Foggia, Pilagatti: “Tentata evasione detenuto dall’ospedale, chiediamo intervento del Prefetto”

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“Purtroppo si fanno sempre più allarmanti i retroscena relativi al tentativo di evasione di un detenuto nella serata di ieri presso il Pronto soccorso dell’ospedale di Foggia che avrebbe aggredito uno dei poliziotti di scorta per togliergli la pistola d’ordinanza e poi cercare di fuggire”. Così in una nota Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe). 

“Infatti si starebbero accertando alcune voci che parlano di una pianificazione dell’atto criminoso in carcere da parte del detenuto ancora prima del ‘malore’ e che subito dopo il fatto sarebbe ‘guarito’ senza alcun intervento medico, chiedendo di rientrare in carcere. Ancora una volta il coraggio e l’eroismo dei due poliziotti di scorta, che hanno messo a rischio la propria vita, ha evitato un altro evento drammatico che si sarebbe potuto ripercuotere negativamente anche sulle persone che affollavano la sala d’attesa del nosocomio foggiano”. 

“Il Sappe da tempo sta denunciando il fallimento dell’assistenza sanitaria ai detenuti ristretti nel carcere foggiano, con alcuni medici che sarebbero diventati i notai che certificherebbero ricoveri urgenti in ospedale, mettendo in grave rischio la sicurezza del carcere, delle scorte risicate (come quella di ieri sera) nonché del territorio e degli inermi cittadini”. 

“Il Sappe ritiene che la scellerata procedura di far aspettare per ore detenuti e scorta presso il Pronto soccorso, a causa dell’affollamento prima della visita, non fa altro che aumentare i rischi per tutti. Da tempo chiediamo procedure semplificate per i detenuti. La scorta che ha accompagnato il pericoloso 55enne tarantino, detenuto in carcere per omicidio e con fine pena 2047, era formata da soli due poliziotti. Ma i ricoveri di ieri non sarebbero per nulla un fatto straordinario, poiché questi accompagnamenti urgenti (che poi non sono)”. 

“Si invita il Prefetto di Foggia a convocare un tavolo urgente con il dirigente generale dell’Asl, nonché i vertici dell’amministrazione penitenziaria locale e regionale. Come pure il Sappe chiede di attivare un’indagine conoscitiva per verificare l’operato di alcuni medici (ci dicono) che sarebbero molto attivi nell’inviare in ospedale i detenuti al fine di verificare se tali comportamenti sarebbero solo frutto inesperienza, paura, irresponsabilità o peggio”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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