Fabio Vairo, 35 anni, originario di Vieste, è stato assolto dopo aver trascorso venti mesi in custodia cautelare, prima in carcere e poi agli arresti domiciliari, con l’accusa di detenzione di 11 chilogrammi di sostanze stupefacenti. La vicenda, iniziata quasi due anni fa, aveva visto Vairo arrestato in flagranza di reato dai carabinieri, che lo avevano trovato in possesso di un pacco contenente hashish e marijuana.
L’operazione risale al 2023, quando le forze dell’ordine avevano sequestrato il pacco sospetto, all’interno del quale erano stati rinvenuti oltre 11 chili di droga, tra hashish e marijuana. L’accusa nei confronti di Vairo era pesante: detenzione ai fini di spaccio di ingenti quantitativi di stupefacenti, un reato che nel Gargano rappresenta una delle principali emergenze criminali, come dimostrano le numerose operazioni antidroga condotte negli ultimi anni.
Dopo quasi due anni di misure restrittive, il tribunale ha riconosciuto l’innocenza di Vairo, assolvendo il giovane viestano con formula piena. La decisione è arrivata al termine di un processo che ha visto la difesa smontare le tesi dell’accusa, evidenziando l’assenza di prove sufficienti a dimostrare il coinvolgimento diretto di Vairo nella gestione e nel traffico della droga sequestrata.
Il caso di Vairo si inserisce in un contesto più ampio di lotta al narcotraffico nel Gargano, dove negli ultimi anni sono state eseguite numerose operazioni di polizia e carabinieri, con arresti e sequestri di ingenti quantità di stupefacenti destinati anche ai mercati internazionali. La zona, infatti, è considerata strategica nei traffici illeciti tra l’Albania e l’Italia, con la droga spesso trasportata via mare e distribuita attraverso una rete capillare di spaccio.
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