Cosa lega un imperatore del Medioevo ai ragazzi che oggi sognano il proprio futuro? Molto più di quanto dicano i manuali scolastici. Nella mattinata di ieri, l’ITET “Notarangelo Rosati – Giannone Masi” di Via Napoli 101 ha aperto le porte a un’esperienza capace di trasformare la storia in un racconto vivo e pulsante.
Su iniziativa della professoressa Lucia Palmieri, insieme allo storico Carmine De Leo, presidente dell’associazione “Amici del Museo Civico di Foggia”, e in collaborazione con la biblioteca “La Magna Capitana”, gli studenti sono partiti per un viaggio alla scoperta di Federico II di Svevia, l’uomo che scelse Foggia come sua sede imperiale prediletta.
Non è stata una lezione polverosa. Attraverso il racconto appassionato di De Leo, gli alunni hanno avuto l’opportunità di “toccare con mano” il passato. Lo storico ha guidato i ragazzi lungo la vita dello Stupor Mundi utilizzando documenti d’archivio, immagini rare e aneddoti inediti che hanno svelato il lato più umano e visionario del sovrano. Dalla sua passione per la caccia e la scienza, fino ai retroscena dei suoi palazzi foggiani, la figura di Federico II è uscita dai libri di testo per diventare una presenza reale.
“È una soddisfazione parlare con dei ragazzi perché noi dobbiamo, in qualche modo, passare il testimone delle nostre conoscenze, delle nostre scoperte alle future generazioni. Federico II per Foggia può essere un brand, che fino ad oggi non è stato molto sfruttato”, ha affermato lo storico De Leo.
“È un’importantissima occasione per l’educazione e l’istruzione, ma soprattutto per la conoscenza della nostra città e delle sue origini”, ha aggiunto Christian Catalano, studente del Notarangelo Rosati.
Giovedì su l’Attacco il racconto della mattinata.
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