Venerdì mattina, a Palazzo Filiasi, presso l'Archivio di Stato di Foggia, in Piazza XX Settembre, si è tenuto il convegno dal titolo "A 250 anni dalla morte di Luigi Vanvitelli - Le nuove scoperte dell'Archivio di Stato di Foggia sulla Reggia di Caserta", che ha chiuso il programma delle Celebrazioni Vanvitelliane per l’anniversario della scomparsa dell’architetto e pittore. La manifestazione si è aperta con i saluti del direttore, Massimo Mastroiorio, e delle autorità. Poi, c'è stata la presentazione delle sculture di Francesco Granito, seguita da una discussione con i curatori Alfredo De Biase, Gigliola Fania e Adele Fiadino.
Dopodiché, i presenti hanno avuto modo di ascoltare la relazione dal titolo "Luigi Vanvitelli e le Pietre della Reggia - Tra arte, tecnica e tradizione", a cura di Domenico Potenza e Adele Fiadino. Infine, Massimo Mastroiorio e Alfredo De Biase hanno chiuso i lavori con i dovuti ringraziamenti.
Ai microfoni del quotidiano l'Attacco, è intervenuto lo stesso De Biase. “Quello di oggi è un incontro di livello nazionale”, ha spiegato. “Abbiamo steso un protocollo d'intesa con la Reggia di Caserta e con il Comune di Apricena”, ha aggiunto. “Si tratta della giornata conclusiva delle celebrazioni dedicate alla figura di Luigi Vanvitelli. Per cui, abbiamo pensato bene di esporre dei lavori di Francesco Granito che, in contemporanea, sta esponendo alla Reggia di Caserta, proprio nell'ambito di queste celebrazioni”, ha continuato. “Siamo riusciti a mettere in piedi questa bella esposizione, che per Foggia non è una cosa da poco. Ieri, infatti, la stessa esposizione è stata fatta presso la Reggia di Caserta, in presenza del Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, e del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”, ha ricordato.
“Inoltre, siamo riusciti ad avere in collegamento diretto l’architetto Tiziana Maffei, che è la direttrice della Reggia di Caserta”, ha concluso De Biase.
“Omaggiare Luigi Vanvitelli, in occasione dei 250 anni della sua morte, è doveroso”, ha affermato Tiziana Maffei. “Il programma annuale delle celebrazioni ha sostenuto tre linee di azione: conoscenza, divulgazione e cura condivisa della sua eredità”, ha spiegato la direttrice. “Con l’apertura delle nuove sale, abbiamo consentito al grande pubblico del museo d’intraprendere il viaggio di emozione della Reggia, avendo gli strumenti per comprendere meglio l’artefice della sua realizzazione, e vivere con maggiore consapevolezza le suggestioni del più grande lascito del maestro”, ha sottolineato.
“Il percorso museale si è snodato lungo quattro sale. Nella prima, La chiamata del Re, Luigi Vanvitelli si presenta e accoglie il visitatore. La scultura dell’architetto, modello preparatorio di quella posta nella omonima piazza del centro di Caserta, apre l’esposizione, mentre alla sua destra, su un player multimediale, si materializzano i suoi ricordi: dalla formazione, alle committenze, passando per le sue vicende biografiche”, hanno raccontato i relatori.
“Nella sala 2, La Dichiarazione dei Disegni, la narrazione museale prosegue con il progetto della Reggia di Caserta: dalla presentazione dei disegni alla posa della prima pietra. Un allestimento riconducibile a quello con cui il maestro mostrò il suo piano originario per la Reggia di Caserta ai sovrani nel 1751. Sono state qui esposte le prime tavole e disponibili approfondimenti su un supporto tattile: dalla rielaborazione del progetto nella Dichiarazione dei Disegni del 1756, ad alcuni passi delle lettere, alle celebrazioni della posa della prima pietra”, hanno continuato.
“Nella terza sala prende vita il cantiere vanvitelliano. Restituendo al visitatore le espressioni dell’architetto sulla scelta delle maestranze, dei macchinari e delle materie prime, sull’intenzione di rendere la Reggia il centro di un nuovo piano regolatore per la città, sulle invenzioni realizzate, si dà la possibilità di vivere l’esperienza brulicante e il fermento della sua opera. Il racconto sulla grande parete interattiva è accompagnato anche qui da opere appartenenti al patrimonio museale”, hanno concluso.
“Nell’ultima stanza, L’eredità del Maestro Luigi Vanvitelli: la Reggia di Caserta, in uno spazio interamente video-proiettato, il visitatore ha potuto assistere alla nascita del complesso architettonico costituito da piazza, palazzo, parco e acquedotto. Nel grande schermo, l’evoluzione costruttiva dell’opera è stata raccontata attraverso la successione degli elementi chiave che caratterizzano il complesso vanvitelliano”.
Venerdì scorso, infine, è stata inaugurata la mostra Visioni, nei nuovi spazi della Gran Galleria della Reggia di Caserta. In esposizione, le fotografie della serie Attraversamenti di Luciano D’Inverno, e gli scatti Genius et Loci – La drammaturgia dello sguardo di Luciano Romano. Il progetto, tra i vincitori della seconda edizione di Strategia Fotografia, è parte dello stesso programma di attività di valorizzazione del 250esimo anniversario dalla morte di Luigi Vanvitelli, le Celebrazioni Vanvitelliane.
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