Con sentenza pronunciata in data 27 aprile 2026, il Tribunale Monocratico di Foggia — nella persona del Giudice dott.ssa Stefania Erione — ha dichiarato Veronica Angelillis, difesa dall'avvocata Terry Granatiero, assolta dal reato a lei ascritto ai sensi degli artt. 633 e 639 bis c.p., con la seguente formula: "assolve Angelillis Veronica dal reato a lei ascritto perché non punibile per particolare tenuità del fatto."
“La vicenda riguardava la contestazione a carico della Sig.ra Angelillis di aver occupato, in data 6 ottobre 2023, un immobile di proprietà ARCA Capitanata sito in Manfredonia, Via Salvator Rosa n. 14 int. 7 - ricorda la legale -. Il Giudice ha correttamente riconosciuto che la condotta della Sig.ra Angelillis era scaturita da una situazione di stato di necessità determinata da circostanze di eccezionale gravità, ampiamente documentate in atti”.
“In presenza di tali elementi, il Giudice ha concluso che il fatto contestato presentava uno scarso disvalore e che l'offesa al bene giuridico tutelato era di particolare tenuità, non ravvisandosi alcuna abitualità della condotta, nel pieno rispetto dei criteri valutativi di cui all'art. 133 c.p.”.
“Merita sottolineare che la condotta della Sig.ra Angelillis ha dimostrato, sin dall'inizio, una trasparenza e una responsabilità che ne confermano il sostanziale rispetto delle regole:
Autodenuncia spontanea, regolare pagamento degli oneri e del canone di locazione dovuti ad Arca Capitanata e cessazione volontaria dell'occupazione”.
“Questi elementi confermano la natura assolutamente eccezionale e circoscritta della condotta, del tutto estranea a logiche di abusivismo sistematico”.
“La vicenda aveva destato una certa attenzione da parte dei giornali locali, attenzione che — è doveroso precisarlo — è stata in larga misura alimentata non dalla gravità dei fatti, bensì dal legame di parentela dell'imputata con un consigliere comunale (ex assessore Tonino Angelillis, ndr). Tale circostanza, del tutto estranea al merito giuridico della vicenda, ha contribuito a conferire alla vicenda un rilievo mediatico sproporzionato rispetto alla reale entità dei fatti contestati”.
“La sentenza restituisce alla Sig.ra Angelillis la serenità che merita e chiarisce definitivamente che dietro questa storia non vi era alcuna condotta disonesta o strumentale, ma solo una madre che ha cercato di far fronte, con i mezzi a sua disposizione, a una drammatica emergenza familiare”.
“Il provvedimento del Tribunale di Foggia rappresenta una decisione giusta e pienamente condivisibile, che ha saputo cogliere la reale dimensione umana e giuridica dei fatti, andando oltre la fredda lettura formale dell'imputazione. La non punibilità riconosciuta ai sensi dell'art. 131 bis c.p. è il giusto riconoscimento di una condotta che — pur formalmente rilevante — era animata da motivazioni del tutto comprensibili e legittime sul piano morale e giuridico”.
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