Chieuti, le campane di don Antonio suonano a festa per i nuovi nati. Quest’anno lo hanno fatto 2 volte

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Nell’era digitale, degli smartphone e del rumoroso traffico delle città, quasi più nessuno percepisce il suono delle campane delle chiese. Ma nelle piccole comunità, le campane si ascoltano e, le persone più anziane, sanno anche dargli il giusto significato. Perché, alla fine, le campane non suonano “a caso”. Così accade che a Chieuti, la “Porta di Puglia”, don Antonio Di Domenico, parroco della chiesa di san Giorgio martire, per annunciare alla comunità una nuova nascita, suona le campane “a festa”. Una pagina di comunità - magari in uso anche in altre realtà di Capitanata, come a Celle di San Vito – che trasmette gioia e dà il benvenuto alla nuova vita, rispetto a quando, purtroppo, le campane suonano “a morto” e indicano una vita che non c’è più. Il tutto è iniziato a gennaio e don Antonio lo racconta a l’Attacco: “Ero con i miei collaboratori del Consiglio pastorale e, sapendoci piccola comunità, spesso, purtroppo, le campane vengono suonate ‘a morto’ per i funerali. Così ci siamo detti, che sarebbe stato opportuno annunciare anche la vita e suonare e campane ‘a festa’, per ogni nascita. Da gennaio è iniziata quest’usanza, che ha riscosso condivisione ed entusiasmo in tutta la comunità. Chieuti conta circa 1500 abitanti con un’età media alta, ma da gennaio le abbiamo suonate già due volte: per Dafne Dambra e per Aliev Alihan Dzhevdzhetov”. 

Chiaramente, Chieuti ha solo la parrocchia di san Giorgio martire, con don Antonio Di Domenico, 42 anni, di Torremaggiore: sacerdote dal 2008, è stata per 10 anni Segretario dei vescovi della diocesi di San Severo, da novembre 2019 al 6 gennaio 2021, Amministratore della chiesa di san Giorgio, per poi diventarne parroco alla stessa data. 

“Sono in una comunità vivace ed a discapito del fatto che può sembrare piccola, ci sono tante attività da seguire. La parrocchia resta il punto di riferimento con tanti ragazzi che collaborano, anche se c’è molta emigrazione giovanile per motivi di studio o di lavoro – ha continuato don Antonio -. In questi tre anni, il bilancio tra nati e morti è tragico. Tendenzialmente ci sono 30 funerali l’anno e 5 nascite. Ma quest’anno, oltre ai primi due bimbi, sappiamo che ci sono 5 mamme in dolce attesa che consentiranno di suonare le campane”. 

Un inverno demografico che riguarda l’Italia ma che al Sud resta un triste fenomeno. “Un’inverno demografico che a Chieuti s’innesta anche nella geografia del territorio, essendo un paese di confine e dove l’economia prevalentemente agricola, ancora non riesce ad attrarre insediamenti d’industrie conserviere e di trasformazione, anche dei prodotti ittici, considerando la sua Marina. Un’agricoltura che ha ancora modi genuini ma antichi, che non consente lo sviluppo del territorio. Ho detto ciò perché, le 5 mamme in attesa che partoriranno nel 2024, hanno già figli e c’è anche chi è tornato a vivere, aprendo un tabacchino”. 

Sul dato del numero di abitanti, però, don Antonio Di Domenico, fa una giusta osservazione: “Guardando i registri della parrocchia dal 1800, posso dire che, mediamente, il numero di abitanti è rimasto sempre quello. Quindi, il bilancio è in equilibrio”.

Il significato del suono delle campane è delineato nel nr. 1455 del Benedizionale: “Risale all’antichità l’uso di ricorrere a segni o a suoni particolari per convocare il popolo cristiano alla celebrazione liturgica comunitaria, per informarlo sugli avvenimenti più importanti della comunità locale, per richiamare nel corso della giornata a momenti di preghiera, specialmente al triplice saluto alla Vergine Maria. La voce delle campane esprime dunque in certo qual modo i sentimenti del popolo di Dio quando esulta e quando piange, quando rende grazie o eleva suppliche, e quando, riunendosi nello stesso luogo, manifesta il mistero della sua unità in Cristo Signore”. 

Don Antonio Di Domenico, così conclude: “Quando nasce un bimbo o una bimba, le 4 campane suonato a festa, come nei giorni tipici della Domenica e delle festività di precetto. Infine, abbiamo comunicato tramite i social, l’iniziativa, per avvertire la popolazione”. 

Il suono delle campane ha sempre scandito il ritmo delle giornate delle comunità: il battito delle ore e mezz’ore; l’Ave Maria a mezzogiorno; al Vespro per indicare che la fine della giornata era vicina. Poi c’erano altre occasioni: per chiamare i fedeli alla Messa e quando suonavano “a morto”, annunciando la scomparsa di una persona. 

“Si tratta di una bella iniziativa e da gennaio le campane hanno suonato a festa due volte, portando la gioia nei 1496 abitanti – ha detto a l’Attacco, il Sindaco di Chieuti, Diego Iacono -. Purtroppo negli ultimi 6 giorni le abbiamo sentite suonare a morto per 6 funerali e, speriamo, sia solo una coincidenza. Stiamo mettendo in atto delle politiche economiche e speriamo di crescere anche come comunità”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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