Non è passata inosservata, tra gli addetti ai lavori, la nuova e recente linea del TAR Puglia sulle interdittive antimafia, più garantista e volta a dare spazio al distinto ed autonomo procedimento relativo all’ammissione dell’impresa al controllo giudiziario. La decisione con cui nei giorni scorsi sono stati sospesi gli effetti del provvedimento interdittivo adottato dall’ex prefetto di Foggia Maurizio Valiante nei confronti della Gianni Rotice srl di Manfredonia è stata interpretata come espressione di questo mutato orientamento, in cui il giudice amministrativo di primo grado preferisce attendere la decisione del Tribunale delle imprese – in funzione di giudice della prevenzione - sul controllo giudiziario. Una misura, quest’ultima, sempre più diffusa, che consente alle imprese di poter continuare a lavorare e stipulare contratti con le pubbliche amministrazioni. Si era abituati, invece, all’attesa solo per il giudizio di merito da parte dello stesso TAR sulla legittimità o meno dell’interdittiva. Il caso dell’impresa edile dell’ingegnere sipontino, che è stato sindaco di Manfredonia e presidente di Confindustria, è emblematico in tal senso, come si evince dal contenuto di quella ordinanza. Il ricorso era stato presentato dall’ingegnere assistito dai noti avvocati Saverio Sticchi Damiani e Gianluca Ursitti, contro il Ministero dell'interno, la Prefettura daunia e il Comune di San Giovanni Rotondo, non costituito in giudizio, chiedendo l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, dell’interdittiva del 4 dicembre scorso, ultimo atto dell’ex prefetto Maurizio Valiante. Con quel provvedimento Valiante rigettò l’istanza di iscrizione in white list con conseguente cancellazione dell’impresa da quest’ultima. L’atto, che fu trasmesso il giorno successivo, richiamava le note del Comando provinciale dei Carabinieri di Foggia, del Comando provinciale della Guardia di Finanza, della Questura di Foggia, della D.D.A. sezione di Foggia e i verbali delle riunioni del Gruppo interforze (da ultimo quello del 3 dicembre scorso).
Dopo tale interdittiva il Comune di San Giovanni Rotondo il 12 dicembre comunicò la revoca dell’aggiudicazione relativa ai lavori di realizzazione di un nuovo asilo nido in via Perosi e l’Attacco diede in anteprima la notizia di quanto era avvenuto a Rotice. L’istanza cautelare è stata discussa lo scorso 14 gennaio.
Il giudice amministrativo di primo grado ha accolto sospendendo l’interdittiva per diverse ragioni. “La società ricorrente è risultata destinataria, a motivo della interdittiva adottata nei suoi confronti, di provvedimenti di carattere rescissorio di precedenti aggiudicazioni ed è, allo stato, raggiunta anche da comunicazione di avvio del procedimento di verifica della permanenza dei presupposti per l’attestazione SOA”, si legge nella ordinanza cautelare.
“Alla luce del quadro fattuale delineato, paiono sussistere, ad un sommario esame tipico della fase incidentale cautelare i caratteri della gravità e della irreparabilità del pregiudizio lamentato dalla ricorrente, anche in termini – peraltro opportunamente documentati – di attualità e concretezza”. Inoltre, “risulta già fissata per il 26 febbraio l’udienza dinanzi all’autorità giudiziaria ordinaria per la verifica dei presupposti di ammissione al controllo giudiziario e che qualora tale verifica risultasse favorevole alla ricorrente si determinerebbe ex lege la sospensione dell’efficacia della misura interdittiva”.
L’ordinanza spiega poi che, “nel bilanciamento dei contrapposti interessi coinvolti, deve accordarsi prevalenza all’interesse della ricorrente”. Da qui la decisione che è “opportuno concedere l’invocata tutela cautelare, fino alla data di pubblicazione della decisione del giudice della prevenzione”. Ora l’attesa è dunque per quanto verrà detto rispetto al controllo giudiziario dal tribunale delle imprese di Bari, in funzione di giudice della prevenzione. Quanto alla decisione di merito del TAR sulla legittimità o meno dell’interdittiva antimafia di Valiante, bisognerà attendere l’udienza pubblica del 24 giugno prossimo.
L’istituto dell’interdittiva antimafia è stato definito dal Consiglio di Stato come misura avente natura cautelare, con funzione di massima anticipazione della soglia di prevenzione, irrogata nei confronti delle imprese qualora sussistano, in capo alle stesse, eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionarne le scelte e gli indirizzi. Fondata su una valutazione discrezionale dell’autorità prefettizia, l’interdittiva è basata su un ragionamento di tipo probabilistico. Il controllo giudiziario, disciplinato dall’art. 34 bis del codice antimafia, è una misura disposta dal Tribunale, anche d’ufficio, qualora risulti il carattere occasionale dell’agevolazione mafiosa e sussistano circostanze di fatto da cui si possa desumere il pericolo concreto di infiltrazioni mafiose idonee a condizionare l’attività dell’impresa. Si è di fronte, dunque, al grado più basso dell’infiltrazione mafiosa, la cui eventuale stabilità comporterebbe l’applicazione della misura dell’amministrazione giudiziaria.
La riforma del 2017 ha introdotto un’importante novità in materia: il controllo giudiziario cosiddetto volontario, ovvero la possibilità, in capo all’impresa, di richiedere l’ammissione a tale misura di bonifica al ricorrere di alcuni presupposti quali l’adozione, da parte dell’Autorità prefettizia, di un’interdittiva antimafia nonché l’impugnazione della stessa innanzi al giudice amministrativo. Il giudice, inoltre, dovrà effettuare un giudizio prognostico circa la possibilità, per il complesso aziendale, di riallinearsi al contesto economico sano. L’ammissione dell’ente al controllo giudiziario volontario, inteso come strumento finalizzato al recupero del complesso aziendale e alla sua bonifica, comporterà, in favore dell’impresa, la sospensione degli effetti del provvedimento interdittivo. L’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha chiarito che il controllo giudiziario e il giudizio amministrativo di impugnazione dell’interdittiva sono autonomi e seguono sorti distinte.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).