di Foggia – a margine del puntuale resoconto delle azioni più significative per il contrasto alla criminalità organizzata -, colonnello Michele Miulli, comdante dell’Arma provinciale foggiana, non ha potuto fare a meno di stigmatizzare quanto “l’apporto dei cittadini nella segnalazione alle Forze di Polizia di eventi delittuosi in atto non sia sempre in linea con l’esigenza di collaborazione e di partecipazione attiva che questa provincia meriterebbe. La tempestività delle segnalazioni al numero unico di emergenza e alle Centrali Operative è spesso risolutiva, consentendo un abbattimento dei tempi di intervento delle Forze di Polizia”.

Un tema che trova concorde La Salandra, che aggiunge biasimo verso “la reticenza di taluni nel denunciare” e questo va a collocarsi, a suo dire, “in un contesto di omertà o, comunque, di mancanza di fiducia verso lo Stato”.

Esiste un tema culturale, “che va affrontato sia dal punto di vista normativo che da quello proprio culturale. Soltanto il lavoro di tutti può portare la provincia di Foggia ad uscire da un determinato convincimento. Questo Governo – prosegue - è dalla parte dello Stato e ritiene che vada anche fatta una battaglia culturale per spiegare ai cittadini che quella divisa rappresenta lo Stato. E dello Stato bisogna avere fiducia”.

Prima di accomiatarsi, l’onorevole La Salandra ricorda che dall’ultima relazione annuale della DIA è emerso che “purtroppo, ancora una volta, nella provincia foggiana le strutture criminali palesano attività rilevanti”.

Gli strumenti più contestati sono certamente gli scioglimenti dei Consigli comunali e le interdittive antimafia. “Sono provvedimenti ben regolati, che in molti casi servono a bonificare le aziende per reimmetterle sul mercato lecito. Dal 15 febbraio 2020 ad oggi – ha detto il tenente colonnello dei carabinieri Paolo Iannucci, che guida la DIA Foggia dall’istituzione nel febbraio 2020 - ci sono state 103 interdittive in provincia di Foggia, solo 1 annullata dal Tar. Più 6 di prevenzione”.

Sono provvedimenti da considerate alla stregua di “un male necessario – secondo La Salandra -. L’intera normativa antimafia si basa su un principio anticipatorio dove il rischio costituisce la chiave interpretativa. Modificare questo canone significa contestare l’intero impianto dell’antimafia. Quando si parla di mafia e criminalità organizzata, invece, non si può prescindere dalla necessità di avere strumenti che abbiano natura anticipatoria”.

Il tema va spostato dalla presunta assenza di un contraddittorio alla “ipotetica giurisdizionalità della materia, senza mutarne i principi”.

La formula del ‘è più probabile che non’ ha valore, perché “l’economia di un ente pubblico o di una realtà privata deve essere messa al sicuro dai rischi che si possono determinare. Le norme per la salvaguardia di interessi pubblici o privati sono differenti dai processi perché l’obiettivo è salvaguardare l’integrità dell’economia”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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