“Un progetto artistico in occasione del Fafafest estivo che verrà realizzato a Foggia. Per il prossimo mese raccoglieremo fotografie ambientate nella nostra città per poi scannerizzarle e realizzare un’installazione artistica. Chiunque può contribuire andando a cercarle negli album di famiglia. Crediamo sia una bella occasione per andare a riscoprire le vecchie foto negli scatoloni. Spesso, dietro ogni foto, si nascondono storie inedite e impreviste che ci legano in modo intimo e personale ai luoghi della nostra città”. Questo il messaggio lanciato in questi giorni sui social da Giuseppe Defilippis e Alessandro Savoia due giovani foggiani che hanno avuto l’idea innovativa di far riscoprire la bellezza degli scorci di Foggia da un punto di vista del tutto nuovo. “L’idea di fondo è quella di raccogliere fotografie di Foggia da archivi che le persone conservano, dai loro scatoloni - spiega a l’Attacco Defilippis – ci piace l’idea che la gente vada a ricercare nei propri archivi di famiglia vecchi scatti che raccontano in qualche modo la nostra città.
Penso ad una foto di famiglia in cui si vede qualche scorcio del posto, o una foto scattata per sbaglio che racconti il legame con questo luogo, di fatto chiediamo anche di lasciarci un commento perché il valore della descrizione del paesaggio è nella rappresentazione nei ricordi legati ai luoghi. Pensiamo quindi che sarebbe bello aggiungere delle note, dei riferimenti a quei momenti. Quello che vogliamo è raccontare il capoluogo in maniera diversa - ribadisce – spesso e volentieri cercando su Google delle immagini di Foggia escono fuori fotografie del Gargano o di Piazza Cavour”.
“Un sintomo – a mio avviso - della mancanza di rappresentazione del paesaggio foggiano. A cosa si pensa quando si vede Foggia? Viene difficile portare alla mente immagini che sono significative. Se manca questa rappresentazione, però, chi lo crea il nostro paesaggio? Dobbiamo chiamare fotografi che lavorino per scattare foto o il paesaggio è un fatto intrinseco che appartiene alla memoria, alla vita degli stessi foggiani? Se la rappresentazione dominante della fotografia vuole che esca Piazza Cavour per me è molto più rilevante quell’angolo di Foggia dimenticato da tutti, ma che per qualcuno è davvero importante. Il paesaggio si ricostruisce attraverso la memoria e la partecipazione collettiva delle persone non con i soli occhi dei fotografi che scattano foto per interesse personale”.
Giuseppe Defilippis è un designer della comunicazione, strada intrapresa anche da Alessandro Savoia che ha iniziato a sperimentare la Cianotipia una tecnica fotografia, un antico metodo di stampa fotografica caratterizzata dal tipico colore Blu di Prussia.
“Una stampa con il sole – in sostanza. Si espone il foglio dove il sole crea una colorazione tipica. Insieme ad Alessandro vogliamo provare a portare queste competenze al servizio dell’intera città e vediamo cosa ne viene fuori dall’avviare un processo collettivo. Non sarà tanto l’opera che andremo a realizzare a portare il messaggio quanto le stesse persone che con i loro ricordi contribuiranno a costruire un certo tipo di messaggio che verrà quindi messo in piedi dalla collettività, dai foggiani che in questo percorso si renderanno conto di un qualcosa che potrebbe essere importante. Probabilmente i foggiani si renderanno conto che questa città ha molto da raccontarci e da ricordarci – conclude Defilippis – il fatto di mettersi insieme per la realizzazione di un’opera li farà sentire parte di un qualcosa, di una comunità”.
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