Seppur piccola, riposta tra grandi realtà, proprio come uno scrigno conserva al suo interno infinite bellezze. Intreccia finemente cultura e tradizioni. La chiesa di Sant’Anna è davvero un piccolo gioiello della città di Foggia e non solo per i fedeli, per la sua comunità parrocchiale. Sita a due passi dal Cappellone delle Croci e a poche centinaia di metri dalla Cattedrale, la parrocchia conserva tanta storia, essendo stata, purtroppo ancora in pochi lo sanno, anche la sede di Padre Pio prima che il frate delle stimmate si trasferisse definitivamente a San Giovanni Rotondo. La settimana scorsa a Sant’Anna si è celebrato il triduo di San Pio in ricordo della sua presenza nel capoluogo dauno. Una ricorrenza che, come sempre, riesce ad attrarre fedeli da ogni dove, anche al di fuori della città.
“Ogni anno celebriamo la presenza di Padre Pio che venne a Sant’Anna il 17 febbraio del 1916 – spiega a l’Attacco Padre Gianmaria – da tanti anni i nostri frati realizzano in questa giornata diversi momenti di preghiera. Cosa accaduta anche quest’anno, con un triduo di preghiera e riflessioni sulla figura del frate. Il primo giorno – entra nel dettaglio Padre Gianmaria - abbiamo aperto il triduo nel mercoledì delle Ceneri, presentando anche la penitenza del frate. Il secondo giorno è stato invece svolto un incontro con tutti i gruppi di preghiera di Foggia. Venerdì abbiamo concluso il triduo con la presenza del nostro Superiore provinciale Padre Francesco. Sabato, invece, abbiamo accolto il nuovo Vescovo Mons. Giorgio Ferretti che ci ha onorati della sua presenza. Subito dopo la Santa Messa è stata poi realizzata la solenne processione per le vie cittadine. Padre Pio è stato da noi per circa sei mesi, e in questo tempo ha lasciato un’aria particolare che si respira ancora oggi. In quel tempo, e nonostante la sua giovane età, Padre Pio riuscì ad attirare a sé tantissimi fedeli che vedono in lui un frate tranquillo, devoto alla preghiera. Durante la guerra molta gente si affidava a lui per avere informazioni sulle sorti dei propri cari. Rispondeva alle lettere dei suoi fedeli, confessava. Era solito dire 'Non ho nemmeno il tempo di mettermi le mani in testa'”.
Purtroppo il vero peccato originale della comunità religiosa foggiana è stato quello di non essere riuscita a raccontare, a ben testimoniare, la presenza di Padre Pio a Sant’Anna. Quanti sanno che la parrocchia foggiana ha ospitato il frate dalle stimmate? “Pian piano cerchiamo di recuperare questo gap – commenta Padre Gianmaria – entrando nelle scuole, parlando con i fedeli. Una cosa è certa: la presenza di Padre Pio a Foggia è più conosciuta dai gruppi stranieri, provenienti dalle Filippine e dall’Irlanda, che dagli stessi foggiani. E questo è un vero peccato”.
La chiesa di Sant’Anna venne consacrata il 16 maggio del 1916, in presenza del frate che lasciò il capoluogo dauno il 4 settembre dello stesso anno. “La chiesa è una reliquia, perché si respira la presenza di questo frate giovane, semplice e con una forza straordinaria. Molto devoto alla Madonna. Abbiamo chiesto alle autorità competenti di realizzare incontri non solo sulla Chiesa di Sant’Anna, ma anche sul Parco dell’Iconavetere e lì dove si avvertiva la presenza della Madonna – conclude Padre Gianmaria. Ricordare la presenza di Padre Pio a Foggia è un dovere non solo per ciascun buon cristiano".
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