Manfredonia, sicurezza con 24 nuove telecamere per videosorveglianza e legalità con progetto per 200 giovani

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La Giunta comunale era al completo, nella mattinata di ieri, per la presentazione a Palazzo San Domenico di due iniziative, accomunate dall’ambito della legalità: l’installazione di nuove telecamere per la videosorveglianza e il progetto ‘Si può fare in sicurezza’. Il Comune di Manfredonia è stato destinatario di un finanziamento pari a 250.000 euro per l’installazione di 24 telecamere. “Ce ne sono 4 di tipo statico – ha spiegato il Sindaco Domenico la Marca -, 8 per la lettura delle targhe e 12 cosiddette di ‘contesto’”, cioè quelle destinate a monitorare tutto ciò che avviene in un determinato luogo. “Uno dei primi atti che ho firmato dopo l’insediamento – ha ricordato il primo cittadino sipontino – è stato il patto per la sicurezza urbana tra la Prefettura di Foggia e 20 Comuni, tra cui appunto il nostro”. In quel patto, c’è anche l’impegno dei contraenti per rafforzare la prevenzione e il controllo del territorio attraverso l’impiego di sistemi di videosorveglianza collegati alle centrali operative delle forze dell’ordine. Il Prefetto di Foggia Paolo Giovanni Grieco – dopo aver ricordato che durante la sua attività ha sciolto 4 Comuni per infiltrazioni mafiose - ha posto l’accento principalmente sul “coinvolgimento di tutte le realtà della comunità territoriale, perché il bene della sicurezza appartiene a tutti e tutti siamo chiamati a concorrervi. Ognuno per la sua parte di competenza”. Il progetto “è stato partorito da questa Amministrazione”, la sottolineatura dell’assessora agli Affari generali e Personale Sara Delle Rose -. La videosorveglianza urbana contempla “sistemi molto più all’avanguardia, rispetto al passato – ha aggiunto -. Ci sono videocamere ad alta risoluzione, sensori di movimento molto più sofisticati e software di videoanalisi che ci permettono immagini notevolmente più dettagliate. Inoltre, c’è un collegamento diretto con le sale operative delle forze dell’ordine, che permetterà interventi tempestivi qualora occorressero”.

Insieme al questore Alfredo D’Agostino e i rappresentanti di tutte le forze dell’ordine, c’era il Procuratore della Repubblica Ludovico Vaccaro. Ormai prossimo al congedo da Foggia, ha lungamente tracciato un bilancio dei risultati positivi conseguiti durante questi ultimi 8 anni. A riprova, ha citato due esempi: i collaboratori di giustizia e le intercettazioni. I primi “sono diventati ormai 19 in pochi anni. Quel muro impermeabile si sta sgretolando, e altre ne arriveranno”, mentre le intercettazioni sono cambiate nei contenuti perché “prima si ascoltavano frasi di persone che dicevano che comandavano loro, adesso dicono di fare attenzione perché altrimenti li arrestiamo tutti. Hanno capito che è la legalità che comanda – ha proseguito -, e che la legalità conviene. E’ quest’ultimo il messaggio che deve passare ai giovani”.

Come detto, è stato presentato anche il progetto con cui si vogliono coinvolgere 200 giovani da 16 a 30 anni: 60 direttamente e attivamente coinvolti nei progetti e 140 beneficiari e di supporto.

“Perché non adottare un’aiuola? Oppure creare un orto sociale. O immaginare di ricoprire le scritte sui muri con murales significativi – ha detto l’assessora al Welfare e Cultura Maria Teresa Valente - . Sono piccoli suggerimenti di progetti realizzati in altre zone, che si possono replicare anche qui. Il nostro compito, in fin dei conti, è di intercettare le energie positive dei giovani per colmare eventuali vuoti di legalità”.

Come ha illustrato Francesco Costanzo, in rappresentanza del partner di supporto per la gestione Cantiere Giovani, il progetto è attivo in 18 differenti regioni italiane. “Ma i ragazzi sono tutti accomunati dalle stesse paure e preoccupazioni - ha commentato -. Dare voce ai ragazzi è la risposta migliore”.

I giovani “presentano le loro idee sulla piattaforma web di ‘Si può fare’, noi li accompagniamo nella progettazione partecipata per trasformarle in progetti reali”. Ci sono 24.000 euro a disposizione e il singolo contributo economico può arrivare fino a 3.000 euro perché “crediamo nel valore della comunità, perciò il supporto economico varia in base al numero dei componenti del gruppo richiedente”. Ogni idea deve prevedere il coinvolgimento di almeno 3 giovani e un’attività pubblica che coinvolga attivamente almeno altri 10 giovani in uno dei luoghi di aggregazione spontanea di Manfredonia.

I tutor saranno selezionati con il coinvolgimento di associazioni giovanili con esperienza comprovata in attività svolte in favore dei giovani. Questi ultimi avranno la possibilità, oltre che di sentirsi protagonisti di interventi cooperativi e migliorativi per la città, anche di poter coinvolgere altri giovani e la cittadinanza in luoghi pubblici. 

“L’intento è quello di aggregare e far vivere in modo sicuro spazi e luoghi pubblici, riducendo la percezione di insicurezza attraverso la partecipazione dei cittadini. Obiettivo dell’iniziativa è aumentare la coscienza sociale giovanile di ragazze e ragazzi, promuovendo il talento e il protagonismo a servizio della comunità, per rafforzare le competenze trasversali e, al contempo, favorire la costruzione di legami di comunità”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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