Documentario sulla mafia su Rai 1, Cera: I fratelli Luciani vero esempio di uomini del Gargano

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Ha alzato un polverone di polemiche la puntata di ieri sera della trasmissione di Rai 1 "Cose Nostre" incentrata sulla faida della mafia garganica e sull'uccisione dei contadini Luigi e Aurelio Luciani, vittime innocenti di un regolamento di conti, avvenuta il 9 agosto del 2017. Critiche sono piovute da alcuni operatori turistici, per i quali la trasmissione è stata una cattiva pubblicità  in relazione anche al particolare momento che il settore sta vivendo a causa dell'emergenza sanitaria globale. -Il commento di Rossella Falcone, vicesindaca di Vieste Sull'argomento è intervenuta anche la vicesindaca e assessora al Turismo del Comune di Vieste Rossella Falcone: "In questi quattro anni ci siamo impegnati per riuscire a promuovere il nostro territorio per le sue immense bellezze, con il fermo proposito di affrancarlo dalla macchia degli omicidi di mafia", ha scritto su Facebook.
"Abbiamo lavorato instancabilmente per infondere la cultura della legalità  e far in modo che la 'polvere non fosse nascosta sotto il tappeto'. Ritengo che in questo frangente, così complesso per la nostra economia turistica, era doveroso pensare a quale fosse il giusto momento per mandare in onda in prima serata, su Rai Uno, un documentario sulla mafia garganica che associa a Vieste dei tristissimi episodi di qualche anno fa, per giunta non direttamente collegati alla nostra cittadina".
"àˆ importantissimo dare una grande attenzione a tutti gli episodi di mafia del nostro territorio ma, al contempo, è fondamentale saper scegliere il momento opportuno", ha concluso. -Le dichiarazioni del sindaco di Monte Sant'Angelo "Del servizio di ieri sera andato in onda su Rai 1 e di tutte le considerazioni postume, le cose che mi hanno colpito di più sono state le parole del Procuratore Giuseppe Volpe e la forza delle vedove Luciani. Nei mesi scorsi si è parlato della morte dei fratelli Luciani come se si trattasse di una fatalità , di un tragico scherzo del destino che ha visto i fratelli nel posto sbagliato al momento sbagliato. E invece, come ha sottolineato il dott. Volpe, Aurelio e Luigi erano nel posto giusto e nel momento giusto. Perchè loro erano lì a lavorare la propria terra per portare 'il pane' a casa, dalle loro famiglie. Chi non doveva stare lì era il commando che ha sparato. Chi non doveva stare lì erano quelle persone che rappresentavano il reale obiettivo dei killer", è questo il commento del sindaco di Monte Sant'Angelo Pierpaolo d'Arienzo all'indomani del documentario di "Cose Nostre".
"E questo ci riporta ad una considerazione importante. Il problema della nostra terra non sono i giornalisti, i magistrati o i giudici che cominciano a raccontare o a scrivere, che continuano a indagare o a sentenziare sulla quarta mafia d'Italia. Il problema del nostro territorio è la mafia, una criminalità  organizzata che opprime le nostre comunità , che arruola i nostri ragazzi, che uccide i nostri figli con la droga, che arma le batterie di fuoco, che soffoca le iniziative d'impresa facendole abortire prima ancora di partire. Che fa 'parlar male' del nostro meraviglioso Gargano, sconfortando interi settori produttivi che vivono di turismo".
"E allora l'esempio che dobbiamo seguire è quello delle vedove Luciani, che stanno lottando per la memoria dei loro mariti, per il futuro dei loro orfani e, in fondo, per il futuro della nostra terra. Senza paura, senza piegarsi, a testa alta. Non scriverò alla Rai, non scriverò post di condanna. Quello che farò, come amministratore e come cittadino di Monte Sant'Angelo e del Gargano, è lavorare ancora di più affinchè sia chiaro a tutti che questa terra è la mia e non c'è posto più bello dove vivere e far vivere i miei figli, i miei cari. E per essa sono disposto a lottare con le unghie e con i denti, come stanno facendo Arcangela e Marianna, le giovani vedove dei fratelli Luciani vittime innocenti di mafia, assieme ai loro splendidi figli". -Le considerazioni del consigliere regionale Napoleone Cera "Il Gargano è una terra tanto bella quanto difficile, ma non possiamo dimenticarci che è fatta di tanta gente perbene e con luoghi da fare impazzire il mondo. La mafia non ha ucciso solo i miei concittadini i fratelli Luciani ma ha lasciato una profonda ferita e una rabbia immensa. Dal loro esempio vogliamo far emergere tutta la bellezza della nostra terra, fatta di sole, di fatica e di sudore della fronte". Lo ha dichiarato il consigliere regionale Napoleone Cera.
"I fratelli Luciani rappresentano in pieno il carattere dell'uomo garganico, tutto dedito al lavoro - spesso molto duro come lo era il loro - e alla famiglia, in un contesto in cui la criminalità  organizzata è presente e operante. Della trasmissione di ieri "Cose Nostre", mandata in onda su Rai1, devo però evidenziare che poca importanza si è data all'imponente risposta dello Stato dopo l'omicidio di Luigi e Aurelio che ha portato a numerosi arresti e all'apertura di importanti processi contro questa mafia poco conosciuta, facendo passare l'idea di un Gargano poco sicuro e in mano a bande crimi-nali, in un momento fortemente critico per il turismo e il suo comparto".

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testatina dillo al direttore WEB

 

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