Nuova campagna di scavi a Siponto: “Entro l’anno la pubblicazione del primo volume di una serie”

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I primi a ritornare saranno i ricercatori canadesi, come ormai succede ogni anno dal 2021. Poi, a distanza di un paio di mesi, tutto diventerà molto più visibile perché si aprirà ufficialmente la quarta campagna di scavi archeologici a Siponto. La macchina organizzativa è in fermento perché adesso bisogna definire una lunga serie di questioni logistiche e burocratiche, le une più lunghe e tortuose delle altre. Ne sa più di qualcosa il professore Giuliano Volpe, docente presso l’Università di Bari che, con i professori Maria Turchiano e Roberto Goffredo dell’Università di Foggia, sta profondendo energie, tempo e impegno per riportare alla luce le vestigia dell’antica Siponto in un rivoluzionario progetto di archeologia pubblica. Nei giorni scorsi, è stata data notizia che sono aperte le iscrizioni per la quarta campagna di ricerche a Siponto e il professore Volpe conferma a l’Attacco che “stiamo programmando la prossima campagna di scavi, che si terrà da lunedì 2 settembre a sabato 12 ottobre prossimo”.

“Stiamo avendo già un sacco di richieste da parte degli studenti che vogliono prendervi parte” ma, come avvenuto anche nelle precedenti occasioni, dipenderà tutto dalla reperibilità di alloggi per ospitare a Manfredonia i circa 70 studenti che, in due turni da tre settimane l’uno, si cimenteranno negli scavi. L’anno scorso si corse il serio rischio che saltasse tutto proprio perché non si trovavano strutture che si rendessero disponibili. Un problema che fu risolto quasi in dirittura d’arrivo, grazie alla collaborazione ottenuta dalla locale Arcidiocesi che destinò ai giovani ricercatori parte del seminario vescovile, della Casa della Carità e del convento del Sacro Cuore. 

È stato comunque definito che “sarà sabato 5 ottobre la giornata che, come negli scorsi anni, sarà dedicata all’apertura a tutti del cantiere di scavi”. Nell’ultima occasione, si registrarono afflussi record nell’Open Day che accolse i visitatori con una apprezzatissima novità: tutti a piedi, oppure con bici o monopattini, per la chiusura a tempo determinato del traffico veicolare sul tratto di strada che va dall’impianto semaforico all’ingresso di Siponto fino alla stazione mai utilizzata di Manfredonia Ovest.

Le attività di scavi di questa stagione riprenderanno nelle stesse due aree dove si sono fin qui sviluppate, cioè nella zona portuale che si trova nelle immediate vicinanze delle due basiliche e nella parte di terreno di fronte, lì dove c’è l’anfiteatro augusteo. Ma, prima, a giugno prossimo, si svolgerà la ormai altrettanto consueta campagna di scavi “dei colleghi canadesi della McGill University di Montreal che riprenderanno le attività che stanno portando avanti nella zona delle domus, cioè nell’area più centrale del Parco archeologico di Siponto”. 

Quando sarà la volta degli atenei italiani, “potremmo tentare l’approfondimento in un’area più limitata per arrivare agli strati antichi dell’anfiteatro, così da verificare meglio il suo livello di conservazione e stabilire quanto ancora dobbiamo scendere per arrivare a raggiungere il livello dell’arena”. Questo tipo di rilievi verrebbero utili “per guidarci meglio” e, quindi, comprendere meglio in che modo programmare le prossime campagne di scavi. 
La gestione del cantiere sta iniziando a diventare complicata, dal momento che si stanno allargando le aree oggetto di scavi. “Spero di poter avere anche un po' di operai quest’anno – ammette Volpe, che è stato presidente del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici del MiBACT tra il 2014 e il 2018 – perché riconosco che adesso il cantiere sta assumendo dimensioni per le quali non è più possibile gestirlo solo attraverso l’impegno degli studenti universitari. Avremo bisogno di supporto”.

L’archeologia pubblica prevede il coinvolgimento delle comunità locali e, infatti, Volpe conferma che “continueremo a rinsaldare questo rapporto e abbiamo accolto con favore la proposta di collaborazione avanzata dall’associazione ArcheoSipontum, di cui fanno parte sia alcuni ragazzi particolarmente attivi di Manfredonia e sia alcuni nostri studenti che vanno ad integrare il gruppo”. Al contempo, “svilupperemo in misura ancora maggiore il progetto che abbiamo già avviato l’anno scorso con i migranti e i profughi che dimorano a Manfredonia”. 

Dopo l’uscita di scena senza particolari clamori (ma con sussurri circa frizioni con la locale Arcidiocesi) dell’architetto Francesco Longobardi, ora direttore delegato della Direzione regionale Musei Puglia, è Annalisa Treglia la direttrice del Parco archeologico di Siponto, oltre che del Museo archeologico di Manfredonia. Sembra una reggenza e potrebbe seguire un nuovo avvicendamento dopo che sarà nominato il nuovo direttore della rete museale regionale. Una latente incertezza che, in qualche misura, si riflette anche sui ricercatori degli atenei foggiano e barese. “Siamo in attesa di capire meglio se si muove qualcosa e come eventualmente possiamo raccordarci con il Parco e la Soprintendenza, sotto l’aspetto delle strategie da adottare”. 

“Spero di mettere in cantiere anche la prima pubblicazione di una serie di volumi sugli scavi di Siponto – la bella sorpresa che Volpe anticipa a l’Attacco -. Conto di sistemarlo entro quest’anno”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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