Il gabbiotto, lo spauracchio è diventato realtà: la sua bruttezza estetica copre la visuale Castello di Lucera

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Lo spauracchio agitato da oltre un anno da diverse associazioni locali, assieme a singoli cittadini che temevano una irrimediabile contaminazione di uno dei migliori borderline paesaggistici della Puglia, si è materializzato effettivamente due giorni fa, con l’inizio dei lavori di installazione del cosiddetto “gabbiotto” davanti alla porta principale della fortezza svevo-angioina di Lucera. Si tratta di una manufatto di metallo e vetro che dovrebbe essere come punto di primo approccio per i visitatori del sito medievale, quindi sostanzialmente come centro informazioni e biglietteria, conseguenza di un finanziamento di circa 250 mila euro erogati dal Gal Meridaunia, su un progetto dell’architetto Stefano Serpenti. La sua collocazione era stata già sospesa l’anno scorso, con l’obiettivo (vanificato) di far arrivare a un ripensamento non solo da parte del Comune stesso, ma anche della Soprintendenza che evidentemente non ha avuto nulla da dire su un’operazione che già gridava vendetta sui rendering grafici diffusi preventivamente, ancora di più oggi quando la cittadinanza si è resa conto che la struttura non ha peraltro alcun elemento stilistico che possa integrarsi con il contesto. Insomma, un disastro su tutta la linea che ora porta al risultato di un oscuramento di uno scorcio di grande valore anche fotografico, perché il gabbiotto ora impedisce di collegare visivamente la due estremità di quel tratto di mura, delimitato da altrettanti costruzioni circolari, come la famosissima Torre della Leonessa.

L’assessore ai Lavori Pubblici, Daniela Pagliara, qualche settimana fa aveva messo le mani avanti, promettendo che si sarebbe trattato di una collocazione provvisoria, da eseguire solo perché c’era il rischio di perdere il finanziamento ottenuto dal Gruppo di Azione Locale, ma sono in pochi a credere che poi verrà rivista una posizione che in questo momento rischia più che altro di rappresentare il simbolo negativo di valenza storica dell’annata in corso, in cui la città ha assunto lo status di Capitale regionale della cultura. 

Nel frattempo, il sindaco Giuseppe Pitta si è affrettato a ripetere quello che aveva già detto nelle scorse settimane, non convincendo affatto i contrari a un’iniziativa in cui un ruolo lo ha avuto anche la Soprintendenza che non ha preso una posizione netta a chiara a difesa del contesto medievale, oggi deturpato oggettivamente, scartando per il momento anche l’ipotesi alternativa di ripiegare sulle vicinanze di Porta di Castelfiorentino, ai piedi del Palatium federiciano per il quale sono attesi lavori di riqualificazione finanziati da tre anni dal Cis Capitanata (con il governo di Giuseppe Conte) ma non ancora materialmente iniziati.

Non a caso, ora, più di qualcuno sta cominciando a mettere in dubbio le attività e l’efficacia della stessa Soprintendenza, dalla quale ci si aspetta ancora un intervento risoluto anche in relazione alla vegetazione dilagante su buona parte delle mura, impossibile da non vedere a chiunque arrivi sul posto e ovviamente dannosa per la tenuta delle strutture.

Sono bastate poche ore dalla diffusione delle prime foto del cantiere per scatenare una sollevazione mediatica via social, talmente dilagante che il Sindaco Giuseppe Pitta ha cercato di mettere una pezza, comunque dopo aver ricominciato a tenere il solito atteggiamento vittimistico, agitando i fantasmi dei “nemici della città”, peraltro lui stesso subendo un dossier che arriva dal suo predecessore Antonio Tutolo. 

“Sul dubbio gusto della scelta sulla allocazione siamo tutti d’accordo – ha scritto Pitta su Facebook – ma debbo ricordare che il finanziamento fu preso quando le casse comunali non brillavano e di questo dobbiamo dare atto e merito alla precedente amministrazione che benissimo ha fatto a lavorare per reperirlo. Rispetto alla allocazione, la stessa è stata individuata con parere della Soprintendenza con la quale ho fatto numerosi incontri atti a cambiare la posizione del manufatto, attendendo sino all’ultimo giorno nella speranza di riuscire a collocarlo altrove, ma siamo giunti al punto di non ritorno. È arrivata la scadenza dei termini e da questo l’obbligo per il Comune di terminare la procedura, pena la restituzione dell’intera somma con gravi responsabilità di natura contabile. Sarebbe semplice addossare la colpa al passato e ad altri, ma questo non mi appartiene, lo lascio fare ad altri. Il manufatto regolarmente ultimato dalla ditta verrà apposto come da progetto ed il Comune non subirà alcun danno economico, in corso ci sono tavoli e trattative con Soprintendenza e Regione per effettuare i saggi sull’altro costone e procedere con il trasferimento del punto informazioni (amovibile) presso l’altro ingresso”.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet