“Una delle tante azioni di pronto soccorso da me realizzate andata a buon fine, anche se i tempi dell’attesa sono stati più lunghi di quel che ci si aspettava”. Così Vittorio Sgarbi commenta a l’Attacco la notizia della comunicazione inoltrata dalla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di BAT e Foggia al Comune di Ischitella: il documento segue di pochi giorni il sopralluogo alle Torri di Varano della dottoressa Anita Guarnieri e si rivolge ai soggetti legittimati ad intervenire per la messa in sicurezza e il consolidamento con la seguente determinazione: “A riscontro di quanto richiesto e in riferimento alla questione segnalata, si rappresenta che la scrivente ha tempestivamente adottato i provvedimenti di propria competenza, indirizzati alla proprietà ed al Comune di Ischitella”. La visita della soprintendente a Varano si era svolta lo scorso martedì, a pochi giorni dalla telefonata del Ministero dei Beni Culturali a Peppino Laganella, coordinatore del Comitato per la Tutela e Salvaguardia delle Torri, impegnato da anni nella battaglia per mettere in salvo quelle che sono le sole testimonianze del passato medievale di Ischitella: “Ho ricevuto una telefonata dal Ministero su interessamento di Sgarbi, che non aveva ancora rassegnato le dimissioni - spiega Laganella -. Ho rimarcato che nonostante si fosse verificato il crollo della scalinata della Torre Grande da circa 15 giorni, la soprintendente che comunque era stata messa al corrente dell’urgenza di intervenire, non si era ancora fatta viva”.
Giorni prima, si era levata forte la voce di protesta degli attivisti per denunciare che proprio l’ex sottosegretario che aveva visitato nel 2021 la laguna a loro a bordo di un caratteristico “sandalo” e che si era impegnato ad attivarsi per salvare le Torri una volta al governo, aveva lasciato cadere ogni interessamento. Era seguita anche l’attivazione della petizione on line che su impulso di Alessandro Rota, Presidente Associazione Culturale Officine Ianós, Teresa Maria Rauzino, presidente Sezione Gargano Nord della Società Storia Patria per la Puglia, e l’Associazione Il Quadrato Magico che in soli due giorni ha superato le 300 firme ed ancora continua a raccogliere numerose adesioni da tutta Italia.
“Gli amici della laguna mi hanno chiesto ben prima che diventassi sottosegretario di occuparmi delle Torri, cosa che ho fatto inizialmente con i miei uffici, e poi da ultimo sollecitando la sovrintendente, la quale è si è recata sul luogo ed ha dato seguito a quanto necessario - riferisce il professor Sgarbi -. Da sottosegretario potevo più o meno quello che posso anche senza esserlo, la mia autorità impegna comunque un sovrintendente persona attenta ad ascoltare; in questo caso la segnalazione è arrivata piuttosto tardi rispetto alle aspettative e dopo la caduta di una scalinata, ed è stato fatto il giusto intervento di richiamo alle responsabilità della proprietà. Mi sembra dunque che la vicenda si sia avviata sulla strada giusta, si potrà poi procedere all’esproprio se i proprietari non volessero intervenire, mi pare che le cose sono andate come ci si aspettava ed io ho fatto il mio dovere”.
Sgarbi era stato condotto in visita alle Torri di Varano nell’agosto del 2021, per constatare di persona il pessimo stato in cui versavano e versano tuttora. Della visita e delle dichiarazioni rese dal critico d’arte è rimasta testimonianza in un video che documenta lo svolgimento della giornata sul Gargano; nelle immagini si vede Laganella illustrare storia e criticità delle monumentali Torri di avvistamento medievali merlate edificate nel 1269 come attestato dalle fonti e ridotte a poco meno che ruderi, cui fanno seguito le dichiarazioni dell’ospite sull’edilizia abusiva addossata alle Torri e l’attestazione di un impegno per la ricostruzione in caso di sua designazione a Ministro dei Beni Culturali.
“Nel qual caso mi ricorderò delle Torri e della tua insistenza - disse rivolgendosi a Laganella -. Non mi pare un impegno molto oneroso, credo che la ricostruzione possa costare 600-700 mila euro e fermare il degrado ancora meno, quindi ritengo che l’impegno dello Stato insieme alle risorse del Pnrr configurerebbe un intervento possibile” disse Sgarbi definendosi ottimista sulla possibilità di agire senza grandi difficoltà. Tre anni ci sono voluti affinchè qualcosa si muovesse ed oggi lo stesso ex sottosegretario è fiero di intestarsi il risultato: “Sono stato in laguna perché essendo padano ho un’attrazione per le lagune, anche ieri sera mi trovavo sul Delta del Po. A Varano ho scoperto le ostriche del lago che sono una prelibatezza, direi che è un luogo che mi piace dal punto di vista della suggestione, appare desolato e fuori dal mondo, non ha grandi alberghi e non c’è una grande accoglienza, ma mi pare che questo faccia parte della povertà del turismo in quella zona. Certamente sono luoghi memorabili e pieni di fascino dove tornerò di sicuro”, annuncia a l’Attacco.
Poi un cenno finale alle dimissioni da sottosegretario di Stato, con uno strale all’indirizzo del Ministro Sangiuliano: “Prevedo che resteranno con un sottosegretario in meno, probabilmente Meloni cercherà di mettere in ordine i numeri del governo dopo le elezioni europee. Non è una questione di competenze, su cui non temo rivali, ma di politica, per cui un sottosegretario può anche essere un elettricista, dopotutto abbiamo a fare il ministro uno che vale meno di un elettricista. Benchè con un’assegnazione postuma ai beni culturali, la mia delega reale era al pronto soccorso, il Ministero ha spesso una serie di competenze che sono prone o solo sulla carta, io invece ho fatto azioni di pronto soccorso, come nel caso delle Torri di Varano, che comunque era importante fare”, conclude.
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