Cagnano, avvelenati i cani del rifugio con cibo misto a metaldeide. Corsa contro il tempo dei volontari per metterli in salvo

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Vaschette riempite di pasta mista ad un ingente quantitativo di metaldeide, un potente pesticida che viene utilizzato come lumachicida. Così sono stati avvelenati i cani che trovano rifugio in un’area destinata dal Comune ad accogliere i randagi già sottoposti a sterilizzazione. L’area in questione non è provvista di recinzione chiusa e i cani hanno agio di potersi spostare liberamente.

Del gruppo di animali avvelenati due risultano al momento dispersi, due sono in prognosi riservata ed i restanti risultano essere in condizioni meno gravi, al momento tutti sono sotto le cure dei volontari che sono soliti accudirli. Questa mattina, recatisi in zona per portare la razione di cibo giornaliera, si sono trovati dinanzi al terribile scenario dei cani agonizzanti ed hanno immediatamente allertato i carabinieri, che sono prontamente intervenuti per effettuare i rilievi del caso.

“Purtroppo il Comune di Cagnano non ha alcuna convenzione con i veterinari per le cure, cosa che invece rappresenta un obbligo di legge, non c’è un canile sanitario e neanche un’area di degenza – raccontano i volontari –. Tramite le indicazioni forniteci da un veterinario di fiducia da noi contattato siamo riusciti a reperire con grande difficoltà i farmaci che ci sono stati indicati, acquistati da noi. Li stiamo curando a terra, dove peraltro sono ancora sparsi tutti i resti del cibo avvelenato, molti cani hanno contaminato l’intera zona con il vomito. L’area avrebbe dovuto essere tempestivamente bonificata, cosa che non è al momento avvenuta, qualsiasi animale di passaggio potrebbe ingerire il veleno che contamina ancora tutto il terreno circostante. Abbiamo infatti trovato anche due corvi morti che presumibilmente hanno ingerito cibo avvelenato”. Soltanto domani mattina interverranno gli operatori della Asl per l’identificazione delle carcasse, come assicurato oggi dai Carabinieri. I sospetti del crudele gesto ricadono sugli allevatori della zona che negli ultimi tempi avevano lamentato a più riprese episodi di predazione a danno delle greggi da parte di alcuni cani.

“E’ vero ed hanno ragione, ma non sono stati i cani del nostro rifugio – fanno sapere i volontari –. Abbiamo visionato alcune foto fatte da loro e certamente sono altri cani. I nostri sono accuditi e sfamati, è improbabile che si spingano a cacciare altri animali”. La speranza dei volontari è che gli esemplari sotto cura possano riprendersi al più presto, nonostante le atroci sofferenze che stanno patendo, “resteranno purtroppo sul territorio, non abbiamo un’area dove ricoverarli per il tempo della convalescenza” avvertono i volontari. C’è da capire che se il terribile episodio di oggi potrà spingere il Sindaco di Cagnano a mettersi in regola con la firma di una convenzione che possa garantire cure sicure ai cani del rifugio – che non è propriamente un rifugio – e che come detto, sono stati tutti sterilizzati.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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