Il “Sogno americano”, il famoso “American dream” esiste, come nel caso dell’ingegnere sanseverese Fortunato Orlando, che vive e lavora a New York con la Severud Associates. Per la famosa compagnia statunitense, Orlando ha firmato progetti edili di ogni tipo: dalle strutture carcerarie, agli ospedali, passando per palazzi e grattacieli, tra cui quello ancora in costruzione, di cui l’Attacco darà l’anteprima, è il: 270 Park Avenue, il nuovo quartiere general di JPMorgan Chase Bank, un gigante di 425 metri. “Sono nato a San Severo e vissuto a Serracapriola prima d’intraprendere il viaggio negli States – ha esordito a l’Attacco Fortunato Orlando -. Ho fatto tutte le scuole in Italia: dalla maturità scientifica al liceo di San Severo, fino alla laurea in Ingegneria Strutturale all’università ‘La Sapienza’ di Roma".
"Mio nonno (omonimo), mio padre e mio zio erano piccoli imprenditori edili ed hanno costruito palazzine ad uso abitativo a Serracapriola e nei paesi limitrofi. Sin da piccolo andavo in cantiere con mio padre e d’estate lavoravo con lui. Si può dire che son cresciuto sui cantieri - Orlando continua nei ricordi -. Papà mi portava sempre con lui quando andavo a San Severo dall’ingegnere Pompeo Iannantuoni, che ha progettato tutti i palazzi costruiti da mio padre".
"Nello studio, la mia attenzione veniva catturata dai sui disegni e da lì ho capito, malgrado la tenera età, quello che avrei volute fare. A San Severo andavamo molto spesso anche perché ‘zio Lello’, il M° Gabriele Orlando, fratello di papà, lo aiutava in faccende amministrative”.
In Italia torna spesso, soprattutto in estate, e s’intrattiene tra Serracapriola e San Severo. “È bello riabbracciare la propria famiglia anche se i miei genitori non ci sono più. A Serra sto bene ed a San Severo mi vedo con ‘zia Isetta’ e mia cugina Gabriella Orlando, docente al conservatorio ed affermata musicista, oltre ai tanti amici liceali”.
Dopo la laurea e il Servizio militare, Fortunato Orlando ha provato a lavorare presso uno studio tecnico a Termoli. Ma non era convinto: “Mi accorsi che non era per me e non soddisfaceva le ambizioni che da piccolo mi ero prefissato. Cercavo una svolta. Cosi dopo l’esame di Stato e l’abilitazione all’Albo degli Ingegneri decisi di avventurarmi e cercare il ‘Sogno americano, ‘l’American Dream’, iniziando da New York, perché come si dice ‘If you can make it there, you’ll make it anywhere’, cioè: ‘Se ce la fai qui a New York, puoi farlo ovunque".
"Tra l’altro, avevo un motivo in più – ha continuato Orlando-. Durante il periodo universitario, incontrai a Roma, una ragazza di New York con la quale c’eravamo prefissati di mettere su famiglia e restare in Italia. Ma le cose andarono diversamente. Andammo a New York, ci sposammo, ed avviai tutte le pratiche per il permesso di lavoro e la Carta Verde".
"Subito dopo aver ricevuto il permesso mi misi alla ricerca di un ‘posto’. Tra la fine 1995 e l’inizio 1996, gli Stati Uniti erano in recessione da diversi anni. Mandai più di 200 Curriculum Vitae, ma niente! Cosi iniziai a bussare ‘porta-a-porta’. Quasi ultima nella lista c’era la Severud Associates, la compagnia per cui ancora lavoro dopo 28 anni”.
Ed ecco che il sogno si materializza: “In questi anni alla Severud, una compagnia con circa 65 ingegneri con base a New York City, ho realizzato un po’ di tutto. Il primo progetto è stata una prigione, poi un edificio di 16 piani per Columbia University con un grande auditorium, scuole, palazzetto dello sport, un ospedale e tanti palazzi dai 6 ai 40 piani".
"Ho progettato con tutti i materiali disponibili nella nostra industria: acciaio; calcestruzzo armato; legno; vetro, murature portanti ed altri metalli”. Ma tra i tanti, spiccano tre grattacieli molto noti nella Big Apple: “Certamente i progetti più interessanti son stati i grattacieli – ha confermato Fortunato Orlando - 3 Times Square";
"One Bryant Park e l’ultimo, ancora in costruzione, 270 Park Avenue, il nuovo quartiere generale di JPMorgan Chase Bank. Una torre di 425 metri e oltre 240.000 metri quadrati, che ogni giorno ospiterà 14.000 persone”. Una costruzione impegnativa: “Le difficolta maggiori di questo progetto sono, senza dubbio, le fondamenta, considerando che i tre quarti della pianta sono situati sopra linee ferroviarie multiple che trasportano, quotidianamente, centinaia di migliaia di pendolari”.
L’ingegnere, esorta i giovani, dicendo, in primis, d’imparare la lingua e: “Direi che il sogno americano s’è avverato grazie anche al supporto morale di mia moglie Cathy ed i miei figli Marco e Massimo. A tutti i ragazzi, dico di coltivare i propri sogni, le proprie ambizioni, senza mai demordere. Non importa quante volte si viene sconfitti. L’importante è rialzarsi, combattere e continuare ad andare avanti più forti di prima”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).