Scappa all’estero con i soldi delle bollette di decine di condomini: Luigi Morsillo è l’amministratore furbetto
Si chiama Luigi Morsillo l’amministratore di condominio fuggito all’estero con i soldi delle bollette. A Foggia, dal 9 giugno scorso, i residenti del civico 44 di via Luigi Rovelli sono costretti a riempire taniche e bottiglie alle fontane pubbliche dopo che il loro amministratore di condominio è fuggito all’estero non avendo pagato diverse utenze. Ma non è la prima volta che l’amministratore agisce con lo stesso modus operandi. Lo ha spiegato a l’Attacco un residente di un super condominio in viale Luigi Pinto: “Sono decine di condomini che con lo stesso amministratore hanno subito degli ammanchi più o meno grandi”, continua. “Nel nostro caso parliamo di oltre cento condomini e una situazione debitoria pari a 230mila euro”. L’ammanco comprende il mancato pagamento di bollette dell’acqua, ascensori, assicurazioni, pulizie, letturista e tasse, che accumulato nell’arco di cinque anni ha determinato una voragine impressionante. Luigi Morsillo ha amministrato il condominio di viale Luigi Pinto per 25 anni, ma è dal periodo pandemico che sono cominciate le prime avvisaglie. “Bisognava sempre strappargli la convocazione dell’assemblea condominiale – racconta il residente – Durante i primi giorni di marzo 2020 abbiamo richiesto un’assemblea, ma questa non ci fu. Abbiamo dovuto attendere al 2022 per avere la prima assemblea post Covid, dove portò tre bilanci. Ma, anche per la fiducia riposta nei suoi confronti, nessuno li leggeva e votavano quasi all’unanimità a favore del bilancio e del suo rinnovo”.
Ma come non hanno fatto ad accorgersene dopo così tanti anni? La spiegazione è semplice. “Buona parte dei condomini pagava in contanti e in cambio riceveva una ricevuta di pagamento. Di questi soldi in contanti, ovviamente, non si può avere traccia – chiarisce il condomino –. Mentre invece abbiamo traccia di quanto versato con bonifico. Quando a fine 2024 abbiamo approvato il bilancio del 2023, sono emersi 75mila euro di debiti con l’Acquedotto Pugliese”. “Io l’ho sempre tallonato chiedendogli i documenti e andando a visionarli – asserisce il residente –. Ho atteso i sei mesi dopo l’approvazione del bilancio, entro i quali l’amministratore è tenuto a perseguire i morosi, cosa che lui non ha mai fatto nonostante avesse ammesso pubblicamente in assemblea che ci fossero, e allora ci siamo allarmati. A ottobre 2025, visto che tardava a inviare i versamenti fatti all’Acquedotto per saldare il debito, li ho fatti richiedere con PEC dal mio legale. Rispose che li avrebbe mandati, ma non abbiamo mai avuto risposta”, prosegue. “La mia richiesta era di avere gli estratti conto degli ultimi tre anni e i codici dei contatori dell’AQP per poter fare un’indagine sulla situazione debitoria, ma non me li ha dati. Quindi, sono andato in AQP a Foggia, ho fatto regolare richiesta all’AQP di Bari e dopo un mese ho ricevuto gli estratti conto degli ultimi cinque anni, da cui emergevano 150mila euro di debito”.
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