Morte Tarantino, tre indagati per omicidio colposo. Disposta l'autopsia

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Tre persone sono indagate per omicidio colposo in relazione al suicidio in carcere di Gerardo Tarantino, arrestato il 27 gennaio scorso con l'accusa di aver ucciso la bracciante Tiziana Gentile a Orta Nova, e che lo scorso 3 aprile è stato trovato impiccato nel bagno della sua cella.
Tre persone sono indagate per omicidio colposo in relazione al suicidio in carcere di Gerardo Tarantino, arrestato il 27 gennaio scorso con l'accusa di aver ucciso la bracciante Tiziana Gentile a Orta Nova, e che lo scorso 3 aprile è stato trovato impiccato nel bagno della sua cella.

"Nei giorni scorsi - spiegano i legali di Tarantino, gli avvocati Michele Sodrio e Giuseppe Cassano - abbiamo anche formalizzato una denuncia contro ignoti alla quale ho allegato i numerosi scritti di Gerardo Tarantino dove lui lamentava maltrattamenti e minacce sia da altri detenuti che dalle guardie penitenziarie. Non conosciamo i dettagli della morte del nostro cliente, ma abbiamo enormi dubbi sul fatto che si sia potuto davvero suicidare. Era sottoposto alla sorveglianza h24, cioè un poliziotto lo teneva d'occhio in ogni momento".

"Il pm della Procura di Foggia Laura Simeone - proseguono i legali - ha conferito incarico al suo consulente medico-legale per procedere con l'autopsia sul cadavere dell'uomo".

"Il pubblico ministero - concludono - ha dato ordine di accertare le cause della morte, ma anche l'eventuale presenza nel sangue e nelle urine di eventuali residui di medicinali, e anche la presenza di lividi o graffi che possano far pensare ad un gesto non volontario".

Immediata la replica del sindacato Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria) firmata dal segretario nazionale Federico Pilagatti. "Il Sappe - si legge - esprime il suo più grande disappunto nonché protesta, poiché si è consentito in maniera unilaterale ad avvocati di parte di esprimere pareri negativi (sentenze?), che vanno a offendere la dignità e la professionalità dei poliziotti penitenziari in servizio presso la casa circondariale di Foggia".

"Questa organizzazione sindacale è ben contenta che la magistratura locale abbia voluto aprire un'indagine per chiarire eventuali dubbi determinati dalla morte del detenuto in questione di cui anche noi ci rammarichiamo per primi, poiché ciò è una sconfitta per tutti, ma non si può assolutamente permettere ad un avvocato di fare allusioni di colpevolezza od altro, in mancanza di risultanze concrete".

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testatina dillo al direttore WEB

 

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