Rossi: “Con la riforma meno tutele per i cittadini. Chi ha tutelato i risparmiatori, politica o magistratura?”

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Entrano nel vivo le iniziative e gli incontri pubblici organizzati dai comitati per il sì e per il no al referendum costituzionale sulla riforma della magistratura. Le norme della Costituzione modificata prevedono, in sintesi: l'istituzione di due Consigli superiori della magistratura, di cui uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri; l'estrazione a sorte dei loro componenti; la creazione di un'Alta Corte disciplinare per i soli magistrati ordinari. Intanto si avvia verso il 50% la raccolta firme promossa dai contrari. Nel momento in cui si scrive sono oltre 230mila, il 46% del mezzo milione di sottoscrizioni necessarie entro fine gennaio. “Una firma, tre obiettivi”, è stato spiegato dai promotori. “È aperta la raccolta firme online ufficiale per chiedere come cittadini il referendum sulla riforma della giustizia. In apparenza è una iniziativa inutile perché il referendum è stato già chiesto dai partiti. Ma firmare è importante per tre ragioni. La prima: l’azione dei cittadini interrompe il blitz del governo, che voleva fissare subito la data del voto, perché lo costringe a rispettare il termine per la raccolta firme (30 gennaio 2026) prima di aprire la campagna referendaria: in pratica ci sarà un mese in più per informare e informarsi. La seconda ragione: la raccolta firme spinge le persone a capire il merito della riforma costituzionale; per esempio a spiegare il trucco del sorteggio: i rappresentanti dei magistrati sono effettivamente sorteggiati mentre i rappresentanti degli avvocati e dei giuristi sono sorteggiati in un piccolo gruppo nominato dai partiti. Terzo motivo: se si raggiungono le firme necessarie (500mila) i quindici cittadini che hanno depositato il quesito diventano un soggetto ufficiale con titolo a intervenire negli spazi informativi. E’ fortemente impegnato nel fronte del no il dottor Roberto Rossi, che dal 2021 a Bari è procuratore della Repubblica e capo della Direzione distrettuale antimafia. Una lunga carriera nella magistratura, iniziata nel 1991 a Taranto come pretore, con molteplici esperienze internazionali con investigazione comune con magistrature e polizie di altri Paesi. Specializzato nel contrasto alla criminalità organizzata (specie mafiosa) e ai reati economici, dal 2010 al 2014 è stato membro del CSM, rappresentando l’area delle toghe progressiste e contribuendo alla gestione e organizzazione del sistema giudiziario italiano. L’Attacco lo ha intervistato.

Perché è contrario alla riforma?

La riforma Nordio apparentemente è stata realizzata per dividere le carriere. In realtà serve, come ha detto lo stesso Nordio, a far recuperare alla politica quello spazio colmato dalla magistratura.

Hanno provocato molto sconcerto nell’ANM le parole del ministro guardasigilli sulla riforma “che restituirà alla politica il primato costituzionale”, mentre il sottosegretario Mantovano ha detto che la magistratura va “ricondotta”. Svelano il vero obiettivo di privare la magistratura del proprio potere di controllo, come dicono i comitati per il no?

Con la riforma i cittadini avranno meno tutele. Faccio un esempio: chi ha tutelato i risparmiatori quando sono stati privati del valore delle loro azioni comprate da banche poi crollate anche per la mancanza dei controlli? La politica o la magistratura?

Ci sono posizioni diverse tra i magistrati?

I magistrati favorevoli li stanno cercando con il lanternino.

Si riuscirà ad eliminare il deleterio fenomeno delle correnti tramite il sorteggio dei componenti del CSM? L’accusa mossa alla magistratura è di non essersi “bonificata” dopo lo scandalo Palamara.

Precisiamo che lo scandalo Palamara derivava dal fatto che alcuni componenti del Consiglio superiore erano a cena con politici per parlare delle nomine di dirigenti. I magistrati sono stati tutti mandati via dalla magistratura. I politici? Lo sappiamo che le nomine dei dirigenti pubblici risentono degli orientamenti politici. Che facciamo, abroghiamo la democrazia e sorteggiamo i parlamentari?

Il sorteggio dei componenti del CSM non convince nemmeno tutti i sostenitori del sì. Cosa pensa di tale previsione?

Infatti, il Consiglio Superiore della Magistratura - organo che serve per tutelare i magistrati nella loro indipendenza - è stato reso più debole inserendo solo per i magistrati componenti il sorteggio in aperta violazione del principio della democrazia e rappresentatività. Perché il capo condomino si elegge. Perché si vota il più adatto.

C’è una netta prevalenza delle intenzioni di voto per il sì, secondo i sondaggi. Crede che stavolta la riforma potrebbe andare in porto?

I sondaggi a tale distanza dal voto non dicono nulla. Convinceremo i cittadini che la riforma è un danno per i cittadini

L’ex ministro Augusto Barbera (che è stato parlamentare Pd e presidente della Corte costituzionale) parla di “riforma inevitabile dopo la legge Vassalli”. Cosa risponde a chi parla di riforma “necessaria” nell’ottica del giusto processo e della parità delle parti? E a quanti ritengono che il sistema accusatorio “puro” sia il migliore?

Creare un pm separato porterà inevitabilmente alla sottoposizione del pm al potere politico o comunque a un maggior controllo dello stesso. Questo è quello che succede in quasi tutti i Paesi con il pm separato.

Teme la politicizzazione del referendum? La presidente del Consiglio Meloni ha detto già che non si dimetterà nel caso prevarranno i no, negando la natura indubbiamente politica della riforma.

I primi ad avere interesse a un giudice libero dovrebbero essere gli stessi elettori del centrodestra. Oggi sono maggioranza ma per il gioco democratico potranno diventare minoranza. Allora solo un pubblico ministero e un giudice libero potrà garantirli.

Come pensate di far comprendere tanti e tali tecnicismi ai cittadini?

Stiamo organizzando moltissimi incontri. Spiegheremo a tutti gli elettori che è loro interesse ed è ‘giusto dire no’.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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