Un curioso fenomeno attanaglia la cittadina di Vieste da un paio di mesi a questa parte e riguarda una peculiare “invasione” di gabbiani per le vie del centro. Nelle piazze, reali e virtuali, gli episodi narrati crescono: l’impressione dei residenti è che gli esemplari siano improvvisamente aumentati in numero e che si siano spinti ben oltre il porto e il lungomare - loro zone di interesse solite -, colonizzando il cuore del centro abitato. Un fatto singolare che, almeno nella percezione dei cittadini, sembra avere assunto dimensioni inedite. Gli animali vengono avvistati praticamente a tutte le ore del giorno e della notte. Sorvolano senza sosta piazze e strade, stazionano sui tetti degli edifici pubblici e privati, mentre il rumore prodotto soprattutto nelle ore notturne è diventato motivo di protesta per molti residenti. Le segnalazioni sono arrivate anche in Comune: “Ricevo continuamente lamentele - conferma la vicesindaca Mariella Pecorelli - e anch’io ho notato che quest’anno i gabbiani sono davvero tanti. La notte ci svegliamo per gli schiamazzi e ormai siamo costretti a coprire ogni sera il terrazzo per gli escrementi”. Ma cosa sta realmente accadendo? Si tratta davvero di un aumento della popolazione oppure di una semplice percezione amplificata dal fatto che gli animali abbiano modificato le proprie abitudini? A provare a dare una spiegazione scientifica del fenomeno è Enzo Cripezzi, delegato della Lipu Puglia, che invita anzitutto a distinguere le sensazioni dai dati. “La presenza dei gabbiani segue spesso dinamiche cicliche - chiarisce a l’Attacco - . Può capitare che un’annata particolarmente favorevole dal punto di vista riproduttivo determini un numero maggiore di giovani e che proprio nel periodo in cui iniziano a emanciparsi si osservi una concentrazione più elevata di individui. È una possibilità, ma per capire se siamo davvero di fronte a un incremento della popolazione oppure a un semplice spostamento degli animali servono censimenti e indagini specifiche. Le impressioni, da sole, non sono sufficienti”.

I Carabinieri della Compagnia di San Severo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un 22enne sanseverese, ritenuto gravemente indiziato di essere il complice del 28enne che, lo scorso 3 marzo, al culmine di una lite scaturita per motivi legati alla circolazione stradale, aveva esploso alcuni colpi di pistola all’indirizzo di un 35enne.

Sgomento nella notte tra lunedì 6 e martedì 7 luglio nell’area del Mistral Cafè 42’ Parallelo - celebre ristorante e discoteca di Vieste sita sul lungomare “Europa”, in zona “San Lorenzo”. Intorno alle 3:35 è infatti scattato l’allarme per un principio di incendio sviluppatosi nel parcheggio adiacente alla struttura, dove un cumulo di materiale vegetale e plastico ha preso fuoco, con le fiamme che si sono propagate anche alla vegetazione adiacente. Sul posto sono intervenute le GEV (Guardie Ecologiche Volontarie), che hanno provveduto alle operazioni di spegnimento e di bonifica,  e la Tenenza dei Carabinieri di Vieste. Allertati anche i Vigili del Fuoco di Vico del Gargano. L’intervento, della durata di più di un’ora per la messa in sicurezza della zona, si è poi concluso intorno alle 5:15. A dare l’allarme sarebbe stato un cittadino che, dopo aver notato le fiamme, ha prontamente contattato i soccorsi. Poco dopo è arrivata ai volontari anche la richiesta di intervento da parte della Tenenza dei carabinieri. In quei minuti, alcuni residenti della zona hanno riferito di aver udito un forte boato, circostanza confermata anche da un video diffuso sui social, nel quale si vede una colonna di fuoco levarsi dalla pineta a ridosso della strada. Secondo quanto emerso dai primi riscontri raccolti da l’Attacco, il rogo non avrebbe interessato direttamente la struttura ricettiva. Le fiamme sarebbero partite da un accumulo di materiale depositato all’interno del piazzale e, favorite dal vento e dalla vegetazione particolarmente secca di questo periodo, si sarebbero estese per alcune decine di metri nella pineta confinante. L’incendio è stato circoscritto in tempi relativamente rapidi, evitando conseguenze più gravi. Resta invece da chiarire che cosa abbia provocato l’innesco. A questo proposito, l’ipotesi dell’autocombustione appare esclusa, così come sembra poco probabile una natura accidentale del rogo (per esempio da un cortocircuito): gli elementi raccolti farebbero infatti pensare a un’origine riconducibile all’azione dell’uomo.

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