Se fosse uno dei libri che sono in vendita nell’attività che ha rilevato da poco, Barbara Prencipe potrebbe essere una romantica storia di una sognatrice con i piedi saldi a terra. Così tanto che il suo sogno lo vive e lo realizza quotidianamente, nella pratica dal lunedì al sabato, aprendo l’ingresso del Mondadori Bookstore su corso Manfredi di cui ha recentemente rilevato la gestione. Lo apre per respirare l’odore delle pagine dei libri, nello stesso luogo fisico che aveva conosciuto dall’estate scorsa quando iniziò a lavorarci come commessa. Barbara ha 32 anni e studia Giurisprudenza a Bari “anche se per mie vicissitudini personali ho dovuto allungare nel tempo il mio percorso di studi”, quasi si schermisce. “Qui ho inaugurato l’1 marzo scorso, ma in realtà ci lavoravo da maggio 2023. Venni a conoscenza che l’attività era stata messa in vendita dal precedente titolare, una persona calabrese che non aveva modo di venire spesso qui a Manfredonia – racconta a l’Attacco -. La mia passione per la lettura, unita alla necessità di crearmi un futuro, mi hanno portato a provarci”. Il tentativo non era semplice, dal momento che “ho avanzato richiesta alla Mondadori, consapevole che sono molto esigenti e sarebbe stato molto difficile che venisse accettata. Però ci volevo comunque provare, e ci sono riuscita”. Barbara vive con sua madre e scelse di “mettere da parte quello che guadagnavo qui come commessa, così da poter fare un investimento. Ovviamente ha rappresentato solo una parte della spesa necessaria – chiarisce -, che ho potuto fare grazie ad un finanziamento bancario, anche se ci stavamo dietro da dicembre scorso”. Nemmeno questa amara considerazione riesce però a turbare il suo atteggiamento sereno e accogliente.
“Amo leggere qualsiasi genere – premette -. Ma quando ho preso la libreria l’ho fatto per dare il mio contributo al mondo giovanile” perché, da giovane quale lei per prima è, “mi rendo conto che a Manfredonia ci sono pochi luoghi dove trascorrere un po' del proprio tempo. Al di là del guadagno commerciale, vorrei invece che questa attività diventasse una sorta di punto di riferimento quando qualcuno vuole organizzare un evento culturale. Qui può farlo. Mi piacerebbe, infatti, ospitare autori locali o anche associazioni e, proprio in questa direzione, ho iniziato a confrontarmi con DauniaTuR”.
“Chi legge, lo fa in proprio ma poi non può esprimere o condividere emozioni con nessuno”, prosegue. Da qui, è nata l’idea del Club del libro che, nel giro di alcune settimane, dovrebbe cominciare a riunirsi proprio da Barbara.
“Cercherò di riorganizzare gli spazi, dal momento che siamo già circa una cinquantina di ragazzi”. Dice davvero “una cinquantina” di ragazzi e anticipa che “se verranno tutti, penso che dovremo fare più turni visto che non c’entrerebbero”. Rispondendo di suo a eventuali dubbi, aggiunge che “dicono che i ragazzi non leggono, invece non è vero. Vivo con i giovani e di giovani adesso, e sono molti quelli che leggono”.
Mentre parla, nella sua libreria ce ne sono tre su cinque avventori. È molto evidente la passione che la anima nel desiderio di “integrare i giovani in un contesto sociale più culturale”. Non senza emozione, spiega che un amico si tolse la vita “perché si era sentito abbandonato, a livello sociale. Mi sono interrogata su quali fossero le occasioni sociali a Manfredonia, senza nulla da eccepire su bar e simili che anche io frequento. Così mi sono detta che volevo rappresentare un’alternativa, nella scelta di cosa fare e dove andare”.
Il suo è stato “un atto di coraggio - riconosce lei stessa – quando ho deciso di restare a Manfredonia e aprire questa libreria, nonostante il più volte richiamato ‘inverno demografico’ che sta interessando la Capitanata. Forse questa tendenza è dovuta anche alla mancanza di opportunità professionali per i giovani, perciò magari potrei essere anche io a concorrere alla creazione di opportunità, nel mio piccolo”.
Aveva provato in prima persona cosa vuol dire andare a vivere lontano da casa, laddove la parola “casa” per lei non è tanto il proprio domicilio quanto piuttosto la città di Manfredonia. “Avevo anche trovato lavoro fuori ma non potrei fare a meno del suo mare e anche della gente che ci vive. Mi sono detta che avrei dovuto reinventarmi a casa mia”.
Barbara è convinta che “quando si viene in libreria, non si entra per acquistare necessariamente. Anche già solo sentire l’odore delle pagine dei libri, l’entrare nel mondo letterario, è piacevole e appagante di suo”.
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