Moschea e sicurezza, il Comitato: “No a narrazioni sull’islamizzazione”. E Sasso rischia una denuncia...

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E’ programmata per oggi in Piazza Umberto Giordano la manifestazione di “Futuro Nazionale” per ribadire il proprio netto “no” alla costruzione di una moschea in città. L’iniziativa, annunciata dal deputato Rossano Sasso e rilanciata sul territorio dal referente costituente locale Massimo Russo, punta a coinvolgere cittadini e istituzioni su un tema ritenuto cruciale per il futuro del capoluogo dauno. Sulle colonne di questo quotidiano, Sasso aveva usato toni forti per esprimere la contrarietà al progetto, dichiarando “ci opponiamo all’idea della costruzione di una grande moschea a Foggia, perché la città è già piena di immigrati irregolari che infestano con attività criminose intere zone come il quartiere Ferrovia”. Parole che non sono passate inosservate e che Nazario Tricarico, attivista civico di San Severo, vuole fare oggetto di denuncia: “Sto valutando con un legale le dichiarazioni pubbliche di alcuni esponenti di Futuro Nazionale di Foggia contrarie alla realizzazione della moschea nella città capoluogo, per valutare se procedere a una formale denuncia. Accostare la costruzione di un luogo di culto al terrorismo, o descrivere persone come ‘immigrati che infestano’ è un chiaro segno di ignoranza e barbarie che pare configurare un possibile incitamento all'odio razziale”.

Inoltre Tricarico giudica selettivo e ipocrita ogni richiamo alla civiltà cristiana: “Il cristianesimo ha costruito chiese in ogni angolo del mondo, senza esitazioni e senza porsi il problema dell’impatto culturale sui territori ospitanti. In Africa, in paesi a maggioranza musulmana, nel cuore di villaggi con tradizioni animiste millenarie, sono stati edificati luoghi di culto cristiani spesso completamente estranei al contesto locale, senza che nessuno gridasse all’’invasione’” fa notare ricordando l’episodio emblematico di una chiesa costruita in un villaggio del popolo Dittamari, nel territorio dell’attuale Benin, “un edificio in cemento, fuori scala e fuori contesto, al centro del quale spiccava un’imponente e discutibile rappresentazione di San Severo Vescovo”.

Per Tricarico inoltre prese di posizione come questa, riconducibili a figure come Roberto Vannacci e ai suoi sostenitori, appaiano orientate più alla ricerca del consenso che a un confronto serio e responsabile. Si tratta di dichiarazioni che, per contenuti e toni, rischiano di alimentare divisioni e tensioni sociali. 

“Invito la Magistratura di Foggia ad attivarsi - afferma in conclusione - . Ora il referendum è finito, cerchiamo di dare un senso autentico, vero, alla parola Giustizia. La mia, tengo a precisarlo, è una iniziativa personale. Non sono iscritto a nessun partito e non me ne frega niente degli aspetti politici della vicenda: sono solo schifato da queste dichiarazioni becere. La mia totale solidarietà alla comunità mussulmana della Provincia di Foggia”. 

A sentire il bisogno di fornire chiarimenti è stato soprattutto il Comitato Multinazionale per la Moschea di Foggia, composto da rappresentanti di 32 nazionalità: “L’iniziativa nasce da un percorso autonomo, trasparente e pienamente conforme alla normativa italiana, con l’obiettivo di realizzare una Moschea pubblica adeguata e idonea, in linea con le otto moschee pubbliche già presenti nel Paese. A tal fine, il Comitato presenterà al Comune una proposta formale per ottenere un terreno edificabile o un immobile idoneo, così da avviare l’iter previsto dal Ministero dell’Interno”, si afferma in una nota.

Si precisa inoltre che una volta ottenuta l’autorizzazione ministeriale, sarà avviata la fase di raccolta fondi, coinvolgendo principalmente la comunità islamica residente nei Paesi europei, in coordinamento con le ambasciate italiane. Per sgomberare il campo da dubbi, il Comitato attesta che “l’intero percorso rimane improntato alla massima trasparenza e alla leale cooperazione con le istituzioni, nella consapevolezza del valore sociale e culturale del progetto”, ricordando che sono stati avviati incontri istituzionali con il Vescovo Ferretti, e con il Prefetto Grieco e che parallelamente si sono svolti confronti con assessori e consiglieri comunali, ai quali è stato richiesto sostegno morale e istituzionale. 

Nell’evidenziare l’importanza del dialogo interreligioso, i promotori del progetto di costruzione della moschea aggiungono: “Non esistono motivi per alimentare timori o narrazioni legate a presunti processi di “islamizzazione” del territorio. Il Comitato non svolge attività missionarie e non ha mai invitato, né inviterà, alcuno alla conversione religiosa. Ogni attività è improntata al rispetto delle differenze culturali e religiose, nel pieno rispetto delle leggi dello Stato. Con senso di responsabilità, si invita la cittadinanza a prendere le distanze da ogni forma di islamofobia, fenomeno che rischia di generare pregiudizi, divisioni e incomprensioni, compromettendo il clima di convivenza civile”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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