Con ordinanza depositata il 27 aprile 2026, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Foggia, dott. Mario De Simone, ha integralmente rigettato la richiesta di applicazione di misura cautelare avanzata dalla Pubblica Accusa nei confronti del sig. Donato Iuliani, assistito dall’avvocato Michele Vaira.
“La decisione assume rilievo non solo per l’esito processuale, ma soprattutto per la portata dei princìpi giuridici che il Giudice ha posto a fondamento del provvedimento, princìpi che corrispondono integralmente alle argomentazioni difensive sviluppate nei mesi di indagine e culminate nella memoria depositata in sede di interrogatorio preventivo”.
“La strategia difensiva si è fondata su un metodo rigoroso: ricostruire, documento per documento, la reale dinamica dei rapporti contrattuali e commerciali oggetto di contestazione, contrapponendo all’ipotesi accusatoria un quadro probatorio fatto di PEC, contratti, fatture, bonifici, scambi di messaggistica e provvedimenti civili”.
“È stato così possibile dimostrare che la prospettazione del Pubblico Ministero non resisteva al confronto con la documentazione: la cronologia dei fatti, le condotte successive delle parti contraenti e l’iniziativa autonoma della società committente erano radicalmente incompatibili con l’impianto giuridico della contestazione principale”.
“Su questo terreno – rigorosamente documentale – si è giocata la partita cautelare, e su questo terreno il Giudice ha riconosciuto la fondatezza delle argomentazioni difensive”.
“Il G.I.P. ha ritenuto «inconfigurabile» la fattispecie più grave contestata, valorizzando proprio gli elementi prodotti dalla difesa e osservando come la dinamica negoziale ricostruita sia «assai improbabile» da inquadrare nello schema giuridico ipotizzato dalla Pubblica Accusa”.
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