L’imprenditore Tarquinio picchiato in centro. “Comunità può tornare a essere ciò che era ma deve volerlo”

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Ormai precipitata in un baratro che sembra non avere fine, Foggia deve fare i conti anche con la microcriminalità imperante che agisce - spesso e volentieri - indisturbata anche nelle prime ore serali, sotto gli occhi di tutti e senza alcun timore. E l’ennesimo vergognoso gesto accaduto qualche giorno fa ai danni dell’imprenditore Antonio Tarquinio ne è solo una dimostrazione.

Il fatto è accaduto pochi giorni fa intorno alle ore 21.00, quando l’uomo, che nel frattempo percorreva la centralissima via della Rocca, arteria che congiunge Piazza Giordano a Piazza Italia, costeggiando le mura della chiesa di Gesù e Maria e della sede della Guardia di Finanza, è stato raggiunto da tre uomini che lo hanno malmenato. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, mentre uno era impegnato a fare il “palo” gli altri e due hanno minacciato il malcapitato prendendolo a calci e pugni fino a rubargli portafogli, chiavi e zaino con dentro computer e altri oggetti personali. Soccorso dal 118 la vittima è stata poi trasferita al pronto soccorso dove ha ricevuto le prime cure mediche. Sono ancora oggi in corso le indagini delle forze dell’ordine sull’annosa vicenda.

“Non è la prima volta che accadono cose del genere – dichiara a l’Attacco una residente del posto che ha voluto restare anonima – si continua a credere che il problema sia legato alle sole periferie, ai quartieri periferici cittadini ma così non è. Non bisogna pensare che certe cose non accadano in centro e le volanti della Municipale, della Polizia e dei Carabinieri che bloccano le auto davanti alla villa comunale non servono a granché. Come avete potuto constatare basta spostarsi di qualche centinaio di metri da Piazza Cavour per ripiombare in situazioni pericolose. Eppure questa è una via centrale – conclude la signora – ma ad oggi non si guarda in faccia a nessuno. Se si vuole commettere un crimine lo si fa anche in pieno centro e con la luce del sole”.

A tuonare sulla vicenda anche l’ex consigliere comunale Giuseppe Mainiero, oggi alla guida della civica Resto a Foggia. “Ciò che è accaduto qualche sera fa nel centro della città pare sia passato sotto silenzio – ha fatto riflettere – o almeno mi sembra, per le modalità con cui è avvenuta la brutale aggressione che ha colpito un imprenditore, che sia mancata e continui a mancare un'attenzione speciale nei confronti di un'emergenza che sta mostrando tutta la sua brutale pericolosità. È solo l'ultimo episodio in termini cronologici. Ormai Foggia in determinate zone ed ore è terra di nessuno. Ostaggio di vere e proprie bande criminali. Il fatto che un cittadino possa essere tranquillamente pestato e rapinato nel centro di Foggia alle 21, invece, dovrebbe consegnare a tutti – innanzitutto a chi ha responsabilità politiche di primo piano – l'urgenza di affrontare il tema del presidio e del controllo del territorio con maggiore serietà. Sia chiaro: l'attività svolta dagli agenti delle forze dell'ordine è encomiabile e straordinaria. Come lo è quella di tutti gli organi dello Stato chiamati a lavorare nel campo delicatissimo della sicurezza. Ma il modello va ripensato in termini di efficacia. È evidente che occorre una ridefinizione delle strategie e delle modalità stesse con cui si controlla la città. Ed entrambe non possono non essere, soprattutto nella terra della Quarta mafia, una priorità della politica e, nello specifico, del Governo e del Ministero dell'Interno. Il ministro Matteo Piantedosi sarebbe pregato di dare un segnale”.

“Cavalli impazziti”, così come ribattezzati da alcuni passanti di via della Rocca “che non guardano in faccia a nessuno e ostentano una rabbia spiccata. Credono di non dover mai dare giustificazioni”. Un commento che invita a riflettere. Di fatto, nonostante la decapitazione dei vertici delle batterie mafiose locali, sembra pavoneggiarsi a Foggia una microcriminalità giovanile sempre più violenta e feroce che agisce anche alla luce del giorno e che non sembra aver paura delle forze di polizia.

Intanto dall’imprenditore nessun commento sulla situazione. L’unico è quello rilasciato sulla propria pagina Fb. “Nonostante tutto resto sempre della stessa idea – ha scritto Tarquinio - Foggia non è solo quello che si legge negli ultimi tempi, la nostra amata Foggia può tornare ad essere quello che era. Dobbiamo solo volerlo noi foggiani”.

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