Oasi Lago Salso, il Comune di Manfredonia accantona l’idea della riserva statale e cerca proposte di gestione

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Mentre si attende dal Ministero la nomina del nuovo presidente dell’ente Parco nazionale del Gargano, a Manfredonia l’amministrazione guidata dal sindaco Domenico la Marca si interroga su quale possa essere la miglior soluzione per l’Oasi Lago Salso, l’enorme zona umida – tra le più importanti del bacino del Mediterraneo – chiusa ormai dal lontano 2019. Lo scorso anno, su sollecitazione di Pasquale Pazienza, presidente e poi commissario del Parco, il Ministero fu sul punto di deliberare la trasformazione dell’Oasi in riserva statale, nella totale esclusione del Comune di Manfredonia, proprietario dei terreni dell’enorme zona umida. L’amministrazione la Marca, appena insediata, riuscì a settembre a bloccare la bozza del decreto ministeriale sulla nuova riserva statale, al pari della limitrofa (e non funzionante) riserva di Frattarolo. Da allora sono state tre le proroghe concesse da Roma al Comune affinchè decida al riguardo, tra cui l’ultima di ulteriori 120 giorni da febbraio scorso. Se ne parlerà sabato dalle ore 18.00 nell’incontro promosso dal movimento Molo 21 “Oasi Lago Salso: realtà e prospettive”, che si terrà presso la nuova sede di Molo 21 in via Maddalena 132. “Un momento di confronto e approfondimento sul futuro dell’Oasi Lago Salso, cuore naturalistico del nostro territorio. Un dialogo aperto tra esperti di aree protette, istituzioni e cittadinanza, per riflettere insieme su modelli di gestione sostenibili e prospettive di valorizzazione ambientale e turistica”, spiegano gli organizzatori. Interverranno Alessandro Ciccolella (direttore Torre Guaceto), Marco Dadamo (direttore Parco Mar Piccolo), Matteo Orsino (responsabile Oasi Laguna del Re), Michele Basta (presidente Archeo Sipontum), l’assessore allo sviluppo economico Matteo Gentile, il sindaco la Marca, il coordinatore di Molo 21 Marcello Castigliego e come moderatore l’ex sindaco Gaetano Prencipe, che da sempre segue con attenzione la vicenda dell’Oasi. 

“Abbiamo invitato a raccontare le proprie esperienze coloro che si occupano della gestione di altre aree protette”, spiega Prencipe a l’Attacco. “Ci interessa capire in che maniera vengono affrontati da loro tali temi, le esigenze concrete, i costi e le necessità finanziarie. Sarà un incontro sicuramente preliminare rispetto alle decisioni che saranno assunte dal consiglio comunale, nel tempo concesso dal Ministero. Nel frattempo è prevalsa tra le forze politiche di maggioranza l'idea di accantonare per il momento l’ipotesi della riserva statale. Inizialmente c’è stata una interlocuzione tra Comune ed ente Parco per migliorare il decreto ministeriale laddove non prevedeva alcun coinvolgimento da parte dell'ente locale ed era tutto rimesso al PNG. Del resto per la legge quadro sulle aree protette l’ente Parco è l'organo di gestione laddove esistano riserve naturali statali rientranti nell'area Parco. Il Comune, stando a quella bozza di decreto, era coinvolto solo nella commissione di riserva chiamata ad esprimersi col proprio parere sul piano di gestione redatto dal Parco. Con tali modifiche si era concordata la possibilità di approvazione del piano di gestione d’intesa col Comune, con accordo anche rispetto all'individuazione di altri soggetti da coinvolgere nella gestione”, continua l’avvocato Prencipe. “Però queste ipotesi è stata messa da parte perché è prevalso l'auspicio che si possa addivenire ad una soluzione diversa individuando proposte che possano garantire un modello di gestione capace di coniugare le esigenze di tutela ambientale con quelle di valorizzazione turistica, culturale, etc.”.

Il cambio di rotta è nato in particolare su sollecitazione dell’assessore Gentile. “Il Comune adesso è dunque alla ricerca di soggetti che facciano proposte interessanti, associazioni ambientali o altri organismi. Ha già ricevuto manifestazioni di interesse sull'area, che dovrebbero tradursi in proposte concrete. Dovrebbe fare un bando per capire che proposte verranno presentate”, chiarisce Prencipe. “Personalmente non sono ottimista a dir la verità e direi di non scartare del tutto l’idea della riserva statale, perché l’Oasi ha bisogno di risorse notevoli per la manutenzione ordinaria: se fosse riserva statale si garantirebbero fondi ministeriali ogni anno per circa 200mila euro oltre a risorse aggiuntive proprie dell'ente Parco. Ma spero che possano arrivare proposte interessanti. Non credo che l'ente Parco si opporrà, del resto gli uomini cambiano e le istituzioni restano e devono garantire un rapporto di collaborazione leale. Dunque va compreso quale soluzione possa garantire un flusso analogo di risorse”.

C’è chi pensa che il modello possa essere una gestione consorziale come alla brindisina riserva di Torre Guaceto. “Torre Guaceto è un'esperienza interessante, perché una riserva statale che funziona bene e ha flussi economici derivanti dalle iniziative importanti che vi si svolgono”.  La storia amministrativa dell’Oasi ha vissuto varie fasi. “La precedente gestione dell'Oasi, con la società mista, si ispirava alla conciliazione tra diverse esigenze. La mia amministrazione ebbe una proficua collaborazione col primo presidente dell'ente Parco Matteo Fusilli e allora fu deciso che l'area rientrasse nel Parco. Furono fatte cose importanti in quella esperienza felice, che aveva trovato la propria veste formale nella creazione di una società mista in cui inizialmente il Comune deteneva l’86% delle quote, mentre soci di minoranza erano il Parco e l'associazione CSN onlus. Poi, tenuto anche conto che il Comune aveva perso le risorse umane, l'amministrazione Riccardi pensò di cedere gratuitamente le proprie quote all'ente Parco che passò al 96% con il restante 4% del CSN. Si sperava che l’ente Parco sarebbe riuscito a fare di più e meglio del Comune, ma così non è stato anche per via della lotta interna nella società mista dopo l'insediamento del presidente Pazienza. Nel 2019 la spa fu messa in liquidazione”. Sullo sfondo resta lo scontro tra Comune ed ente Parco degli scorsi anni, quando dopo la trasformazione di alcune aree dell’Oasi in agricole- denunciata dal CSN – il Comune commissariato revocò la cessione dei terreni al PNG, atto confermato dal TAR Puglia. Da 2022 il Comune avrebbe titolo per riprendersi terreni ma non l’ha mai fatto (nonostante la richiesta delle associazioni ambientaliste) non essendo nelle condizioni di potersene occupare.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet