Omicidio Perillo, lo psicologo Meluzzi in Tribunale a Foggia: d'Angelo è capace d'intendere e volere

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È stata depositata durante l'udienza di venerdì in Corte d'Assise presso il Palazzo di Giustizia di Foggia la relazione tecnica del professor Alessandro Meluzzi, psicologo e criminologo, quale consulente nominato della parte civile, cioè dai familiari di Roberta Perillo, la giovane sanseverese assassinata nel suo appartamento, nel pomeriggio dell'11 luglio 2019.
È stata depositata durante l'udienza di venerdì in Corte d'Assise presso il Palazzo di Giustizia di Foggia la relazione tecnica del professor Alessandro Meluzzi, psicologo e criminologo, quale consulente nominato della parte civile, cioè dai familiari di Roberta Perillo, la giovane sanseverese assassinata nel suo appartamento, nel pomeriggio dell'11 luglio 2019.

L'imputato, difeso dall'avvocato Michele Curtotti, è Francesco d'Angelo, reo confesso. I familiari dell'innocente trentaduenne, invece, sono assistiti dagli avvocati Guido de Rossi, Roberto de Rossi e Consiglia Sponsano.

Il noto criminologo ha relazionato sulla personalità dell'imputato, sulla sua storia clinica e sulla capacità d'intendere e volere al momento del compimento del fatto delittuoso. L'udienza di venerdì scorso, con la dettagliata relazione del prof. Meluzzi, è stata fondamentale all'interno di questo processo ha dichiarato a l'Attacco, Guido de Rossi La consulenza del dott. Catanesi, nominato dalla Procura, è stata smontata sotto l'aspetto scientifico (cioè medico-legale, in merito allo stato di salute mentale del d'Angelo) e sotto il profilo giuridico. Il prof. Meluzzi, quindi, ha dato prova di conoscere a menadito le carte del processo. Ed anche per questa consapevolezza, siamo orgogliosi di averlo chiamato come consulente della parte civile.

Guido de Rossi precisa: Il prof. Meluzzi ha concluso in modo perentorio sulle capacità d'intendere e di volere di Francesco d'Angelo, nel momento dell'omicidio. In quanto, lo stesso, nelle ore successive all'evento, ha riportato agli inquirenti, esattamente ciò che era accaduto, attenendosi ai fatti. Quindi, in modo del tutto tipico di una persona normale, dando prova della sua lucidità e linearità comportamentale, rara in questi casi. Il prof. Meluzzi, tra l'altro, ha evidenziato che non c'è nessuna traccia, nessuna documentazione medica pregressa, sullo stato di salute mentale dell'imputato. Inoltre, tutte le dichiarazioni ricevute da amici e conoscenti di Roberta, che abbiamo esaminato, hanno sempre descritto come persona normale, razionale, e sempre in grado d'intendere e volere.

L'avv. de Rossi, riporta un altro particolare importante: Nella permanenza del d'Angelo ad Art Village, struttura Asl-Fg, si occupava di controllare gli operatori. Un compito di responsabilità.

Leitmotiv ripreso da Roberto de Rossi: Il prof. Meluzzi ha messo in evidenza la mancanza di una storia clinica e medica dell'imputato e, tantomeno, che ci potesse essere un disturbo della personalità. Inoltre, è in punto di diritto, nel momento del fatto compiuto, dell'omicidio, che va dimostrato se il d'Angelo fosse in grado d'intendere e di volere. Dall'analisi delle carte processuali tutto ciò non emerge né prima, né durante e né dopo. Questi i fatti.

Del collegio che difende le parti civili, la famiglia Perillo, fa parte l'avvocato Consiglia Sponsano, e analizza la relazione del prof. Meluzzi: Dagli atti processuali è emerso che il d'Angelo al momento del fatto era nel pieno delle sue capacità cognitive e intellettive. Quindi non siamo in presenza di un disturbo borderline della personalità. Considerare, quindi, il presunto raptus come elemento scriminante d'incapacità d'intendere e di volere oltre ad essere una grande offesa al bene %u2018vita', creerebbe un precedente assai pericoloso. Ciò è emerso tanto dagli atti processuali, quanto dalla dettagliata e autorevole consulenza del prof. Alessandro Meluzzi, con la sua relazione tecnica.

Le conclusioni dell'avvocato Sponsano: C'è la tendenza a medicalizzare e giustificare una certa tipologia di omicidi, ormai troppo frequenti e noi faremo di tutto per rendere giustizia terrena a Roberta Perillo.

Chiaramente, anche l'avvocato Michele Curtotti, che difende Francesco d'Angelo, ha posto domande al prof. Meluzzi. Il 2 luglio è prevista una nuova udienza, con l'audizione di due testimoni della difesa dell'imputato.

Beniamino Pascale

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