E’ L’Aquila la Capitale Italiana della Cultura 2026. Lo ha annunciato qualche minuto fa il ministro Gennaro Sangiuliano, durante la cerimonia di proclamazione celebrata direttamente al ministero. Ha prevalso una candidatura che presentava un dossier dal titolo “Città Multiverso”, ritenuto il migliore tra quelli presentati.
Sono stati autori di un’audizione di grande sostanza e sicurezza, poggiata su un percorso avviato da almeno cinque anni con storie da raccontare ed eventi consolidati in un centro storico di grande valenza.
L’epicentro delle attività sarebbe il ripristino del Museo nazionale d’Abruzzo, con due mostre su Raffaello e l’area archeologica Alba Fucens. Hanno eletto simbolo il Mammut che è riuscito a rimanere al suo posto anche durante la tragica scossa di terremoto del 2009. Vogliono mettere insieme la loro area interna ma anche dialogare con soggetti internazionali, andando oltre la ricostruzione fisica. Hanno un budget di tutto rispetto e hanno già speso 25 milioni negli ultimi 15 anni. Ospitano 10 mila studenti di quattro istituzioni formative e avevano già dichiarato di voler rifiutare, per bocca del Sindaco Pierluigi Biondi, “risarcimenti e commiserazione per quanto accaduto”, mostrando grande fiducia nei propri mezzi. Hanno avuto come testimonial Giorgio Pasotti, Leonardo De Amicis e Simone Cristicchi.
Delusione naturalmente per Lucera che sarà comunque Capitale pugliese nel 2025, dopo essere stata finalista in questa edizione e aver concorso con Agnone, Alba, Gaeta, L’Aquila, Latina, Maratea, Rimini, Treviso e Unione dei Comuni della Valdichiana senese.
Maggiori approfondimenti nel giornale in edicola domani.
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